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LETTERE AL DIRETTORE
Area Steat, la priorità del bene comune

FERMO - L’area della stazione di S. Lucia dovrebbe essere un prezioso polmone per dare respiro all’asfittica politica scolastica visto che si trova letteralmente accerchiata da strutture destinate allo studio soprattutto alla luce della costruenda sede della Scuola Media Ugo Betti. Ma è anche senza respiro la scelta della Steat, azienda a partecipazione pubblica, di investire in un luogo che non ha possibilità di ampliamento
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di Massimo Temperini, presidente società Dante Alighieri

Il dibattito rapsodico ed emergenziale sulla questione Steat- ex stazione Santa Lucia mortifica la priorità di difendere un bene pubblico come essenziale per una comunità. Priorità assoluta se si vuol fare l’interesse della città. Da decenni l’urbanistica cittadina si sviluppa senza respiro su aree di risulta. Si vuol costruire scuole e laboratori a ridosso delle scarpate (nuovo Liceo Classico e Laboratori ITI) intasando spazi e compromettendo il già fragile tessuto viario e di fruizione dei servizi essenziali per la comunità come quelli della scuola, in una «città degli studi», come ci si gloria nel ripeterlo a parole. 

La gestione del territorio, l’utilizzo delle risorse, la programmazione procedono secondo scelte accidentali e contraddittorie.  L’area della stazione di S. Lucia dovrebbe essere un prezioso polmone per dare respiro all’asfittica politica scolastica visto che si trova letteralmente accerchiata da strutture destinate allo studio soprattutto alla luce della costruenda sede della Scuola Media Ugo Betti. Ma è anche senza respiro la scelta della Steat, azienda a partecipazione pubblica, di investire in un luogo che non ha possibilità di ampliamento.
Già dal lontano dicembre del 2001 in qualità di consigliere di maggioranza nella lista civica «Fermo libera», mi adoperai per sottolineare le incongruenze di un piano di sviluppo aziendale laddove non c’erano (e ovviamente non ci sono e non ci potranno mai essere) spazi vitali. Dichiarai che il potenziamento di una ditta di trasporti si doveva basare sulla centralità baricentrica rispetto al territorio tutto che deve essere servito. È un vizio fermano quello di pretendere che tutto debba insistere sul centro urbano dove esiste un alto tasso di promiscuità tra i vari livelli di viabilità su ruote (di attraversamento territoriale, urbano e di quartiere), di viabilità pedonale, del rispetto del residenziale esistente e dei servizi accessibili e funzionali. Un serio piano di sviluppo e di ammodernamento deve giocoforza contemplare scelte coraggiose se si vuole competere su di un livello di efficienza e di flessibilità. Caratteristiche che non possono essere soddisfatte dalla volontà suicida di arroccarsi nella soffocata area della ex stazione.

Questa deve invece essere intesa come patrimonio dell’intera città dal punto di vista del suo riuso come luogo d’incontro e di memoria. La pratica della rigenerazione urbana, il concetto di smart city (Fermo è «learning city» dell’Unesco!), tematiche tanto care al dibattito contemporaneo, si materializzano attraverso uno stretto intrecciarsi di cultura e di socialità. L’associazionismo cittadino da tempo batte su questo tasto rievocando la necessità di riappropriazione dei beni demo-etno-antropologici, del recupero dell’archeologia industriale, della difesa dell’identità dei luoghi segnati da elementi imprescindibili che non possono essere cancellati deliberatamente.

La scala «Besenzanica», l’edificio della «vecchia stazione», l’edicola in stile primo Novecento non devono tuttavia essere isolati in una musealizzazione/mummificazione. Essi necessitano di un tessuto connettivo, di un ampio spazio attorno di libera circolazione degli studenti e delle idee. Parlare di scuola oggi è importante perché i luoghi dell’istruzione pubblica costituiscono un asse strategico per la città contemporanea: sono spazi di apprendimento e di cittadinanza e rappresentano un’occasione imperdibile di rigenerazione urbana.
L’area Ex Stazione Santa Lucia è un’infrastruttura dal forte valore strategico, per la riqualificazione del territorio e rappresenta un’ occasione irrinunciabile per rimettere la scuola al centro dell’agenda politica locale.

PER LE VOSTRE LETTERE: redazione@cronachefermane.it

 


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