Lettera al Direttore: «La voce di un cittadino» e le sue proposte per la Fermo di domani

FERMO - Riceviamo dal cittadino Srhir Hassan e pubblichiamo la sua lettera con proposte e consigli sia ai candidati che agli elettori

Srhir Hassan

Riceviamo dal cittadino Srhir Hassan e pubblichiamo:

La Voce di un cittadino

Tra confusione e disillusione: oggi, camminando per Fermo, la sensazione è quella di un “tutti contro tutti” dove i confini tra destra, sinistra e liste civiche sono diventati talmente labili da risultare indecifrabili. Il “civismo”, che doveva essere linfa vitale e vicinanza ai problemi reali, si è spesso trasformato in un paravento per personalismi. ​Il cittadino percepisce una politica che guarda alla poltrona come a un traguardo personale, mentre il distretto calzaturiero, la nostra spina dorsale, segna numeri drammatici (con cali dell’export oltre il 12% e perdita di posti di lavoro).

Siamo stanchi di sentire promesse elettorali che sembrano scritte col copia-incolla, mentre il degrado urbano e la recessione economica mordono il freno delle nostre aspirazioni.

Come fare politica “per Fermo”: proposte per un programma reale.


​Per uscire dal disastro e risolvere la crisi, non servono slogan, ma una visione strutturale. Ecco alcuni pilastri che dovrebbero guidare chiunque voglia davvero amministrare questa città:

Economia: oltre la crisi del calzaturiero
​Fermo Technology Lab: trasformarlo da progetto a realtà quotidiana per aiutare le micro-imprese a digitalizzarsi e trovare nuovi mercati (oltre gli Usa e la Cina in calo).

​Zona Economica Speciale Urbana: chiedere con forza agevolazioni fiscali per chi apre attività nel centro storico o recupera capannoni dismessi nelle frazioni.

​Turismo destagionalizzato: Fermo non è solo mare a luglio. Serve un piano che metta a sistema i Musei Civici, il Teatro dell’Aquila e l’enogastronomia per attirare flussi tutto l’anno.

​Sociale e giovani: contrastare il degrado

​Rigenerazione degli spazi: invece di grandi opere inutili, investire nella manutenzione ordinaria delle periferie e dei parchi. Il degrado si batte con la cura del dettaglio.

​Salari e contrattazione: supportare la contrattazione di secondo livello per alzare gli stipendi locali, che sono tra i più bassi delle Marche. Se i giovani non guadagnano, non spendono a Fermo.

Trasparenza e “antidoto” alla poltrona

Bilancio partecipativo: destinare una quota del bilancio comunale a progetti scelti direttamente dai quartieri tramite votazione.

​Valutazione dei risultati: un programma serio deve avere delle scadenze pubbliche. Se un assessore non raggiunge l’obiettivo entro due anni, deve rimettere il mandato.

Consigli per i candidati (e per gli elettori)
​Ai candidati: smettetela di parlare degli avversari. Parlate di come intendete portare un nuovo corso di laurea a Fermo o di come ridurre la Tari per chi riapre un negozio. La gente non vuole “fango”, vuole soluzioni.
​Agli elettori: non votate per “amicizia” o per una promessa di favore. Votate per chi presenta un piano industriale e culturale per la città. La politica non è un ufficio di collocamento per eletti, ma un servizio per la comunità.
​Fermo ha una storia millenaria e non merita di essere “ferma” (come dice spesso un triste gioco di parole). Merita una guida che sappia guardare oltre il proprio stipendio, puntando tutto sul rilancio di un territorio che ha ancora tantissimo da dare.

 

 


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