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Ricostruzione privata, ecco il testo unico. La partita fra Legnini e Acquaroli sul futuro della struttura commissariale

SISMA - Il documento raccoglie in 131 articoli 61 ordinanze ormai abolite e completa la normativa laddove era carente. Ad Unicam il “duello” tra il commissario («C'è un percorso da completare con una proroga, è il presidente del Consiglio dei ministri che decide») e il governatore («Ora si apre una fase nuova, mi auguro che si superi quella emergenziale e che la ricostruzione diventi più politica ed economica») con il senatore Castelli sullo sfondo, indicato come possibile successore

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La conferenza ad Unicam

di Monia Orazi

Presentato a Camerino il testo unico sulla ricostruzione privata. E’ la prima volta che avviene in Italia nella storia dei terremoti, ma nel rettorato Unicam va in scena il “duello” a distanza sul futuro della struttura commissariale. Per Giovanni Legnini sarebbe corretto sistemare le cose più urgenti e proseguire ancora per un po’ con il commissario straordinario, per il governatore Francesco Acquaroli, la Regione deve essere coinvolta in modo organico in questa nuova fase che si apre proprio con l’adozione del testo unico, che in 130 articoli condensa 61 ordinanze ormai abolite e completa la normativa laddove era carente. A parlare è anche il senatore Guido Castelli, il cui nome è stato indicato come possibile successore di Legnini.

testo-unico-ricostruzione-7-325x244Ha detto a riguardo lo stesso Legnini: «Si tratta di una scelta politica, è il presidente del Consiglio dei ministri che decide. Si possono fare varie scelte. E’ mio parere che le gestioni commissariali debbano avere un inizio e una fine, si può entrare in una condizione ordinaria, per ora non ci sono le condizioni e ci sono alcune questioni da affrontare, attuare il testo unico della ricostruzione e la nuova piattaforma per cui serve un certo tempo, completare le ordinanze speciali per i comuni più colpiti per cui il problema dei centri storici è ostico, il programma delle opere pubbliche e delle chiese da rivedere. C’è da completare il percorso non facile, approfitto della presenza del senatore Castelli e della senatrice Leonardi, il fondo complementare che ha avuto attuazione rapidissima, ma ha bisogno di un po’ di tempo in più. Queste sono le cose da completare con una proroga, una volta fatto questo la ricostruzione deve superare la fase della straordinarietà, ma è la legge a doverlo dire, si potrebbe istituire come auspicio un dipartimento presso la presidenza del Consiglio».

testo-unico-ricostruzione-5-325x244Il presidente Acquaroli chiede di coinvolgere la Regione nella fase nuova: «Come Regione, l’ho detto in tempi non sospetti, dobbiamo essere coinvolti nell’organicità della gestione della ricostruzione. Adesso con il testo unico è stato raggiunto un obiettivo, si apre una fase nuova. Mi auguro che si superi la fase emergenziale, che la ricostruzione diventi più politica ed economica. Politica nel senso di convincere migliaia di persone a tornare in questi territori, altrimenti la ricostruzione non raggiunge l’obiettivo, ma serve solo ai tecnici ed alle istituzioni. Lo Stato sta investendo miliardi di euro, che non devono essere retorica ma opportunità, è necessaria una visione di questo territorio.

A Legnini va la mia gratitudine per tutto quello che ha messo in campo, con coraggio laddove tanti avevano fatto male, ma chiedo alle istituzioni e politica di ascoltare un altro grido d’allarme, quello di riportare sul territorio la forza delle famiglie e delle energie indispensabili per lo sviluppo futuro.

testo-unico-ricostruzione-3-325x244Il 25 novembre l’Unione europea ha liberato i fondi Fesr per un miliardo di euro, vogliamo un’Italia semplificata. Le risorse del Pnrr sono passate ad esempio dal commissario e da Invitalia, ma è una dispersione di energie, non ha senso parlare di digitalizzazione fatta da Regione, Invitalia e struttura commissariale. Non per togliere qualcosa a qualcuno, o per delegittimare, ma per essere efficaci si deve semplificare. Spero che entro fine anno il governo dia sostegno alla mia visione, che è personale». Il senatore Guido Castelli riguardo al testo unico della ricostruzione ha affermato: «Il testo va considerato come strumento dinamico, per la ricostruzione leggera ha potuto beneficiare dell’esperienza e la casistica sedimentate negli Usr, che hanno collaborato in modo significativo e sistematico, per arricchire il testo base. L’auspicio è che vi sia interpretazione uniforme per la leggera e la pesante, che è la grande sfida che abbiamo davanti. Affrontare la ricostruzione dei comuni distrutti, c’è ancora tanto da fare, lavorare per la rigenerazione della comunità è decisivo. I termini della straordinarietà dell’intervento vanno tenuti in considerazione per il fondo complementare sisma 2026».

testo-unico-ricostruzione-4-325x244LE NOVITA’ DEL TESTO UNICO- Il Testo Unico raccoglie in 131 articoli e 15 allegati oltre 550 disposizioni e 65 allegati contenuti in 61 Ordinanze che vengono contestualmente abrogate, ed è accompagnato da un’ampia relazione illustrativa per agevolarne la lettura. Si consente ad esempio ai comuni di subentrare ai proprietari irreperibili o inerti al fine di “completare la ricostruzione”, eliminando situazioni di pericolo ed evitando il degrado del tessuto urbano. Altre norme consentono agli enti pubblici di subentrare su delega dei proprietari o, in via definitiva, trascorsi dieci anni dagli eventi sismici.

Vengono completate le fattispecie degli edifici ammissibili al contributo, considerando anche le pertinenze esterne adibite a ricovero di mezzi e materiali, o le pertinenze inagibili di edifici agibili, ed altri edifici a fronte di una asseverazione certificata del tecnico relativa all’utilizzabilità dell’edificio. Soprattutto, possono essere finanziati quegli immobili che fanno parte di aggregati e la cui riedificazione risulta essenziale per garantire la solidità strutturale, ma anche per preservare l’aspetto del tessuto urbano.

Si disciplina la possibilità di creare super consorzi per ricostruire unitariamente borghi e frazioni e vengono introdotte nuove norme per agevolare la demolizione degli edifici danneggiati che costituiscono pericolo, o ostacolano la ricostruzione di altri edifici. Tali immobili devono essere demoliti dai proprietari che potranno beneficiare di un contributo, diverso da quello concesso per la ricostruzione, o dal Comune, con diritto di rivalsa sui proprietari. Le procedure previste dall’Ordinanza 100, che hanno prodotto una fortissima semplificazione ed un’accelerazione delle pratiche di contributo vengono rese obbligatorie per tutti gli interventi su singoli edifici fino all’importo di 1 milione di euro, fino a 5 milioni di euro per gli aggregati e 15 milioni di euro per i condomini.

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