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Coronavirus, al Murri 64 pazienti
ricoverati: – 4 dalla fase tre ‘massima’

FERMO - "Sono stati dimessi nelle ultime 24 ore 5 pazienti, e non si sono verificati decessi"
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“Sono 64 i pazienti, positivi al Coronavirus, attualmente ricoverati all’ospedale Murri di Fermo”. E’ quanto fanno sapere, con un aggiornamento, dall’Area vasta 4 di Fermo.

Al reparto di Malattie infettive, al momento, dei 64 pazienti totali, ve ne sono ricoverati 32. Sei sono nel reparto di Terapia intensiva mentre 22 sono in carico a Medicia Covid. Gli ultimi 4, invece sono al Pronto soccorso. “Sono stati dimessi nelle ultime 24 ore 5 pazienti, e non si sono verificati decessi”, concludono dall’Area vasta 4. 

Con la fase 3 si andrebbero ad attivare gli interventi di livello 3, appunto, fino ad un massimo di 104 posti letto per ricoverati Covid. “In tal caso – hanno specificato nei giorni scorsi dall’Av4 – andrebbe modificato il programma operatorio, garantendo solo le sedute per interventi di emergenza urgenza e di classe A. Sarebbero accorpati gli spazi di degenza del dipartimento chirurgico (chirurgia, urologia, ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria) al sesto piano per un totale 34 posti letto. Al piano quinto dell’ospedale sarebbero allestiti altri 26 posti letto per malati Covid all’ex chirurgia.
Si andrebbero inoltre ad utilizzare i 6 posti letto della terapia intensiva, estensibili a 7, ad uso esclusivo dei malati Covid. Subirebbe modifiche anche il programma dell’attività di endoscopia digestiva e più in generale dell’attività ambulatoriale di day hospital medico e chirurgico. Si procederebbe inoltre ad allestire 3 posti letto di assistenza intensiva al blocco operatorio (ex sala gessi)”. Numeri che stanno causando non pochi maldipancia anche all’interno della sanità fermana,  a partire proprio dai camici bianchi, con una levata di scudi affinché la Regione si adoperi per evitare che il Murri (unico ospedale in un territorio provinciale a differenza dei territori limitrofi) diventi un presidio ospedaliero Covid. La destinazione Covid del nosocomio fermano sta, infatti, già comportando giocoforza la riduzione di alcune prestazioni mediche. E ciò potrebbe anche evolversi in uno stop ancor più consistente con la fase 3 è un’ulteriore rimodulazione di spazi e risorse.



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