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Ieri un padre internato a Buchenwald,
oggi il suo racconto agli studenti dell’Itet:
la mattinata con Enerina Iacopini

FERMO - "Una mattinata all’insegna della memoria - ha sottolineato la dirigente Corradini - per poter apprezzare il valore della pace e della coesione sociale, per poter continuare a costruire il nostro futuro, nel rispetto dei diritti umani e dei principi dettati dalla Costituzione"

E’ tra i banchi di scuola che si formano la coscienza e la consapevolezza di una persona e ci si confronta con un mondo fatto di diversità e di ricchezze culturali. Con tale finalità, l’Itet “Carducci-Galilei” di Fermo, alla presenza della dirigente Cristina Corradini e della docente di Materie letterarie Patrizia Gambini, in occasione della giornata della memoria ha accolto ed ascoltato la professoressa Enerina Iacopini: la voce del ricordo ha coinvolto emotivamente i ragazzi, che hanno scoperto dai particolari del racconto alcune pagine della nostra storia, fino ad arrivare alla testimonianza relativa alla deportazione del padre, uno dei 600.000 Internati Militari Italiani (in tedesco Italienische Militär-Internierte – IMI), catturati, rastrellati e deportati nei territori della Germania nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione dell’armistizio dell’Italia, l’8 settembre 1943.

La voce della Iacopini ha ripercorso, con coraggio e sincerità, le tappe che videro il padre internato nel campo di Buchenwald, nella dura lotta quotidiana con la morte o con quei riti di brutale ‘selezione’, che non davano quasi mai speranze.

Il racconto, che inizialmente parla di sopravvivenza e di disperazione, prosegue con la narrazione di una rocambolesca fuga dal campo a seguito di un bombardamento degli alleati. Lunghissimo il cammino di ritorno, facilitato dalla generosa disponibilità della popolazione civile: da una casa di contadini in Baviera, fino all’incontro con le truppe americane ai confini con l’Austria, per arrivare finalmente a casa, dove la moglie lo riconobbe solo grazie allo sguardo, tanto era malridotto nel fisico. Attraverso le sue parole, trasmesse con dolorosa consapevolezza di incidere nell’animo della giovane platea, gli studenti dell’Itet, hanno appreso dalla viva voce della Iacopini ciò che nessun libro di Storia potrà mai trasmettere.

“Una mattinata all’insegna della memoria – ha sottolineato la dirigente Cristina Corradini – per poter apprezzare, nella quotidianità del presente, il valore della pace e della coesione sociale, indispensabile per poter continuare a costruire il nostro futuro, nel rispetto dei diritti umani e dei principi –sempre attuali – dettati dalla Costituzione. Anche i docenti, di Religione Cattolica, del nostro Istituto, i professori Mauro Stizza e Giuseppe Lupoli, hanno voluto sensibilizzare i ragazzi sulla tematica, chiedendo loro di raccogliere immagini e riflessioni originali (eventualmente da pubblicare sui loro social) che verranno selezionate, elaborando una raccolta, dalla classe dell’indirizzo di Grafica e comunicazione al fine di suscitare riflessioni, approfondimenti e dibattito sul tragico evento che ha segnato la storia europea del ‘900”.


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