
Il prof. Emanuele Frontoni
L’intelligenza artificiale è entrata questa mattina nell’Aula Magna della scuola secondaria “Fracassetti-Capodarco” di Fermo. Protagonista dell’incontro il professor Emanuele Frontoni, che ha guidato gli studenti in un percorso di scoperta di una delle tecnologie più discusse e trasformative del nostro tempo, illustrandone in modo chiaro applicazioni concrete e ricadute sulla vita di tutti i giorni. Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato il progetto Brain Craft – Creare possibilità. Migliorare sé stessi. Crescere nel Territorio, finanziato dal PR Marche FSE+ 2021/2027, con l’obiettivo di promuovere innovazione sociale e consapevolezza digitale tra le giovani generazioni fermane.
A parlarne è stato Domenico Baratto, presidente di Wega Formazione di Amandola, che ne ha illustrato le finalità. «È un progetto che lavora sulla povertà educativa attraverso diverse iniziative e la collaborazione con l’intelligenza artificiale», ha spiegato, sottolineando come l’obiettivo sia accompagnare i ragazzi tra i 12 e i 18 anni della provincia di Fermo nella scoperta dei propri talenti. Tra le attività previste, laboratori di sviluppo personale e un doposcuola pensato non solo per i compiti, ma anche per «creare relazioni efficaci».
La dirigente scolastica Simona Flammini ha accolto l’iniziativa con favore, annunciando la partecipazione della scuola a un bando sulla formazione dei docenti all’intelligenza artificiale: «Parte sempre dal corpo docenti la conoscenza degli strumenti, per poi svilupparli attraverso laboratori con i ragazzi stessi». Flammini ha inoltre sottolineato la valenza più ampia dello strumento: «L’intelligenza artificiale diventa oggi un ponte concreto tra l’educazione e tutto ciò che è opportunità» e ha promesso repliche dell’evento.
Per la Provincia, Pisana Liberati ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dei Neet — i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi — e ha esortato gli studenti: «Cercate di approfittare di tutte le opportunità che vi vengono date. Non evitatele perché non si ripresentano una seconda volta», ricordando l’importanza della giornata formativa con il professor Frontoni che «fa parte del 3% degli esperti mondiali» sull’argomento. In platea, per il Comune di Fermo, l’assessore al Turismo Annalisa Cerretani, che però non ha parlato perché impegnata nella campagna elettorale.
Presente Luisa Dall’Acqua, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale, che ha rovesciato la prospettiva, chiedendo agli studenti di farsi promotori del cambiamento: «Chiedo a voi ragazzi di accompagnare i nostri docenti verso l’innovazione, in una collaborazione continua».
Per l’Ambito Territoriale, Olimpia Natelli ha sottolineato la sinergia consolidata con l’istituto: «So quanto lavora per combattere la povertà educativa e quanto per l’innovazione nella didattica e nei processi di apprendimento». Natelli ha definito l’intelligenza artificiale «uno strumento molto significativo che cambia i nostri processi di insegnamento e apprendimento».
Per l’Ambito Territoriale Sociale XIX Michela Valeri ha ricordato la collaborazione strutturata con la Fracassetti Capodarco, resa possibile anche grazie al progetto Bit, che prevede la presenza di un’operatrice all’interno dell’istituto. Ha poi passato la parola a Gloria Filippetti, coordinatrice del progetto DesTEENazione, centro per giovani dagli 11 ai 21 anni con sede a Porto San Giorgio, parte di una rete nazionale di 92 centri. «Il centro è costruito, programmato e progettato insieme ai ragazzi» ha spiegato, invitando gli studenti a seguire la pagina Instagram del progetto.
In collegamento video, ha portato il suo saluto anche Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità della Regione Marche: «La sfida è enorme. Fa sempre la differenza il capitale umano: quando è formato, quando è appassionato, quando è coinvolto».
La dottoranda Elisa Saraceni, ricercatrice dell’Università di Macerata, ha illustrato uno studio sulle dipendenze tecnologiche: «Abbiamo cercato di capire qual è l’andamento delle stesse, soprattutto nell’utilizzo degli smartphone, e l’impatto che hanno sull’apprendimento e sull’attenzione». Saraceni ha inoltre presentato il progetto Paideia rivolto alla formazione dei docenti: «Gli insegnanti hanno effettivamente consapevolezza dell’intelligenza artificiale, ma hanno difficoltà nell’applicarla nel loro contesto e soprattutto con gli studenti» per poi raccontare agli studenti la propria storia di dislessica e discalculia, invitando gli studenti a seguire le proprie aspirazioni come ha fatto lei, ricevendo in cambio un grande applauso da parte loro.
A prendere poi la parola è stato il professor Emanuele Frontoni che ha aperto la sua lezione con un invito alla curiosità e raccontando di sé: «Avevo una preside che leggeva la pagella in classe e mi etichettava sempre come uno senza infamia e senza lode. Ho passato quasi tutta la mia carriera scolastica così perché tendevo a minimizzare i miei sforzi». Una storia personale ribaltata grazie all’impegno: «Questo percorso è stato possibile perché ho continuato a studiare».
il professore ha poi lanciato un messaggio chiaro sul metodo di studio: «Il consiglio è quello di mantenere scelte più ampie possibili, con basi culturali molto larghe», per poi arrivare consapevolmente alle specializzazioni. «Nessuno di noi sa cosa sarà utile tra cinque anni, ma sappiamo che è molto utile avere una base culturale ampia e continuare a imparare».
Nel corso della lezione, il professore ha illustrato il funzionamento concreto di strumenti di intelligenza artificiale attraverso esempi diretti, tra cui una traduzione simultanea proiettata sullo schermo. «La mia voce viene digitalizzata, compressa, inviata a un data center a Dublino, tradotta prima da audio a testo e poi da un modello linguistico, e torna qui», ha spiegato, aggiungendo: «Tutto questo è stato creato da esseri umani creativi per altri esseri umani creativi: è il frutto di chi ha studiato, lavorato e accumulato conoscenza».
Frontoni ha poi messo in guardia gli studenti dai rischi di un uso acritico degli strumenti digitali: «Non fatevi dettare dall’idea che, visto che avete questi sistemi, potete non avere competenze. Questi sistemi sbagliano per definizione, e noi non possiamo valutarli se non abbiamo la conoscenza».

La dirigente scolastica Simona Flammini

Domenico Baratto, presidente di Wega Formazione

Pisana Liberati





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