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Il Murri torna a respirare: chiuso il reparto medicina Covid. I 21 degenti a Malattie Infettive, 4 in Rianimazione

FERMO - Stamattina erano 21 i degenti, ora tutti collocati al reparto di malattie infettive. I ricoverati Covid in terapia intensiva, invece, sono 4
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di redazione CF

La notizia che fa sperare, che fa intravedere la luce alla fine del tunnel. Ma senza abbassare ancora la guardia. Un imperativo. Oggi all’ospedale Murri si è chiuso il reparto medicina Covid. Stamattina erano 21 i degenti, ora tutti collocati al reparto di malattie infettive. I ricoverati Covid in terapia intensiva, invece, sono 4.

Questi i numeri che arrivano dall’Area vasta 4 dopo mesi e mesi di ricoveri, anche decessi, purtroppo, e un nosocomio fermano che, inutile ricordarlo, tra area Covid e area no-Covid, più e più volte è stato sul punto di implodere. Ma i sanitari hanno retto l’urto della pandemia. Si sono rimboccati le maniche. E ora le notizie che arrivano dall’Av4 lasciano giustamente intravedere un barlume di speranza. Il reparto medicina Covid è chiuso e ora quegli spazi, dopo la doverosa sanificazione, torneranno all’uso abituale, ossia quello non legato all’emergenza pandemica.

Una buona, ottima notizia, dunque, in una giornata che nelle Marche ha fatto registrare 125 nuovi casi di Covid con l’incidenza dei positivi  al 7,6% (ieri era al 10,8%). I nuovi contagi nel Fermano sono 11, stando ai dati forniti dal Servizio Sanità delle Marche, questa mattina. Ma attenzione, le Marche resteranno comunque in zona gialla per un’altra settimana, come rimarcato dal presidente Francesco Acquaroli, che ha tenuto a sottolineare, per evitare di lasciarsi andare a eccessivo entusiasmo, e dunque per cercare di tenere la guardia ancora ben alta, che “la zona bianca non è vicinissima”. “Credo che la zona bianca sarà possibile quando raggiungeremo un livello di 50 positivi giornalieri su 100mila e oggi – le parole del governatore – non siamo vicinissimi. Sono sempre molto cauto, i dati sono in continuo miglioramento però aspettiamo quello che dice il Ministero, credo che nelle prossime giornate potranno esserci ancora delle novità positive. Però bisogna essere cauti e con i piedi per terra”.

 



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