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“Qui o si fa turismo
o si muore: ecco come”,
gli albergatori indicano la via

giovedì 6 aprile 2017 - Ore 17:58
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di Giorgio Fedeli

Partiamo dalla fine, che tanto poi è il messaggio che conta, quello dell’aut aut: “Noi siamo alla canna del gas. E se qui la prossima amministrazione non fa qualcosa, anzi non prende il toro per le corna, il rischio di chiusura è altissimo”. Gli albergatori dell’Ataf, che dalla loro hanno circa 900 posti letto, non usano mezzi termini. La situazione li esonera dal ricorso alla diplomazia. Per questo, e per mille altri motivi, vanno giù decisi con linee e spunti programmatici che la prossima amministrazione, a loro avviso, non può concedersi il lusso di vagliare: vanno affrontati immediatamente perché il rischio di chiudere i battenti è concreto, reale, imminente. Ad aprire le danze è il presidente Ataf, Gianluca Vecchi: “I nostri sono spunti programmatici e suggerimenti per il rilancio turistico della città di Porto San Giorgio perché la situazione economica è critica, in particolar modo per il settore turistico e commerciale. Siamo passati dalle 400 mila presenze negli anni ’70 alle 190 mila nel 2016. Siamo al 29% di media annua di occpuazionabilità. E non parliamo di sisma o neve. Porto San Giorgio ha perso l’appeal, siamo in decadenza e forse anche noi ci siamo adagiati troppo sugli allori. Ma siamo arrivati al punto che la prossimo amministrazione non può più sbagliare la politica turistico-commerciale. Qui noi rischiamo la chiusura. Bisogna investire sull’arredo urbano e su strutture innovative e su servizi. Insomma creare le condizioni pe rattrarre investitori e turisti. Innanzitutto va riqualificata la zona sud dove è concentrata la maggior parte dei posti letto di noi albergatori. Va sistemata l’area ex Cossiri magari anche con fondi europei. E’ di un privato? La prossima amministrazione prenda di petto la questione, non ci si può nascondere dietro agli alibi. Stesso per l’ex mercato ittico su cui noi ci siamo dati molto da fare per realizzarci un centro polifunzionale. Ma anche in questo caso l’amministrazione deve intervenire, magari anche con un contratto di disponibilità col privato”. “Insomma non ci si nasconda dietro al fatto che non si può intervenire perché le proprietà sono private, così diventa tutto un alibi” aggiunge Carlo Mancini. “Sul porto non siamo d’accordo a migliaia di metri cubi di costruito ma sì a spazi fruibili, con attrezzature sportive. Sentiremo parlare dei primi cento giorni? No, no, qui si parla dei primi trenta giorni, non di più per mettere mano all’immediato. Togliere la sabbia dall’interno del porto, allargare il marciapiede sul lungomare sud e illuminarlo. Creare due viali dello shopping (viale don Minzoni e viale Buozzi) e prevedere degli sgravi fiscali per chi affitta a prezzi controllati comunque inferiori a quelli di oggi. Aggravio di costi per chi tiene sfitto. Organizzazione di eventi. E poi l’amministrazione si faccia promotrice delle aperture dei negozi dalle 10 alle 13 e dalle 18 alla mezzanotte. Si dia la possibilità anche di realizzare delle strutture ricettive sul tratto nord del lungomare, all’altezza dell’incrocio con via Marche. E, credetemi, qualche imprenditore disposto a investire c’è”. Tante richieste alla giunta che verrà. Ma loro, dalla loro parte, gli albergatori, non fanno nulla. “Alt, noi siamo i primi a essere disposti a investire. Ma siamo imprenditori. E i piani di fattibilità ci dicono che non è opportuno farlo con le condizioni in cui versa la nostra città – replica Vecchi – servono degli input ben precisi da parte dell’amministrazione. Servono anche dei fondi ad hoc per la promozione, pluriennali. Sull’accoglienza, invece, non possiamo lamentarci. Di eventi ne sono stati fatti. Ma occorrono anche dei servizi bus navetta urbani. Serve anche un nuovo piano per la segnaletica stradale degli hotel. Il porto? Non può più restare insabbiato. Si faccia un braccio perpendicolare all’approdo e soprattutto si tolga quel pennello che non serve a nulla. Altro aspetto importante: urgono pannelli fonoassorbenti lungo la ferrovia. E poi perché non si vende il Comune. Gli uffici del Municipio all’ex Silos. E l’ente recupererebbe delle cifre importanti per realizzare opere di cui la città ha bisogno. E ancora, una Spa, Beauty farm, una piscina e un centro di talassoterapia che oltre che andare a creare dei servizi ai cittadini sangiorgesi qualificherebbe le strutture alberghiere che insistono nell’area adiacente che potrebbero offrire ai clienti servizi che oggi vengono sempre più richiesti”. E dulcis in fundo, le tasse: “Qualche dado? Un hotel di 40 stanze nel 2006, di Tari pagava 7.200 euro, lo scorso anno ne pagava 15136. Parliamo dell’Imu? Nel 2006 8mila, nel 2016 16mila. Di acqua siamo passati allo 0,70 a metro cubo di 15 anni fa al 2,78 di quest’anno. E perché non dovremmo pagare come le camere delle case dal momento che di immondizia ne produciamo anche meno, parliamo delle camere. Anche perché con le cucine paghiamo anche troppo”. “A mio avviso – aggiunge Luciano Scafà – gli assessorati al turismo e allo sport andrebbero uniti. Servirebbe anche un fondo per lo sport”. Insomma l’Ataf più che spunti programmatici, considerando che si parla di una città che vive di turismo, ha presentato un programma amministrativo. Che oggi diventa inevitabilmente elettorale. E che se seguito alla lettera da capo a piedi, impegnerebbe h24 non solo sindaco e assessore di riferimento ma anche tutta la giunta. E meglio sapere di cosa si parla: “Se l’assessore è un operatore turistico bene ma se non lo è va bene lo stesso – conclude Vecchi – l’importante è che apra immediatamente un tavolo con la categoria. Noi siamo a disposizione per portare il nostro contributo a un programma che sia il più completo possibile”.

