Il Pd sceglie il segretario provinciale, Loira tra i papabili: «Non ci sono le condizioni, per ora…»

PD - Sono giorni caldi per il Pd fermano alle prese con il dopo Piermartiri. L'unica certezza è che non sarà lui a guidare nuovamente la segreteria provinciale dei dem. Scaduto il suo mandato a dicembre, infatti, non intende ricandidarsi. Ecco allora spuntare i primi nomi in vista dell'assemblea degli iscritti. Quello che appariva tra i più papabili, ovvero il nome di Nicola Loira, ex sindaco a Porto San Giorgio per due lustri consecutivi e candidato alle ultime elezioni regionali, sembra allontanarsi per una precisa scelta dello stesso.

Nicola Loira

di Sandro Renzi

Sono giorni caldi per il Pd fermano alle prese con il dopo Piermartiri. L’unica certezza è che non sarà lui a guidare nuovamente la segreteria provinciale dei dem. Scaduto il suo mandato a dicembre, infatti, non intende ricandidarsi. Ecco allora spuntare i primi nomi in vista dell’assemblea degli iscritti. Quello che appariva tra i più papabili, ovvero il nome di Nicola Loira, ex sindaco a Porto San Giorgio per due lustri consecutivi e candidato alle ultime elezioni regionali, sembra allontanarsi per una precisa scelta dello stesso. «Non nascondo di essere stato contattato da più persone sul territorio per ricoprire questo ruolo, ma allo stato attuale non ci sono le condizioni». Loira insomma, per usare un eufemismo, appare cauto sulla eventualità di poter prendere le redini della segreteria provinciale in un momento peraltro molto delicato, visto che tra pochi mesi si voterà a Fermo e il prossimo anno spazio alle politiche. Ma i nodi da sciogliere non sono solo questi, ce ne sono altrettanti ugualmente pesanti all’interno del partito. Un gruppo di iscritti  «trasversale sul territorio» come lo definisce l’ex sindaco rivierasco ed attuale capogruppo dem in Consiglio comunale, starebbe caldeggiando la sua candidatura «ma come uomo di partito dovrei avere valide motivazioni per declinare. Ribadisco che non ci sono le condizioni».

I toni a cui si appella non sono proprio morbidi. «Il Partito democratico sul territorio va ricostruito -dice Loira- dalle fondamenta. E’ un partito morto di inedia. Nonostante il Pd sia l’unico ad essere strutturato con organismi collegiali e democratici, si è riusciti nel Fermano a spegnere il dibattito, è mancato il confronto interno. I risultati? Sono sotto agli occhi di tutti, a partire dall’esito delle elezioni comunali fino ad arrivare a quelle regionali. E dire che qualcuno ha invece sapientemente approfittato di questa situazione. Resta il fatto che la democrazia interna continua a mancare». Loira però non intende mollare. «Prima dei nomi sarebbe il caso di discutere di programmi, prospettive, azioni politiche da mettere in campo. Invece si sta facendo il contrario, in maniera arditamente irrituale» prosegue ancora Loira per il quale la “madre” di tutte le questioni restano nell’immediato le elezioni nel capoluogo di provincia. Da Fermo, dunque, pare si debba ripartire. Da quella crisi amministrativa che nel 2015 decretò la fine della giunta Brambatti. L’elezione della segreteria provinciale viene quindi giudicata «una occasione da cogliere al volo per fare chiarezza e ripartire da zer0. Guai però andare alla conta» il monito di Loira «occorre invece recuperare capacità di dialogo e confronto, trovare gli anticorpi alla asfissia politica, individuare una figura di segretario che sia aggregante e non espressione di pochi nel Fermano. Restituire dignità al partito evitando che passi un segnale pericoloso, ovvero che regolamenti e strutture interne non servano o non bastino. Ciò è vero solo nella misura in cui non si traducono in azione politica».

L’alternativa a tutto questo, per l’esponente dem, non c’è. Il rischio concreto, invece, è per Loira «quello di diventare come gli altri» riferendosi al centrodestra «chi si alza alla mattina decide per tutti cosa fare». Forse anche per questo motivo si spinge per una figura che sia in grado di unire le diverse anime dem ed abbia un largo consenso, consapevoli che ciò comporta avere un mandato altrettanto ampio per incidere nella ricostruzione del Pd. Parole quelle di Lora che, alla fine, se non sembrano di per sé già un programma politico poco ci manca.

 

 


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