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Bocciodromo San Michele, lo sfogo dei proprietari: “Rammarico per la fine di una lunga storia”

lunedì 3 aprile 2017 - Ore 18:39
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“Questa è una lunga storia dall’epilogo triste”. Con questa premessa la storica famiglia Minnetti scrive una lettera di sfogo sul futuro della struttura da sempre riferimento per la costa e non solo.

” Nei primi anni 80 tre fratelli del quartiere San Michele di Fermo decidono di spendere risparmi ed energie per costruire uno stabile in cui poter dedicarsi alla loro grande passione: il gioco delle bocce – si legge nella lettera –  Più che un gioco, uno sport, poco conosciuto ma molto popolare, che fa più di 100 mila tesserati (dati Coni 2015) e più di 1 milione di appassionati. Una struttura di 1.150mq di superficie complessiva, comprensiva della parte adibita a bocciodromo, di un locale al piano primo e di un locale adibito a bar, la quale doveva rappresentare l’attività “remunerativa” che consentisse cioè di mantenere tutta la struttura, vista l’attività sportiva prevalente non lucrativa”.

Racconto che prosegue: “Però i tre fratelli hanno fatto male i calcoli. Nonostante la piena vivacità della realtà sportiva che attrae residenti e non, il bar negli anni non consente la piena copertura dei costi di gestione dell’intero stabile. Da qui la decisione di dare la struttura, ad eccezione del locale bar, in locazione al Comune di Fermo, ad un canone di molto inferiore a quello di mercato, quale sede del centro sociale San Michele-Lido-Casabianca, il quale a sua volta dà in uso i locali adibiti a bocciodromo alla Bocciofila San Michele. Il primo contratto stipulato nel mese di Gennaio del 1993 è stato poi successivamente prorogato, fino al 2005, quando è stato rinnovato con una revisione del canone troppo al disotto dei valori di mercato. Un revisione di poco conto del tutto annullata dall’aumento dell’IMU (circa 8.000 euro annui) e dall’abbattimento unilaterale del 15% del canone di locazione effettuato dal comune ai sensi del Dlgs 66/2014. Nel frattempo il locale bar ha conosciuto un susseguirsi di gestioni fallimentari, che hanno portato la proprietà a riflettere sulla eventualità di adibire gli spazi ad altri usi. Anche questa volta, però, per il rispetto della passione che ha fatto nascere la struttura, si è deciso di rinunciare alla licenza dell’attività bar e di dare in locazione, ad un prezzo di favore, alla società bocciofila gli spazi attrezzati per aprire un circolo”.

La proprietà scrive: “Ed eccoci ai giorni nostri. Sotto l’amministrazione Brambatti è arrivata la notizia che presto il Comune sarebbe venuto in possesso di nuovi locali, gratuiti, per il centro sociale San Michele-Lido-Casabianca, a favore del quale l’amministrazione precedente aveva stipulato un altro contratto di locazione per altri locali, a favore di un privato del quartiere, ad un canone al mq di molto superiore a quello pagato per la struttura bocciodromo. La proprietà ha quindi chiesto al Comune se la disponibilità dei nuovi locali a costo zero avrebbe in qualche modo comportato una revisione del contratto in essere. La Brambatti non fece in tempo a rispondere, al contrario dell’attuale Sindaco, che a fine 2015 invia alla proprietà formale lettera di disdetta del contratto di locazione a far data dal 1 Gennaio 2017. Di qui una serie di incontri con l’amministrazione e con la società bocciofila per trovare una soluzione che salvaguardasse la proprietà e l’associazione sportiva. Dopo 24 anni la struttura si presenta in uno stato tale per cui ha bisogno di una serie di interventi di manutenzione e messa a norma non sostenibili dalla proprietà, anche alla luce di un ventilato nuovo contratto a prezzi al di sotto del valore di mercato. Con il Sindaco Calcinaro si era anche pensato ad una soluzione tale per cui la proprietà ritornava in possesso del locale al primo piano e del locale bar, da utilizzare per altri usi (sempre di interesse pubblico), lasciando alla società bocciofila la parte specificatamente destinata a Bocciodromo, impegnandosi, con l’aiuto della bocciofila e del Comune ad adattare gli spazi per ricavare un bar, bagni e spogliatoi. Questa soluzione era stata dettata anche dalle difficoltà per il Comune di realizzare una struttura ex novo a bocciofila da realizzarsi non lontano da quella attuale. Ma tale proposta non ha trovato il favore della società bocciofila. E così il 7/3/2017 il Comune di Fermo ha definitivamente riconsegnato i locali alla proprietà: Oltre al grande rammarico per la fine di una lunga storia fatta di passione, quello che dispiace ancor di più è il fatto che tale fine venga addebitata esclusivamente alla proprietà. In un epoca in cui la politica si piega spesso alle richieste dei privati, soprattutto in ambito edilizio, accade che la responsabilità di chiudere un contratto, che consentiva la sopravvivenza di una fervente realtà sociale, anche di riferimento per un territorio più vasto di quello comunale e luogo di aggregazione e di ritrovo per molti anche non appassionati di bocce (con feste sociali, cene solidali, eventi ludico ricreativi per i bambini ed anziani, ecc) non solo passi in sordina, ma venga subdolamente attribuita attraverso un tam tam di mezze verità, ai proprietari, che hanno solo l’interesse e l’onere di mantenere una struttura mai stata fonte di ricchezza ed ormai obsoleta”.


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2 commenti

  1. 1

    Penso, da cittadina di Lido, che questo triste finale sarà pagato molto caro dalla comunità tutta. Mi spiace ne sentiremo la mancanza

  2. 2

    Oramai a Fermo è evidente che l’unica cosa che intessi questa amministrazione sono le sagre in piazza e questi sono i risultati

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