QUI DI SEGUITO GLI SPUNTI DELL’ATAF

Spunti programmatici e suggerimenti per il rilancio turistico della Citta di Porto San Giorgio

“La situazione economica della Città è veramente critica e sotto gli occhi di tutti ed in particolare il settore turistico e commerciale che storicamente traina la Città è in grave difficoltà..
le presenze turistiche in 10 anni si sono dimezzate in termini assoluti ma soprattutto ci preme sottolineare che la nostra Città negli ultimi trentanni non è riuscita a mantenere quell’immagine turistica , quell’appeal, quel blasone che la contraddistingueva rendendola nel passato una meta turistica di eccellenza.
A questa decadenza ….si è contrapposta una crescita impressionante di altre Città , che investendo in modo organico adeguandosi ai nuovi standard operativi ed alle nuove esigenze del Turista sono riuscite ad essere più competitive .
Quindi riteniamo sia giunto il momento di prendere provvedimenti urgenti con una programmazione e con dei progetti di investimento concreti e immediati…..
perche le nostre aziende non riescono più a sopravvivere….
Tra l’altro l’aggravante è che per assurdo noi Albergatori non abbiamo nemmeno il lusso di poter uscire dal mercato in quanto le nostre strutture sopportano una tassazione fissa sugli immobili talmente alta che in qualche anno si rischierebbe di perdere il valore delle strutture stesse.
Teniamo anche a precisare che noi tutti abbiamo la volontà e l’interesse a fare la nostra parte investendo nelle nostre strutture , riqualificandole e rendendole all’altezza dei nuovi standard operativi….ma certamente non lo possiamo fare se prima l’amministrazione non riqualifica la Città rendendo fattibili e convenienti i nostri investimenti.

