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Comitato pari opportunità Fermo, Donatella Sciarresi confermata presidente

FERMO - Per l'avvocatessa fermana è il secondo mandato. Parità, uguaglianza e lotta contro le discriminazioni gli scopi dei CPO. A Fermo già realizzati i "parcheggi rosa", si punta a convenzioni con asili, all'aiuto dei padri e dei colleghi in difficoltà, alla stanza di allattamento mamme e una stanza protetta per l'ascolto dei minori.
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Il CPO di Fermo per il mandato 2019-2022

 

di Paolo Bartolomei

L’avvocatessa Donatella Sciarresi è stata riconfermata per il secondo mandato presidente del Comitato pari opportunità (noto anche con la sigla CPO), istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati (COA) di Fermo dal 2015. A differenza del precedente mandato (quando i componenti erano cinque più il delegato del COA), con la nuova normativa i componenti salgono ad undici, più sempre un delegato del COA locale che dovrà essere nominato nei prossimi giorni. Anche per il CPO, come per il COA, rispettato l’equilibrio di genere: sono 4 gli uomini e 7 le donne che lo compongono.

Donatella Sciarresi

I CPO degli ordini forensi sono istituiti (uno in ogni città sede di tribunale) in applicazione della normativa nazionale ed europea al fine di promuovere le politiche di pari opportunità nell’accesso, nella formazione e qualificazione professionale; per prevenire, contrastare e rimuovere i comportamenti discriminatori sul genere e su qualsivoglia altra ragione e/o fattore di discriminazione e ogni ostacolo che limiti di diritto e di fatto la parità e l’uguaglianza sostanziale nello svolgimento della professione forense; sovraintendere e vigilare sulla corretta e concreta applicazione dei principi e delle disposizioni di cui alla legge 247/2012 (riforma della professione forense).

Esistono anche altri CPO istituiti in ogni città sede di provincia e nei centri minori con competenze analoghe, ma estese a tutta la popolazione e non solo agli esercenti una determinata professione. Il coordinamento dei CPO marchigiani è curato dall’assessore regionale Manuela Bora.

Tornando al CPO presso il COA di Fermo per il mandato 2019-2022, segretaria è stata eletta Laura Botticelli con l’ausilio di Nicola Ciarrocchi; tesoriere Mikol Torretti con l’ausilio di Silvia Romanelli. Invece Romina Gualtieri, Michela Melograni e Roberta Ferracuti si occuperanno di tutte le convenzioni utili a madri e anche a padri avvocati, in modo particolare con gli asili; Nicola Ciarrocchi curerà il sito web, la mailing list e i social. Gli altri componenti senza incarichi particolari sono gli avvocati Marco Melograni, Lorenzo Monelli e Alessandra Cognigni. Questi ultimi due e la Sciarresi sono i membri confermati dal precedente quadriennio 2015-2018, gli altri sono tutti nuovi.

Tutti gli eletti per il mandato 2019-2022. Il 10 e 11 luglio scorsi hanno votato per il CPO 350 su 717 avvocati aventi diritto (iscritti al COA Fermo).

 

Oltre alle finalità generali di cui sopra, il CPO di Fermo ha tra i suoi obiettivi l’aiuto a colleghi avvocati che si trovano in difficoltà lavorative e familiari e una più semplice assistenza, come ad esempio la sostituzione nelle udienze o nelle varie attività di cancelleria. Inoltre il CPO di Fermo intende intercettare bandi per finanziamenti europei e regionali; esso, come tutti gli altri, non lavora in modo isolato ma si interfaccia in una rete nazionale di tutti i CPO italiani.
Una cosa molto importante dovuta alla riforma forense è che il nuovo CPO avrà uno specifico capitolo di spesa, concesso dallo stesso COA di appartenenza.

Un primo traguardo raggiunto nei due scorsi mandati dal CPO forense di Fermo è rappresentato dai due “parcheggi rosa”, cioè due posti auto vicini al tribunale riservati a donne incinte.
Nel nuovo mandato il CPO punta a concretizzare il progetto di una stanza del tribunale per allattamento mamme e una stanza protetta per l’ascolto dei minori.

I due “parcheggi rosa” in Largo Ciferri che però – come lamenta la presidente Sciarresi – spesso sono occupati da chi non ne ha bisogno

 

IL PERCORSO DELLE PARI OPPORTUNITÀ IN ITALIA

Parte dal 1945 col diritto di voto esteso a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, cioè il suffragio universale (decreto legislativo luogotenenziale n.23/1945 “decreto Bonomi”) e l’anno dopo con l’estensione alle donne dell’elettorato passivo (decreto n.74/1946).
La Costituzione del 1948 sancisce il principio agli articoli 3, 37, 51, 122 e altri.
Trascorrono molti anni prima che siano emanate delle leggi che accolgano quanto chiesto dalla carta costituzionale.

Principali riferimenti legislativi

Corte costituzionale, sentenza n.33 del 1960: “la diversità di sesso, in sé e per sé considerata, non può essere mai ragione di discriminazione legislativa”.
Legge n.66 del 1963 che ammette le donne a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici, compresa la magistratura, senza limitazione di mansioni e di carriera.
Legge 1204 del 1971 che tutela la donna nell’ambiente di lavoro, vietandone, ad esempio, il licenziamento durante la gravidanza o assicurandole il mantenimento del posto di lavoro al termine del periodo previsto per la maternità.
Legge 151 del 1975, grazie alla riforma del diritto di famiglia, si giunge alla parità di genere.
Nel 1977 con la legge n.903 “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro” vengono gettate le basi per un’effettiva parità lavorativa: vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per accesso lavoro, carriera, qualifica, mansioni e formazione. Quando le mansioni sono uguali a quelle di un lavoratore, una lavoratrice ha diritto ad essere retribuita in ugual misura.
La legge 125/91 “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna” punta a realizzare l’uguaglianza fra uomini e donne, rimuovendo gli ostacoli che impediscono la realizzazione della parità di genere.
La legge 215/92 promuove la creazione e lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile, anche in forma cooperativa.
1996: istituito un Dipartimento per le pari opportunità che redige il primo codice in materia di diritti e pari opportunità, nel quale è raccolta in un unico testo la normativa stratificatasi durante i diversi decenni e arriverà nel 2006 ad approvare il vero “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”.
Il d.lgs. n. 61 del 2000 aiuta le donne a conciliare i tempi di vita professionale con la vita familiare.
Legge 53/2000 sui congedi parentali e d.lgs. n. 151 del 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”.

I principi delle pari opportunità definiti nella normativa europea sono recepiti in Italia con il d.lgs. 215/2003, il d.lgs. 216/2003 e la legge 67/2006.
Infine il decreto legislativo n. 198/2006 conosciuto come “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”.

 

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