«Il sindaco riscrive la realtà e non risponde ai problemi della città». Inizia così, con questa affermazione, la controreplica del Pd di Porto Sant’Elpidio, con il suo circolo e il suo gruppo consiliare, al sindaco Massimiliano Ciarpella che, a sua volta, ha replica ai dem sulle accuse dell’operato della sua amministrazione.
«C’è un punto che va chiarito senza ambiguità: bollare oltre 20 milioni di euro del Pnrr come “problemi ereditati dal Pd” è una lettura sicuramente buona per acchiappare qualche like sui social, ma che non corrisponde al vero. Quelle risorse rappresentano un’opportunità straordinaria per la città, ottenuta attraverso progettazioni, candidature e lavoro amministrativo degli uffici (i dirigenti di ieri sono gli stessi di oggi) che hanno permesso a Porto Sant’Elpidio di intercettare finanziamenti che molti altri Comuni non sono riusciti ad ottenere. Senza quel percorso, oggi – l’appunto dei dem – non ci sarebbero cantieri né interventi di rigenerazione urbana in corso. È corretto riconoscere che l’attuale amministrazione abbia intercettato ulteriori risorse su alcuni interventi, ma è altrettanto necessario riportare le proporzioni reali: aver intercettato 1,4 milioni di euro per la Collodi e 240 mila euro per l’asilo di via Milano è sicuramente minore rispetto ai soldi lasciati dalla precedente amministrazione. La matematica in questa circostanza non mente: i fondi intercettati dall’amministrazione Ciarpella sono a malapena il 10% di quelli ereditati e, anche il più sprovveduto, comprende che oggi la polemica al Pd è solo strumentale per addebitare ad altri ritardi che invece nascono da precise responsabilità di chi governa. Il punto politico, tuttavia, non è una disquisizione sul passato, ma la gestione del presente. Perché se di passato si vuole parlare, dal canto nostro ci ricordiamo ancora perfettamente le critiche forti e aspre di quei rappresentanti allora all’opposizione e oggi alla guida della citta, nei confronti di quei progetti, pensiamo a via Cesare Battisti, piazza Garibaldi e in ultimo al Gigli, tutti luoghi di cui loro, ma più in generale la città tutta, oggi beneficia per iniziative di ogni tipo, confermando ancora una volta la bontà delle scelte e delle progettualità pensate da chi oggi viene tacciato di non averne “beccata mezza”».
«Sono ormai passati tre anni. In questo tempo, oltre alle modifiche progettuali intervenute su diversi interventi, che evidentemente volevano essere la “firma” dell’attuale amministrazione (forse in vista delle prossime elezioni, così da presentare qualcosa di concreto alla cittadinanza?) su opere pensate da chi li aveva preceduti, si registrano – la critica dem – ritardi significativi nella realizzazione delle opere e nella gestione dei cronoprogrammi. Gli stessi cronoprogrammi e scadenze però programmate dalla stessa amministrazione Ciarpella. È documentale, che i ritardi non possono essere attribuiti a presunti difetti originari dei progetti, che risultavano già approvati ed esecutivi, ma molto probabilmente alle successive modifiche intervenute in corso d’opera. Le varianti introdotte su diversi interventi, pur legittime sul piano amministrativo, hanno inevitabilmente inciso sulla tempistica complessiva delle opere, imponendo una rimodulazione dei cronoprogrammi. Queste varianti erano necessarie? Secondo il nostro punto di vista no, ma altrettanto certamente anche secondo chi, per legge, era chiamato a valutare quei progetti e decidere se finanziarli, visto che sono risultati vincitori nelle loro rispettive graduatorie. Ciò che la narrazione di chi amministra sempre tace è che i fondi sono stati assegnati dopo attenta valutazione sulla qualità delle progettazioni presentate, che, se non meritevoli, non sarebbero state finanziate, come accaduto in moltissimi Comuni d’Italia anche più grandi, blasonati e attrezzati rispetto al nostro. In questo quadro, la distinzione tra livello tecnico e livello politico resta centrale e dove a nostro avviso sta il nocciolo della questione: la struttura amministrativa opera all’interno delle decisioni assunte, mentre la responsabilità delle scelte strategiche e delle loro conseguenze ricade inevitabilmente sulla politica e su chi amministra. Oltre a questo, un ulteriore elemento riguarda il tema delle priorità amministrative e della comunicazione istituzionale: il sindaco nel suo comunicato, parla anche di “passerelle” e di interventi simbolici; quando invece anche recentemente abbiamo assistito ad inaugurazioni in pompa magna anche di fontanelle sul lungomare con sindaco, vice, vicepresidente della Provincia e presidente Tennacola, iniziative sicuramente di tutto rispetto, ma marginali se confrontate alla portata delle sfide che la città sta affrontando e dovrà affrontare (pensiamo al ponte ciclopedonale sul fiume Chienti, l’annosa questione dell’Ex Fim ecc). E permetteteci anche, infine, di fare una considerazione che riguarda la coerenza del dibattito politico portato dalla maggioranza: tra chi in questi giorni ha rilanciato pubblicamente le dichiarazioni del sindaco esprimendo apprezzamento per la linea espressa figura anche un attuale componente della Giunta che ha ricoperto in passato il ruolo di assessore nella precedente amministrazione di centrosinistra. Vorremmo chiedere a lui se l’ha fatto consapevolmente oppure si è già scordato che alla stesura di quei progetti tanto vituperati, aveva partecipato e contribuito essendo al tempo l’assessore al bilancio nell’amministrazione Franchellucci? In conclusione, il punto non è la narrazione del passato, l’ennesima frettolosa rincorsa a dare la colpa a “quelli che c’erano prima” sta diventando stucchevole, ma la responsabilità del presente, che ricade unicamente su chi oggi è alla guida della città. Le risorse non sono un problema. I progetti non sono un problema. Il tema è la capacità di tradurre queste opportunità in opere concluse nei tempi previsti e con una gestione trasparente ed efficace, limitando al minimo i disagi per i cittadini. Dopo tre anni di amministrazione, la domanda è semplice e inevitabile: perché, con queste risorse e con tutto questo tempo a disposizione, le opere non sono ancora concluse?»
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