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Sinistra Italiana a congresso, Maroni:
“Muoviamoci su obiettivi comuni,
no a settarismi”

PORTO SAN GIORGIO - L'ex segretario del circolo di Fermo di SEL parteciperà all'incontro in programma oggi alla sala del Cortile della Magnolie
sabato 8 aprile 2017 - Ore 13:15
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di Andrea Braconi

È stato l’ultimo segretario del circolo di Fermo di Sinistra Ecologia e Libertà. Si è ritrovato ad affrontare la fine di un’esperienza, quella della Giunta Brambatti, nata su determinati presupposti ed obiettivi politici, ma naufragata tra abbandoni e scontri frontali, fino alla sfiducia nei confronti dell’allora sindaco della città. Ma oggi, con il primo congresso provinciale di Sinistra Italiana che dovrebbe eleggere il primo segretario del Fermano (l’appuntamento è dalle ore 16 alla sala del Cortile delle Magnolie di Porto San Giorgio), Mario Maroni prova insieme ai tanti compagni di viaggio a riprendere un percorso interrotto bruscamente.

“Non ho aderito subito a Sinistra Italiana – spiega Maroni – perché volevo vedere come finiva il congresso di Rimini, in quanto aspettavo che le ambiguità di Sel si dileguassero. E ho visto che dal congresso questo passo in avanti c’è stato, grazie anche alla non entrata di chi politicamente aveva come linea guida una politica di alleanza con il Partito Democratico, senza che su questo fosse fatta una riflessione, su quello che è il PD dalla nascita e su quello che è diventato questo corpo politico ambiguo”.

E la dipartita di una fetta della vecchia Sel ha spinto lo stesso Maroni a guardare con occhi diversi a questo nuovo movimento. “Potrà sembrare marginale, ma è stato importante il fatto che nella conclusione del congresso nazionale ci sia stato un forte richiamo al mutualismo, quindi andare alle origine di quella che è stata la nascita del movimento operaio in Italia, a tutte queste pratiche che in piccolo mi trovano attivo, ad esempio con il magazzino delle Brigate di Solidarietà Attiva a Fermo. Ecco, questo mi ha sempre più convinto che forse il percorso di Sinistra Italiana può riprendere quello che con Sel si era inceppato”.

Un percorso, conclude, che attraverso momenti di composizione e scomposizione dovrà portare ad una formazione politica più ampia. “Che sia un corpo unico, che sia una federazione, che sia un’alleanza organica con altre realtà di sinistra questo diventa secondario. L’importante è iniziare a muoversi su obiettivi comuni senza rifugiarsi in logiche di appartenenza, in settarismi in bandiere o simboli, ma capire che di fronte allo sfacelo che ogni giorno ci si presenta davanti c’è la necessità di riformare una grossa massa critica”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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