di Silvia Ilari
Verso un’unione di servizi e di intenti: l’impegno dell’associazione “Giorgio La Pira”. Questa mattina a Fermo, membri e direttivo hanno chiamato a raccolta i giornalisti per fare il punto di quanto fatto e, soprattutto, di quanto ancora si farà. Sulla scia dei principi cari al noto politico e giurista italiano, come la pace, la spinta all’inclusione e alla coesione, sono stati proposti diversi eventi da ottobre 2023.
Le attività in questione hanno coinvolto vari studiosi. Sono stati ospiti dell’associazione, infatti, il prof. Claudio Turrini (coautore dell’opera Giorgio La Pira: i capitoli di una vita) che ha riflettuto sul messaggio del giurista, il prof. Francesco Maria Chelli (Ripartire dal territorio: la sfida demografica ed economica), il prof. Massimiliano Colombi (Abitare la terra. Per un’educazione ecologica), il prof. Tiziano Tofoni (La trasformazione digitale: luci ed ombre) e il dott. Achille Zechini (Corpo intercomunale della polizia locale: opportunità e vantaggi per il territorio). In ultima istanza, giovedì 21 marzo alle 21.15, presso l’Auditorium della Parrocchia “Gesù Redentore” di Porto San Giorgio, arriveranno il prof. Stefano Zamagni e il dott. Marco Marcatili, entrambi economisti per l’incontro Perché non è più rinviabile la democrazia deliberativa: il messaggio di La Pira.
Tutti gli interventi puntano ad avere una ricaduta sul territorio in accordo con quanto affermato dal vicepresidente Giovanni Lanciotti: «Fare rete è di fondamentale importanza. Il ponte ciclopedonale sull’Ete può sembrare un’opera pubblica come tante altre, ma non lo è. Potrebbe essere il punto di partenza perché i servizi di questo territorio siano comuni: non solo strutture, quindi, ma anche servizi. Questo vale per la digitalizzazione ma non solo, è un discorso che si può fare a 360 gradi. La nostra associazione ha cercato sempre di fare questo tipo di ragionamento, proponendo incontri di livello».
Su questi incontri si è soffermato, nel dettaglio, il presidente dell’associazione, il prof. Maurizio Temperini: «È un dato significativo che il primo incontro l’abbiamo incentrato proprio sulla figura di Giorgio La Pira, che è stato in gradO di promuovere la cultura del senso di ciò che si fa. Molti lo credono un utopista, ma in realtà possiamo parlare di “eutopia”. In questo caso, parliamo di uno scenario bello e possibile, non irraggiungibile come per l’utopia. Parliamo di creare ambienti più vivibili, con più relazioni, facendo sì che tutto questo sia in grado di arrivare oltre i propri confini. Abbiamo poi trattato altri tre temi con grossi risvolti sociali ed economici. Tra questi la denatalità: sono stati rispettivamente solo 57 i nuovi nati a Porto San Giorgio e 214 a Fermo nel 2023, contro i 150 e 400 degli scorsi anni. Servono agevolazioni per le coppie con figli. Ci siamo poi occupati dell’educazione ecologica, fondamentale nel mondo. Occorre superare la concezione antropocentrica dell’uomo e della donna e ricordarsi che facciamo parte di un intero sistema. Altro tema toccato è stato quello della trasformazione digitale. Introdurre il digitale può essere utile anche per la nostra popolazione che sta invecchiando: eviterebbe spostamenti non necessari e renderebbe più efficienti i servizi. Questi ultimi potrebbero essere ottimizzati anche attraverso la creazione di un corpo di polizia intercomunale, con un servizio attivo 24 ore su 24 e con un apparato amministrativo unico. Il nostro ultimo incontro vedrà al centro la democrazia deliberativa. Essa non va contro la democrazia rappresentativa, ma è un solo un tentativo di rimettere in moto processi che possono condurre a progetti condivisi, senza interessi di parte. Oggi, l’alta astensione dal voto ci dice che c’è una frattura tra l’apparato rappresentativo e gli elettori: non è disinteresse ma è un segnale che dice che non si sentono rappresentati».
Gli fa eco Alberto Giammarini, socio fondatore e consigliere comunale a Porto San Giorgio, richiamando anche lui la coesione: «Il mio professore di Tossicologia Forense disse una volta che “ogni farmaco può diventare veleno”. L’interpretazione della politica in maniera egocentrica è veleno. Noi siamo un gruppo di cittadini impegnati, il pungolo per i politici locali. L’obiettivo finale è il bene della cittadinanza, che sia mettendo in rete i servizi digitali, della nettezza urbana o della polizia locale. La nostra attenzione è volta a prospettive da dare alla politica locale e magari anche regionale».
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