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L’elpidiense Marco Olivieri
e il suo Empoli escono
sconfitti dalla finale del Viareggio

CALCIO - Lo Stadio dei Pini “Torquato Bresciani” incorona il Sassuolo vincitore della 69' edizione della Coppa Carnevale. La Primavera neroverde di Mandelli batte in finale l’Empoli di Dal Canto 6-4 dopo i calci di rigore. I tempi regolamentari si erano chiusi sul 2-2. Per l'elpidiense Olivieri molta amarezza
giovedì 30 marzo 2017 - Ore 00:20
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Marco Olivieri in azione durante la finale contro il Sassuolo (immagini Rai Sport)

VIAREGGIO (LU) – L’Empoli si arrende ai calci di rigore contro il Sassuolo nella finale del Viareggio. Dopo aver battuto Milan, SPAL e Bruges nei tre match ad eliminazione diretta, Olivieri e compagni cadono ai rigori contro gli emiliani, che sempre dagli undici metri avevano eliminato Fiorentina, Inter e Torino. Un’intera città aveva fatto il tifo per lui quest’oggi, ma le cose non sono andate come sperato. Al vantaggio di Adjapong, rispondono Zini Manicone, ma nel finale Scamacca bissa il pari. I supplementari non sciolgono l’equilibrio e si va dunque ai rigori, con l’elpidiense Olivieri caricato della responsabilità di calciare il quinto penalty per il suo Empoli.

Ad iniziare è il Sassuolo: Pierini trasforma. Damiani per l’Empoli prova il cucchiaio ma sbaglia clamorosamente, mandando sopa la traversa. Bruschi realizza, mentre Pejovic si fa respingere il penalty. L’errore di Ravanelli tiene a galla i toscani, che accorciano con Jakupovic. Rispettivamente per Sassuolo ed Empoli, Massetti e Di Leo insaccano e lasciano il peso del match su Scamacca, che non sbaglia e fa gioire i neroverdi.

La delusione più grande è arrivata per il nostrano Marco Olivieri, che assiste agli errori dei suoi compagni e si vede negare la possibilità di far parte della lotteria dei calci di rigore. Entrato al 29′ della ripresa, si è reso subito pericoloso sovrastando Ravanelli negli uno contro uno e lottando fino al 120′ con cuore e grinta.

Olivieri, quali sono le sue emozioni e sensazioni a caldo dopo la sconfitta giunta solamente ai rigori?

“Questa è la seconda volta che perdo una finale, la prima fu quella scudetto con gli Allievi contro la Roma e oggi un’altra sconfitta contro il Sassuolo. C’è molto rammarico perché sicuramente non ce lo meritavamo. Durante i 120 minuti abbiamo dato tutto, ma poi i calci di rigori sono una lotteria e chi è più bravo vince”.

Quanto avrebbe voluto tirare quel rigore? Cosa avete detto a Damiani a fine gara?

“Se la lotteria andava avanti sarei stato il quinto a calciare e sarebbe stata una grossa emozione, peccato sia andata così. Per quanto riguarda Samuele, ha pianto molto ma lo abbiamo tranquillizzato”.

Poco dopo il suo ingresso, è stato fermato così da Ravanelli. Era rigore per lei?

“Sinceramente in quell’istante non pensavo fosse rigore, poi sentendo la gente fuori dico che il rigore c’era. In campo ho chiesto il rigore sulla seconda palla, quando l’ho ripresa, però ha fatto bene l’arbitro a non darlo. Non sono stato furbo io a buttarmi appena ho sentito tirare la maglia nel primo contatto”.

Come si trova ad Empoli? E’ integrato bene? Ha avuto l’opportunità di parlare con un altro fermano quale Guido Marilungo che milita in prima squadra?

“Sono tre anni che vivo a Empoli e sto molto bene, anche con i compagni mi trovo serenamente. Il primo anno che sono arrivato qui ero con i 1998, loro erano più grandi di me di un anno e all’inizio pensavo fosse difficile integrarsi con un gruppo più grande, invece mi hanno subito messo a mio agio e mi hanno accolto benissimo. Con Marilungo non ho mai parlato, però ho parlato con Bellusci, che è grande tifoso dell’Ascoli, cosa che ci accomuna”.

Sente mai la mancanza della sua Porto Sant’Elpidio, degli amici o degli affetti personali? 

“Stando lontano da casa da quattro anni, ormai ci ho fatto l’abitudine. La mancanza è normale sentirla, però scendendo in campo il sabato, spesso dopo le partite torno a casa. La mia famiglia quando gioco in casa viene spesso e volentieri a trovarmi, quindi ogni due settimane più o meno vedo i miei. Anche la mia ragazza quando può viene ad Empoli. Invece gli amici devono aspettare che torno a casa per stare insieme. Però, per esempio, oggi in tribuna c’erano due miei amici a vedere la partita, che si sono fatti 600 chilometri per vedermi giocare”.

Per adesso a soli 17 anni, Nazionale U18 e Empoli, quale sarebbe il suo più grande sogno futuro? Giocare con qualche big?

“Sì, sono due grandi traguardi che di certo, però, non possono essere punti di arrivo, ma bensì di partenza. La nazionale è un grande palcoscenico dove ti misuri con i giocatori più forti delle altre nazioni. Sono partito dalla Marina Picena a Porto Sant’Elpidio, poi mi hanno preso in ordine Ascoli, Siena e Empoli. Devo ancora crescere, ma il mio sogno sarebbe giocare con la maglia dell’Ascoli ed esultare sotto la curva Sud”.

Un Olivieri che dunque si racconta a tutto tondo, e che nonostante la sconfitta di oggi nella finale del Torneo di Viareggio, è già pronto ad una nuova battaglia sul campo. A noi di Cronache Fermane, non resta che fargli un grosso “in bocca al lupo” e augurargli il meglio per il suo futuro.

Leonardo Nevischi

Immagini Rai Sport

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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2 commenti

  1. 1

    Grandissimo Marco Olivieri !!!

  2. 2

    Bravo Marco continua così massimo impegno bravo

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