E’ per questa grave situazione che siamo qui oggi ad evidenziare alcuni punti critici della Città , ovviamente quelli più determinanti e limitanti il settore turistico offrendo degli spunti programmatici che i vari candidati dovrebbero tenere in considerazione nella stesura del loro programma; nella speranza di poter rilanciare la nostra Città.
L’Amministrazione dovrebbe intervenire muovendosi su due fronti:
a) investimenti propri volti a riqualificare l’arredo urbano e a dotare la Città di nuove strutture ed innovativi servizi
b) creare le condizioni e gli strumenti necessari per poter attrarre investitori privati agevolandoli negli iter burocratici e scommettendo insieme a loro ed agli operatori turistici esistenti su di un percorso di crescita turistica che trasformi la Città di Porto San Giorgio
in una meta turistica ambita e di eccellenza come nel passato.

A proposito del primo punto:
1) riqualificazione urbanistica della zona sud della Città: che si presenta in modo orribile ai turisti che arrivano tramite la A14 e che essendo vissuta dai turisti ospiti degli Hotel (la maggior parte dei posti letto sono a sud della città)e dei numerosi appartamenti estivi, non è certo presentabile anzi abbandonata nel suo aspetto e dagli eventi che sono organizzati tutti in centro :
a) sistemazione immediata area ex-cossiri tramite demolizione delle strutture degradate in attesa di soluzione problemi Cosmo ed incentivazione al subentro di altro privato.
l’alternativa potrebbe essere quella di intercettare i fondi nazionali per la riqualificazione di aree degradate, acquisire la proprietà dell’area ed organizzare tutti servizi sportivi (calcetto, calcio, tennis ed altro) senza realizzare altri centri commerciali che andrebbero ad appesantire la situazione del commercio del centro.
b) costruzione di un Centro Congressi polivalente dove poter organizzare tornei di ogni genere, eventi canori, convegni e Fiere , affinché si possa destagionalizzare le presenze turistiche.
Tutto ciò potrebbe farlo il Comune con un contratto di disponibilità fatto con un privato che investe sulla struttura per poi darla in utilizzo esclusivo al Comune ad un canone annuo prestabilito ed un riscatto finale. Il privato avrebbe una convenienza finanziaria dall’operazione e potrebbe essere un buon investimento ed il comune si ritroverebbe a non dover mettere mano ad appalti con tutte le criticità ad essi collegati. Il Comune a sua volta potrebbe darla in gestione ad un affitto predeterminato in modo totale o parziale.
La sua costruzione oltre a riqualificare un’intera zona degradata permetterebbe di destagionalizzare le presenze turistiche facendo lavorare la Città durante tutto l’anno .
Nello spazio dove insistono le giostre tutti gli anni si potrebbe far costruire un’area SPA, Beauty FARM, PISCINA E CENTRO DI TALASSOTERAPIA che oltre che andare a creare dei servizi ai cittadini sangiorgesi qualificherebbe le strutture alberghiere che insistono nell’area adiacente che potrebbero offrire ai clienti servizi che oggi vengono sempre più richiesti.
c) soluzione area porto turistico evitando di far costruire Appartamenti a iosa in modo da evitare un Lido Tre Archi 2 e creare invece una zona elegante per il passeggio e la fruibilità per eventi o per impianti sportivi e di strutture a servizio del porto turistico : oggi , visto che il porto purtroppo è stato costruito , bisogna far in modo che funzioni bene e che abbia tutti quei servizi che gli altri porti offrono e che i proprietari di natanti esigono ..così finalmente …forse…si riuscirebbe ad utilizzarlo per la crescita economica della città come si era detto ai tempi della costruzione.
d) nell’immediato occorre provvedere alla rimozione di tutta la sabbia depositata nell’area portuale, che oltre ad coprire la visuale è veramente bruttissima a vedere con tutte le erbacce presenti e realizzare un marciapiede più grande con a ridosso un paravento di copertura , illuminazione adeguata ; cio renderebbe una la zona sud estremma della Città dove insistono tre alberghi di media dimensione che purtroppo sistematicamente registrano grandi lamentele.
e) realizzazione di un ponte sull’Ete per intercettare il flusso dei Turisti di Marina Palmense.

