«Per la zona montana dei Sibillini un distretto socio sanitario è importantissimo e vitale. Auspico questa scelta strategica per le utenze montane, che trarrebbero giovamento da un minimo di autonomia, assolutamente necessaria, data la distanza e gli indiscutibili disagi sopportati da più di 8 anni a questa parte. Del resto Amandola già ha avuto il suo distretto sanitario, e allora perché non ridarlo?». Si apre così la nota del presidente del Comitato per la tutela della salute della zona montana dei Sibillini, Luisa Di Venanzi.
«Inoltre avere un vero Pronto Soccorso ad Amandola – prosegue Di Venanzi -, come auspicato dalla conferenza dei sindaci, implica l’esistenza di un laboratorio analisi, di una chirurgia generale ridotta e di un anestesista. Oggi continuiamo ad avere, dal 2016, solamente un punto prelievi di sangue e un punto di primo intervento territoriale, che ci hanno penalizzato, durante un sisma epocale e una pandemia, sempre in attesa del ripristino dei servizi sanitari, previsti dal decreto Balduzzi per la nostra zona disagiata».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati