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Investiva proventi illeciti derivati dallo spaccio di stupefacenti: beni sequestrati e scatta la prevenzione patrimoniale

FERMO - Provvedimento a carico di un residente di Lido Tre Archi. I beni sequestrati ammontano a due conti correnti e una moto di prestigio per un valore di circa 70mila euro

di Giorgio Fedeli

«La divisione anticrimine della Questura di Fermo, coadiuvata dal Comando della Guardia di finanza, Nucleo polizia economica e finanziaria di Ascoli Piceno, ha eseguito la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni a carico di un pregiudicato residente a Lido Tre Archi». E’ quanto annunciato durante la conferenza stampa di questa mattina da Francesco Costantini, dirigente della divisione Anticrimine della Questura di Fermo.

Un provvedimento emesso ieri, con decreto del Tribunale distrettuale di Ancona, su proposte del questore di Fermo, Luigi Di Clemente. I beni sequestrati ammontano a due conti correnti e una moto di prestigio per un valore di circa 70mila euro.

La misura patrimoniale è stata applicata ai sensi della normativa sulle misure di prevenzione e antimafia e dà riscontro alle incisive indagini di natura personale e patrimoniale effettuate dalla sezione misure patrimoniale in seno alla divisione anticrimine fermana, nei confronti di un uno straniero di origine magrebina pluripregiudicato da anni residente a Fermo «e – spiega il dirigente dell’Anticrimine in conferenza stampa – molto attivo nello spaccio di sostanze stupefacenti. Lo stesso, pluripregiudicato, si è particolarmente distinto negli ultimi anni tanto da essere coinvolto in numerose indagini in materia di sostanze stupefacenti. Molto incisive si sono rivelate due fondamentali indagini del  comando della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, operazioni rispettivamente denominate “Spada” e “Tifone” che, oltre a smantellare due importanti sodalizi criminali, hanno disvelato le attività illecite del soggetto interessato dalla misura patrimoniale».

Proprio la condivisione dell’eccezionale patrimonio informativo da parte dei militari della Guardia di Finanza, il cui ausilio è risultato di vitale importanza, ha consentito agli uomini della divisione Anticrimine della questura di Fermo la ricostruzione del patrimonio dello straniero. Nello specifico nella proposta del questore, poi condivisa dal tribunale di Ancona, viene evidenziata buona parte degli investimenti dei proventi delle attività criminali del destinatario del provvedimento ablativo, nelle quali è stato coadiuvato anche dai parenti della sua convivente, anch’essa pluripregiudicata e attualmente ristretta in carcere in esecuzione di una misura cautelare. Solo a seguito di questa accurata ricostruzione del patrimonio, durata oltre un anno con accertamenti effettuati anche all’estero, si è riusciti a risalire ad alcuni beni per i quali è stata ottenuta l’ablazione oggetto di investimento dei proventi illeciti derivanti dal commercio di sostanze stupefacenti.
La misura eseguita ieri ha consentito di sequestrare un appartamento a Lido Tre Archi, due conti correnti e una moto di grossa cilindrata per un valore complessivo stimato di circa 70.000 euro.

Al termine delle operazioni il compendio dei beni è stato messo a disposizione dell’amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Ancona. Nel complesso per l’esecuzione del provvedimento sono stati impiegati 6 dipendenti dalla divisione Anticrimine, 4 dipendenti della Squadra Mobile, 6 operatori del reparto prevenzione crimine di Perugia è 6 militari della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno – nucleo polizia economica e finanziaria, due finanzieri del comando provinciale di Fermo e una unità cinofila, sempre della Guardia di Finanza.
Ha partecipato inoltre una squadra del comando provinciale dei vigili del fuoco di Fermo.

«La lotta ai patrimoni illeciti costituisce una delle attività strategiche più incisive di contrasto alla criminalità e  – conclude Costantini – vede impegnate sul territorio nazionale le divisioni anticrimine delle questure coordinate, a livello centrale, dal servizio centrale anticrimine in seno alla direzione centrale anticrimine del dipartimento di pubblica sicurezza».


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