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Amedeo Maisto, che soddisfazione!
Terzo assoluto a Johannesburg

MARATONA - Il podista fermano, noto ai circuiti delle sfide Adventure, davanti alla concorrenza rappresentata da atleti giunti in Sud Africa da ben trentuno nazioni ha sorpreso tutti maturando il prestigioso piazzamento ai piedi del podio di Entabeni
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Amedeo Maisto prima della partenza alla competizione sudafricana

 

di Paolo Gaudenzi

SERVIGLIANO – “Sono partito mercoledì 19 giugno e rientrato una settimana dopo, dunque mercoledì 26. Direzione Entabeni, una riserva protetta nella periferia di Johannesburg, per partecipare ad un’altra ultra maratona fissata da tempo nel mio programma stagionale, gara anche questa a fa parte del circuito delle Adventure, le competizioni più dure al mondo“.

Inizia così il racconto di Amedeo Maisto, podista di origini campane da anni residente del Fermano e non nuovo ad imprese simili, vedi la partecipazione alla celebre maratona di New York, la spedizione antartica e la sfida abbracciata sulla Muraglia Cinese (consulta gli articoli in fondo correlati).

“Come tipico ho mosso in direzione Sud Africa con i soliti compagni di avventura, Raffaele e Denis – ha proseguito Maisto -. Scendendo nell’aspetto agonistico, si è trattata di una gara diversa e più dura del solito: il terreno era scosceso e arso dal caldo, il fondo sabbioso e non livellato con pendenze mozzafiato e spezza gambe. Siamo così partiti da un’altezza di 1400 metri per salire poi a 1700, riscendere precipitosamente a 1200 per poi risalire e concludere a 1400″.

“Al giro di ricognizione del giorno prima non sapevo come impostare la gara analizzando il percorso, così ero un po’ titubante anche sul tipo di calzatura da indossare – prosegue il racconto -. Alla partenza è cambiato tutto. Presso il Lakeside Lodge di Entabeni avvio in sordina con leggera discesa, poi subito in salita fino al 10 km, dove mi sono trovato in quinta posizione, consapevole però che stavo spingendo troppo per i miei ritmi. Al 21 km eccomi quarto, dato che un cinese aveva mollato, al 24 km superavo un danese in crisi dal caldo e mi ritrovavo pertanto terzo“.

“Da lì correvo cercando di controllare la gara, consapevole del tratto più duro che stava per arrivare e sapendo che la distanza dei primi due era abbastanza elevata da me – incalza Maisto -. Poi, al 26 km la discesa ripida fatta all’andata è diventata salita, si passava dai 1200 metri ai 1500 nel giro di due km. Al ristoro  avevo i crampi e voglia di fermarmi, ma la determinazione di portare a termine la gara non mi ha comunque mai mollato davvero. Continuo pertanto in solitudine con la testa immersa nei pensieri, consapevole che potevo raggiungere un grande obiettivo. Ma al 35 km la crisi continuava, al ristoro bevevo un po’, mi giravo e vedevo il cinese che era in ripresa e aveva recuperato terreno. Ripartivo subito con la determinazione di continuare e non mollare“.

“La sicurezza è arrivata al 40 km – l’epilogo – quando sapevo che ormai il cinese non poteva più prendermi. All’arrivo, da terzo assoluto dunque, ecco l’urlo di gioia a liberare tutta la soddisfazione per aver raggiunto un buon, anzi ottimo risultato. Cominciavano così i festeggiamenti ed arrivavano i complimenti nei miei confronti, che ricevevo e ricambiavo con imbarazzo. Domenica sera la festa per tutti i partecipanti e le conseguenti premiazioni. Il ritorno in Patria è stato carico di emozioni e con un bagaglio culturale arricchito, perché la corsa è uno sport che unisce i popoli e non li divide. Infatti hanno partecipato elementi arrivati da 31 paesi“.

Domani (sabato 29 giugno, ndr) eccoci di nuovo in gara, precisamente al Giro del Lago di Campotosto, provincia de L’Aquila, poi la Transcivetta (Belluno): trail in combinata di 15 km, per passare, il 7 settembre, all’Ecotrail di Bruxelles di 80 km, prima di chiudere l’anno solare con un’altra maratona”.

 

Fotogallery

Momenti dalla gara, dalle premiazioni e relativi alla socializzazione con altri podisti

 

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