4) piano commerciale che preveda un rilancio del commercio cittadino e quindi anche del
settore turistico tramite agevolazioni fiscali.
Il progetto potrebbe essere quello di :
– individuare come strategici i due viali Don Minzoni e Buozzi;
– agevolare tutti i proprietari di negozi in queste due vie con sgravi fiscali importanti a
condizione che essi seguano determinate direttive del tipo:
a) affitto solo a chi commercializza certi beni di qualità (per evitare che in questi 2 viali ci
siano negozi squallidi)
b) non superare l’affitto massimo stabilito che dovrà essere inferiore a quello odierno;
c) apertura dopo cena dei negozi dal 15 giugno al 15 settembre con i seguenti orari
10 – 13 / 18,00 – 24,00
d) aggravio di costi per chi tiene i locali non affittati….
e) organizzazione di eventi specifici con la condivisione dei commercianti

5) promozione turistica della città tramite campagne google e sui social e tramite fiere con degustazione enogastronomica dei nostri prodotti con stanziamento ordinario e pluriennale a bilancio di € 30000 ogni anno . Tutto ciò dovrebbe essere condiviso con le associazioni di categoria in modo da poter scegliere le strategie migliori da perpetuare.

6) La zona nord del lungomare nord della città , attualmente non edificabile, dovrebbe essere sbloccata per la costruzione di strutture ricettive nuove e di qualità che arricchirebbero l’offerta turistica della Città. Esistono degli imprenditori che vorrebbero investire in tal senso.
In modo complementare ci si potrebbe la realizzazione di strutture di divertimento che oggi mancano nella città.

7) realizzazione di un servizio urbano di bus navetta cittadino permanente e la possibilità di
poterlo usufruire gratuitamente dai turisti alloggiati negli hotel. Così facendo le zone sud e nord
non sarebbero isolate dal centro e ne fruirebbero anche i cittadini

8) nuovo piano delle segnaletiche stradali per hotel perché quelle attuali non sono più a norma e
per non pagare 4 volte tanto le tariffe attuali all’ICA occorre prevedere delle fattispecie diverse.

9) non istituzione della tassa di soggiorno
10) Risoluzione dell’insabbiamento del Porto:
– togliere pennello esistente e ricostruirlo sul porto
– riposizionamento delle due scogliere tolte
perché si ricorda che prima che si costruisse il pennello attuale il Porto
si insabbiava ogni 6/7 anni

11) Pannelli insonorizzanti trasparenti sulla ferrovia
Si ricorda che 5 alberghi importanti di Porto San Giorgio (con circa 500 posti letto)
sono ubicati a ridosso della Ferrovia e che i treni tanti anni fa fermavano tutti nella nostra
città passando quindi ad una velocità minima che non recava il frastuono che invece oggi
c’è.

12) definizione delle somme a disposizione delle varie iniziative e dei vari assessorati sin dal
1° febbraio altrimenti non si riesce a programmare nulla (oggi invece si va sempre per
variazioni di bilancio che inevitabilmente si hanno a fine anno…
13) l’assessorato al Turismo e Commercio non si deve occupare dell’organizzazione tecnica
degli eventi ma soprattutto di iniziative volte a trovare fondi , promozione turistica , ed
investimenti mirati al turismo e commercio.1)
14) Diminuzione della Tassazione locale:

HOTEL DI 40 STANZE
TARI
2006: 7200 euro
2016. 15136 euro

IMU
2006:  8000 euro
2016: 16000 euro

A fronte di ricavi più bassi dovuti alla crisi…e presenze turistiche quasi dimezzate in 10 anni
i costi si sono raddoppiati e le aziende sono a rischio chiusura. Per cui chiediamo:
-Diminuzione delle tariffe per gli hotel applicando per le superfici delle camere , le tariffe degli
appartamenti mentre per il ristorante la tariffa prevista.
La diminuzione degli incassi che il comune sopporterebbe, potrebbe essere coperta con:
-equiparazione delle tariffe degli appartamenti che affittano camere a quelle degli hotel
-ottimizzazione della raccolta con relativa diminuzione dei costi

15) vendita della sede del Comune : per poter veramente stravolgere la Città dotandola di un arredo urbano di altissima qualità e delle strutture e servizi necessari (soprattutto un lungomare nuovo e bellissimo) bisognerebbe a nostro avviso vendere la sede comunale per poter far cassa (15/20 milioni di Euro ) e spostare il Comune sull’edificio di proprietà del Comune (ex consorzio)


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