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Non rispetta il divieto di dimora sulla costa fermana dopo una rapina: finisce in carcere

LIDO TRE ARCHI - Era infatti il 19 novembre scorso quanto A.B., 39enne marocchino, si era reso colpevole dei reati di rapina impropria e porto abusivo di un coltello a serramanico
sabato 15 aprile 2017 - Ore 13:04
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Personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fermo, guidato dal dirigente Leo Sciamanna, ha dato esecuzione ad un provvedimento restrittivo emesso dalla Procura della Repubblica di Fermo nei confronti di A.B. cittadino marocchino, di anni 39, per non aver ottemperato alle prescrizione emesse nei suoi confronti. L’uomo infatti era stato condannato al divieto di dimora nel comune di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. 

Un provvedimento  che era stato emesso  dal GIP del Tribunale di Fermo.   Era infatti il 19 novembre scorso quanto A.B. si era reso colpevole dei reati di rapina impropria e porto abusivo di un coltello a serramanico.  Uomo che era stato identificato e bloccato grazie alle intervento della Squadra Volanti del Commissariato presso un noto bar di Lido Tre Archi dove un giovane Italiano, (un ragazzo di 22 anni del maceratese) aveva subito una aggressione e la rapina del proprio telefono cellulare. Poliziotti che, una volta sul posto, hanno ascoltato la testimonianza del giovane rapinato poco prima, verso le ore 23 , che ha raccontato di un cittadino di etnia africana che gli aveva strappato di mano il proprio telefono cellulare mentre si trovava nel gazebo del bar. Giovane che aveva seguito l’autore del furto all’esterno del locale chiedendogli la restituzione di quanto sottratto. A.A. per tutta risposta ha estratto dalla tasca dei pantaloni un coltello a serramanico, con il quale ha iniziato a minacciarlo, puntandolo all’altezza dello stomaco e intimandogli di andare via, cosa che il 22enne ha fatto.  Dopo poco sul posto è arrivato un amico del giovane rapinato al quale quest’ultimo aveva indicato l’autore della rapina che era rimasto nei pressi. A nulla sono valsi i tentativi fatti dall’amico della vittima a farsi restituire quanto sottratto.

Sulla scorta dell’intervento fatto dal personale della Volante sono state immediatamente attivate le attività d’indagine da parte dell’Anticrimine del Commissariato che, presa visione delle immagini estrapolate dal sistema di videoripresa a circuito chiuso esistente nel bar, oltre ad avere conferma della versione così come prospettata dalla vittima, ha riconosciuto, senza ombra di dubbio alcuno, nelle immagini ritraenti l’autore della rapina impropria il volto di A.A. che, sulla scorta di questi elementi ed altri acquisiti nel corso delle indagini è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Fermo. Da qui la misura cautelare personale  del divieto di dimora nei comuni di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio.

Trascorso qualche giorno dalla notifica del provvedimento il cittadino marocchino è stato però rintracciato ed identificato dal personale di polizia proprio nel quartiere Lido Tre Archi di Fermo ed è quindi segnalato per la violazione del divieto di dimora.  Poi, ancora, il 31 marzo scorso gli agenti del Commissariato hanno rintracciato nuovamente il cittadino marocchino, sempre nel quartiere Tre Archi a seguito di un litigio avuto dallo stesso con una sua connazionale. Per tale ragione è stato di nuovo segnalato all’Autorità Giudiziaria. che, valutando gli elementi forniti ha revocato la misura del divieto di dimora con la custodia cautelare in carcere. L’uomo, rintracciato a Lido Tre Archi, dopo le formalità di rito, è stato condotto nella Casa Circondariale di Fermo.


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