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Beverati al vetriolo: “Cacciato
per un’opinione sulla gestione Covid?
Fatto grave e unilaterale”
lo sfogo e il j’accuse dell’ex assessore

MONTEGRANARO - L'ex membro della giunta Mancini, a cui il sindaco ha rimosso le deleghe, a tutto campo: "Gli assessori li hanno indicati in modo chiaro gli elettori e chi è membro della giunta non lo è per concessione sovrana"
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Giacomo Beverati

di redazione CF

“Non sarei voluto intervenire di nuovo su questa brutta pagina della vita politica cittadina e mia personale, ma le dichiarazioni che ho letto sulla stampa in questi giorni e le molte sollecitazioni da me ricevute da tantissimi concittadini mi impongono di farlo”. Con queste parole, l’ex assessore Giacomo Beverati, a cui nei giorni scorsi il sindaco Ediana Mancini ha tolto le deleghe assessorili, torna a dire la sua. E questa volta, oltre ai ringraziamenti, ha degli obiettivi ben precisi. Parole al vetriolo le sue “gli assessori li hanno indicati in modo chiaro gli elettori e chi è membro della giunta non lo è per concessione sovrana”.

“In primo luogo – l’incipit di Beverati – voglio ringraziare dal profondo del cuore i colleghi ‘civici’ per la grande vicinanza umana e politica che mi hanno espresso sia in privato che con la loro dichiarazione pubblica, gli ex colleghi di giunta, il vicesindaco Ubaldi e l’assessore Puggioni e le consigliere Ferretti e Strappa. La cosa è ancor più rilevante visto che, ad eccezione di un consigliere, gli altri colleghi di maggioranza, sindaco, assessori e consiglieri non hanno ritenuto non solo di contattarmi per eventuali chiarimenti, ma addirittura si sono guardati dal fornire spiegazioni di merito ai tanti cittadini che si domandano con quale senso di responsabilità si sia deciso di precipitare l’amministrazione comunale in una fase di gravissima turbolenza, per di più in un momento così delicato; non sembra che questo atto unilaterale, al contrario di quanto scritto dal sindaco nel Decreto di Revoca, contribuisca “a salvaguardare la serena prosecuzione del mandato amministrativo”. Quanto sostenuto dalla presidente del Consiglio comunale e segretaria della locale sezione del Pd Latini, è a mio avviso improvvido e poco delicato: darmi del ‘quasi negazionista’ a pochi giorni dalla morte di un mio stretto congiunto sopraggiunta proprio a causa del Covid mi pare francamente fuori luogo. Le motivazioni che aggiunge sembrano ancor più gravi e lunari: perché avrei fatto un intervento critico nei confronti della gestione dell’emergenza Covid da parte del governo Conte bis sarei negazionista e addirittura avrei amareggiato il sindaco? L’uso disinvolto di questi termini dispregiativi nega ogni pluralità di opinione ed è un fatto grave in sé, tanto più se espresso da chi svolge un ruolo istituzionale e si definisce democratico; è ancor più fuori luogo in bocca alla segretaria di un Partito che ha scelto per due volte di creare una squadra con personalità che hanno visioni politiche diversissime dalle sue. Non penso che esprimere dissenso nei confronti dell’attuale governo possa costituire un valido motivo per silurare un assessore largamente votato dai cittadini, a meno che non si voglia trasformare una lista civica in un monocolore di partito. Altrettanto incomprensibili mi sembra quanto sostenuto dell’assessore Basso: non penso si possa liquidare come un fatto squisitamente personale la mia revoca dalle funzioni assessorili, proprio per la natura della nostra squadra che vede una forte componente civica ed una legata ad un Partito. Proprio le dichiarazioni dei due importanti esponenti del Pd, ridimensionanti l’accaduto o giustificatorie nei confronti del sindaco difronte alla decisa presa di posizione dei civici, stanno lì a dimostrarlo. Nessuno dei componenti della maggioranza rappresenta soltanto se stesso ma ciascuno di noi esprime il consenso di un pezzo importante della cittadinanza che ci ha voluto al governo del Comune; nel caso della nostra coalizione poi è evidente che gli assessori li hanno indicati in modo chiaro gli elettori e chi è membro della giunta non lo è per concessione sovrana. Indubbiamente ci sono stati confronti anche duri in questi anni tra sensibilità personali e politiche differenti, ma non si può liquidare quanto successo come un semplice scontro tra persone, almeno così sembra si voglia fare.
Devo ancora una volta ringraziare a questo punto le centinaia di persone che mi hanno contattato in questi giorni di profonda amarezza per esprimere la loro solidarietà, tra questi moltissimi esponenti dell’associazionismo cittadino con cui in questi anni abbiamo lavorato per la comunità montegranarese: al di là della personale riconoscenza, la cosa dimostra quanto questa decisione ancora non spiegata dal sindaco né tantomeno dalle dichiarazioni dei due colleghi, sia stata percepita da tanti montegranaresi come fatto grave ed unilaterale sia per la tempistica che per il metodo, in questo momento di emergenza veramente delicato per la vita della nostra amata Montegranaro”.

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