«L’esame positivo in Commissione del Piano Triennale per l’Internazionalizzazione e l’Attrazione degli Investimenti 2026-2028 è la conferma di una strategia regionale solida, basata su dati concreti e una visione di lungo periodo. Il tessuto produttivo marchigiano dimostra un buon dinamismo. Le Marche sono prime in Italia per incidenza della manifattura sull’economia, seconde per numero di attività produttive, con un export che supera il 40% del Pil regionale e un balzo di +12,2 punti percentuali nell’incidenza sul Pil tra il 2019 e il 2023. A questi indicatori si affiancano eccellenze sociali ed economiche: tasso di occupazione al 67,2%, disoccupazione al 5,1% e il più basso tasso di Neet a livello nazionale. La nostra regione custodisce il più grande distretto biologico d’Europa, vanta 35 eccellenze Dop/Igp per un valore di 121 milioni di euro e guida le classifiche nazionali per sicurezza, ambiente e qualità della vita. La Regione si conferma inoltre prima in Italia per avanzamento pagamenti Fse+ e terza per il Fesr, con oltre 310 milioni di euro destinati a ricerca, innovazione e internazionalizzazione». Lo dichiara Andrea Putzu, consigliere regionale e relatore di maggioranza dell’atto amministrativo sul Piano Triennale per l’Internazionalizzazione e l’Attrazione degli Investimenti 2026-2028.
«Il nuovo documento non parte da zero, ma capitalizza i risultati della programmazione 2022-2025, che ha generato oltre 43 milioni di euro di investimenti privati grazie a 28 milioni di risorse pubbliche, coinvolgendo 456 imprese. La Regione Marche – aggiunge Putzu – ha definito un piano articolato per rafforzare la presenza internazionale del proprio sistema produttivo, puntando su export, innovazione e attrazione di investimenti. L’obiettivo principale è ampliare il numero di imprese attive sui mercati esteri, consolidando quelle già presenti e aprendosi a nuove aree strategiche come Asia-Pacifico, Balcani e Africa. Per farlo, verranno sostenute la partecipazione a fiere internazionali, missioni economiche, incontri B2B e iniziative di incoming con buyer stranieri. Un altro asse fondamentale riguarda il rafforzamento delle competenze imprenditoriali, attraverso formazione specialistica, mentoring e supporto all’utilizzo di strumenti digitali come marketplace ed e-commerce, oggi essenziali per competere a livello globale».
«La Regione punta inoltre ad attrarre nuovi investimenti – conclude il capogruppo di Fratelli D’Italia – valorizzando i punti di forza del territorio attraverso il progetto “InvestinMarche”, un portale dedicato, e la creazione di un Investor Desk regionale per accompagnare imprese e capitali interessati a insediarsi nelle Marche. Infine, grande attenzione sarà riservata alla promozione del Made in Marche, con campagne di comunicazione, video istituzionali e materiali multilingue per rafforzare l’identità regionale nel mondo. Il fine complessivo è aumentare competitività, occupazione e sviluppo economico. Soprattutto valorizzando anche i giovani imprenditori, puntando su un ecosistema che conta 337 startup innovative e un’incidenza sulle nuove società di capitali superiore alla media nazionale (4,03%), questa maggioranza guidata dal presidente Francesco Acquaroli ha posto le basi per intercettare capitali esteri, rigenerare aree industriali e valorizzare il legame sinergico tra manifattura, cultura e turismo. Questo Piano è la roadmap per trasformare il saper fare marchigiano in crescita strutturale, occupazione qualificata e competitività globale, in modo sinergico e unitario con i tanti soggetti regionali che operano in questi settori».
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