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”Sindaco, ora basta”, l’appello del
gruppo Montegranaro tra la Gente

MONTEGRANARO - La minoranza consiliare al primo cittadino Mancini: "La cacciata di Beverati è solo l'ultimo episodio di una gestione che, nel corso dei mandati, ha visto fuoriuscire diversi elementi dalla maggioranza. Il risultato di un agire autoritario, non autorevole. Le dimissioni l'atto più auspicabile"
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Da sinistra Lucentini, Vitali, Melchiorri, Zincarini e Gismondi

“Dopo tanti giorni di silenzio che faticosamente ci siamo imposti, noi consiglieri di minoranza, oggi una parola vogliamo dirla: basta”.

“Il teatrino a cui stiamo assistendo è indecoroso e irrispettoso, umiliante per chi ha un alto senso delle istituzioni e soprattutto per i nostri concittadini che, faticosamente, stanno affrontando una lunga situazione pandemica e una crisi economica terrificante”.

Inizia con queste parole l’ultimo comunicato diramato dal gruppo di minoranza consiliare Montegranaro Tra la Gente, composto nell’assise calzaturiera da Mauro Lucentini, Gastone Gismondi, Anna Lina Zincarini, Lucio Melchiorri ed Ermanno Vitali. I membri di opposizione intervengono apportando un nuovo capitolo nel merito della vicenda caratterizzante la crisi della maggioranza comunale, innescata con la revoca, da parte del sindaco Ediana Mancini, delle deleghe all’ormai ex assessore ai servizi sociali Giacomo Beverati.  Di conseguenza il via ad un frenetico effetto domino che, nel week end, ha portato all’uscita dalla giunta, per dimissioni spontanee, del vicesindaco Endrio Ubaldi e dell’assessore alla cultura Cristiana Puggioni.

“Montegranaro, che un tempo era la città dei tanti record economici e non, al punto da poter essere considerata la punta di diamante del territorio, in grado di produrre una ricchezza che si espandeva anche a beneficio dei paesi limitrofi, oggi vive una situazione lugubre a livello lavorativo dove le famiglie che si rivolgono alla Caritas o richiedono i buoni alimentari del Comune sono sempre di più – hanno illustrato i consiglieri rivolgendosi al primo cittadino – Questa tendenza, vogliamo pensare, pur nella drammaticità del momento, può essere sovvertita da una buona politica che abbia al suo interno figure che amino la città e abbiano una visione nitida del futuro, caratteristiche che non abbiamo mai trovato nella sua figura: tuttavia i bilanci del suo mandato, caro sindaco, li lasciamo ovviamente ai cittadini che sapranno, come sempre, ben valutare”.

“Ciò premesso, verrebbe da dire, siamo stati facili profeti: questa coalizione diversissima nelle sensibilità umane e politiche non aveva senso a maggio 2019 e non ha più senso ora, quando i dissidi e i contrasti interpersonali sono stati il tratto caratterizzante da luglio 2019 ad oggi. Tuttavia quello di Beverati è stato solo l’ultimo contrasto di una lunghissima serie che il suo modo di fare amministrazione ha generato con tutti i componenti della sue coalizioni: dapprima la crisi con Sel e le accuse ai consiglieri Marilungo e Di Chiara, poi le accuse al presidente del Consiglio Antonelli, successivamente la cacciata da membro di CdA del Tennacola della consigliera Testella, poi ancora i numerosi litigi con pezzi della sua attuale squadra, alcuni dei quali oggi rimangono silenti e da ultimo la sfiducia a Beverati e l’accusa ad Ubaldi ed alla Puggioni”.

“Abbiamo sentito dello scarso rispetto che gli altri hanno del suo ruolo, caro sindaco, ma non dimentichi che il rispetto, oltre che predicato, va anche professato – hanno proseguito -. Nella sua ultima conferenza stampa, quella dove prova a giustificare la cacciata di Beverati, abbiamo appreso che non avrebbe presentato le sue dimissioni, come pure abbiamo sentito parole come responsabilità, coesione, lealtà, amministrazione chiara, trasparente e rispettosa: nulla di più lontano da quello che avvertiamo sia il suo attuale comportamento, teso a coltivare solo il suo orgoglio, senza lasciarsi scalfire da questa grave crisi che lei stessa ha creato e di cui lei è la principale responsabile”.

“Si, lo ribadiamo con forza, è la principale responsabile di questa crisi perché era consapevole che, con una scelta autoritaria, e non autorevole, che non ha condiviso con nessuno, probabilmente meditata da molto tempo, ha voluto cacciare Beverati nonostante il rischio della crisi politica fosse lampante. In questo suo comportamento ravvisiamo premeditazione e consapevolezza delle conseguenze politiche che ne sarebbero scaturite – l’incalzare del gruppo politico -. Da tale punto di vista ci sorprende ed amareggia l’atteggiamento del Partito Democratico, con il suo silenzio dapprima ed il suo avallo poi, si è reso, al suo pari, corresponsabile di tutta questa brutta vicenda”.

“Preso atto che non prova nemmeno quel sussulto di dignità politica che le farebbe chiudere un capitolo così inglorioso con l’unico atto rispettoso per i cittadini, quello della remissione del suo mandato, facciamo appello ai consiglieri civici Ubaldi, Beverati, Puggioni, Strappa e Ferretti perché, almeno loro, facciano un atto di coraggio e di rispetto verso Montegranaro, cercando quanto prima di trovare una soluzione veloce a questa agonia a cui Montegranaro è esposta – l’avvio verso le conclusioni -. Perché, caro sindaco, l’amore verso Montegranaro è un sentimento individuale ma la sensibilità dovrebbe essere un carattere che tutti gli amministratori devono possedere: la voglia di aprire una così grave crisi politica non provoca solo danni e lacerazioni nell’agire amministrativo, ma genera pregiudizio alla città e alla comunità tutta, ed in particolare alle classi più deboli, quelle stesse che dovrebbero essere più tutelate da una buona politica. Speriamo vivamente di poter chiudere questo brutto capitolo di storia cittadina e procedere quanto prima a voltare pagina sperando di avere, in un prossimo futuro, amministratori che Montegranaro l’amino davvero”.

 

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