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Ex stazione Santa Lucia, il comitato Fermo al Centro torna alla carica: “Rifiutata formalmente l’offerta gratuita del Demanio”

FERMO - Il comitato di cittadini: "Dispiace il comportamento di totale disinteresse che l’Amministrazione ha tenuto nei confronti del Consiglio Comunale (quindi dei cittadini tutti), compresi i propri consiglieri di maggioranza"
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“Ad ulteriore chiarimento ed approfondimento di quanto denunciato dalle associazioni ambientaliste del fermano in merito all’area Steat (ex Stazione Santa Lucia, di proprieta’ del demanio) e alla possibilita’, non sfruttata, per l’amministrazione comunale di acquisirla gratuitamente, il Comitato Fermo al Centro fa alcune precisazioni che conclamano ancor piu’ la sciaguratezza della scelta del Comune”.  Il comitato fermano  guidato da Ugo Ciarrocchi torna sul futuro dell’ex stazione Santa Lucia e attacca la direzione intrapresa dall’amministrazione comunale di Fermo.

“Ringraziando le associazioni ambientaliste che hanno, per il bene della citta’, sollevato la questione – spiega Ciarrocchi – sapevamo da tempo che l’area in oggetto poteva essere acquisita gratuitamente; cio’ in quanto e’ la stessa normativa in vigore che lo consente cosi  come, in effetti, fu fatto anni or sono per l’acquisizione dell’area al Tirassegno. Ciò che non si sa, e questo e’ il fatto grave, e’ che nell’autunno scorso l’attuale amministrazione rifiutò formalmente, per iscritto, per motivi veramente insondabili, l’offerta gratuita che il Demanio, per il tramite della Regione Marche, le fece. In pratica, il Demanio, come la legge prevede, chiese formalmente al Comune di Fermo se volesse acquisire l’area gratuitamente e l’amministrazione, all’esito di chissa’ quali profondi ragionamenti di programmazione e pianificazione, altrettanto formalmente comunico’ di rinunciare! Al di la’ del merito, incondivisibile, politicamente salta all’occhio, dispiace dirlo, il comportamento di totale disinteresse che l’Amministrazione Comunale ha tenuto nei confronti del Consiglio Comunale (quindi dei cittadini tutti), compresi i propri consiglieri di maggioranza, che e’ stato tenuto all’oscuro di tutto cio’ e, in qualche modo, anche ridicolizzato in assemblea quando lo stesso Consiglio comunale, qualche settiamana or sono, si e’ affannato a dibattere dell’opportunita’ o meno di acquisire l’area a titolo oneroso sfruttando la prelazione legale senza che gli fosse stato detto della possibile gratuita’! I consiglieri, in pratica, hanno discusso su una questione, l’acquisizione onerosa, senza nemmeno sapere che l’area poteva essere acquisita gratuitamente. Tutto cio’ e’ politicamente inaccettabile e i consiglieri comunali dovrebbero essere i primi a stigmatizzare tale incredibile comportamento dell’Amministrazione troppo occupata, evidentemente, ad anestetizzare la cittadinanza con spettacoli e spettacolini estivi con una frequenza da calendario romano imperiale”.

Comitato Fermo al centro che conclude: “Nel merito, l’inopinata scelta dell’Amministrazione Comunale di rinunciare (gratuitamente) alla acquisizione riverbera fortemente sulle sue scelte in ambito di edilizia scolastica. E infatti: l’Amministrazione ha preferito spendere milioni di euro (i finanziamenti del terremoto) per edificare le nuove scuole medie Betti e Fracassetti in fondo al fosso nell’area antistante il deposito STEAT. L’amministrazione non ha minimamente considerato, tantomeno lo ha reso noto ai cittadini (e dubitiamo che lo abbia fatto con il Consiglio Comunale) che il progetto di messa in sicurezza della vecchia scuola media Ugo Betti.  La sintesi di tali irrazionali comportamenti e’: ulteriore depauperamento del centro storico (l’abbandono di edifici importantissimi per la storia culturale della citta’); la cessione in affitto di immobili di sua proprieta’ a prezzi vilissimi; le spese enormi per allocare gli studenti presso edifici di proprieta’ privata piuttosto che utilizzare i propri. Non vi e’ chi non veda che in tale comportamento non si scorge la minima parvenza di una progettualita’ di pianificazione scolastica e finanziaria seria a tutto discapito delle casse comunali e dei cittadini fermani i quali, smaltita la sbornia dei concertoni d’estate, si troveranno a fare i conti con una serie di disagi logistici, finanziari e ambientali come non si sono mai visti”.


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