Una scuola che riflette, si interroga e si rinnova attraverso la formazione continua. È questo il clima che ha caratterizzato la giornata formativa promossa dall’Istituto Comprensivo Fracassetti-Capodarco di Fermo, che ha visto coinvolti circa 80 docenti della scuola primaria in un importante momento di approfondimento dedicato alla valutazione formativa nelle nuove Indicazioni.
Relatrice dell’incontro, la professoressa Giuseppina Gentili, che ha accompagnato i docenti in un percorso di analisi pedagogica e normativa sul significato della valutazione oggi, alla luce dell’ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 e della nota ministeriale n. 2867 che l’accompagna.
Nel suo intervento, Gentili ha sottolineato come la nuova ordinanza si ponga in continuità con la precedente ordinanza ministeriale n. 172 del 2020, mantenendone saldi i principi pedagogici fondamentali. «La valutazione formativa — ha evidenziato — resta uno strumento strategico per promuovere il successo scolastico degli alunni e un mezzo di regolazione dell’azione didattica e progettuale». In particolare, è stato richiamato l’art. 3, comma 5, dell’ordinanza ministeriale n. 3/2025, nel quale si ribadisce il valore della valutazione in itinere quale elemento fondamentale del processo di apprendimento. Una valutazione che precede, accompagna e segue il percorso dell’alunno, capace di orientare le scelte educative e sostenere la crescita di ciascuno.
Ampio spazio è stato dedicato al confronto tra ciò che cambia e ciò che resta rispetto alla normativa precedente. Se, infatti, permane la centralità della valutazione formativa e dell’osservazione continua degli apprendimenti, emergono nuove complessità nella restituzione valutativa. Tra le novità più discusse, la difficoltà di esprimere giudizi sintetici all’interno dei nuclei tematici delle discipline senza rischiare di frammentare il percorso formativo degli studenti o di limitare la valorizzazione delle competenze realmente maturate. Un ulteriore passaggio significativo riguarda il superamento dei “traguardi” a favore delle competenze attese, in una prospettiva che guarda sempre più allo sviluppo integrale della persona e alla capacità degli alunni di mobilitare conoscenze, abilità e atteggiamenti in contesti autentici.
La dirigente scolastica, Simona Flammini, ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione e la qualità del confronto emerso durante la formazione. «La scuola di oggi — ha dichiarato — ha il compito di costruire una cultura della valutazione che non sia selettiva ma generativa, capace di riconoscere i processi, sostenere le fragilità e valorizzare le potenzialità di ogni alunno. La formazione dei docenti rappresenta il punto di partenza imprescindibile per affrontare con competenza e consapevolezza le sfide educative e normative che ci attendono».
«Come restituiamo la valutazione alle famiglie?» è stata una delle domande centrali emerse durante il confronto. Un interrogativo che interpella profondamente la scuola di oggi, chiamata a costruire modalità comunicative chiare, trasparenti ed efficaci, capaci di raccontare realmente i progressi degli alunni e il valore dei loro percorsi di apprendimento.
Nel corso della giornata è stata inoltre richiamata la figura del “professionista riflessivo”, delineata da Donald Schön già nel 1983, come modello di docente richiesto dalla scuola contemporanea: un professionista capace di osservare, interpretare, ripensare e innovare continuamente la propria pratica educativa. Durante il confronto è emersa inoltre la necessità di una riflessione collegiale sempre più approfondita sulla progettazione didattica e sul significato stesso delle Indicazioni Nazionali, che non possono essere interpretate come semplici “programmi” da svolgere rigidamente. Le Indicazioni, infatti, delineano percorsi e spazi orientativi, lasciando alle scuole e ai docenti la responsabilità pedagogica della progettazione educativa.
In questa prospettiva, è stato ricordato come il libro di testo rappresenti uno strumento utile, ma non possa coincidere con la didattica quotidiana né sostituire il pensiero progettuale del docente. Centrale diventa dunque la capacità professionale di costruire percorsi coerenti con i bisogni reali degli alunni, documentando processi, osservazioni e progressi. Particolare rilievo è stato dato all’osservazione sistematica e alla documentazione pedagogica, considerate elementi fondamentali della valutazione formativa. Minore enfasi, invece, viene oggi attribuita all’autovalutazione formale, mentre cresce l’attenzione verso pratiche capaci di leggere autenticamente i processi di apprendimento nel loro sviluppo concreto.
È emersa infine con forza la necessità di rafforzare la corresponsabilità educativa tra scuola e famiglie, attraverso una comunicazione continua, trasparente e condivisa del percorso formativo degli alunni. La valutazione, infatti, non può essere percepita come un momento separato o conclusivo, ma come parte integrante di un dialogo educativo volto a sostenere la crescita di ogni bambino.
L’Istituto Comprensivo Fracassetti-Capodarco conferma inoltre il proprio impegno nel promuovere percorsi strutturati di formazione e ricerca educativa. Proprio alla luce delle riflessioni emerse durante l’incontro, la scuola avvierà nel prossimo anno scolastico un percorso di formazione e ricerca-azione dedicato alle nuove tematiche legate alla valutazione formativa nella scuola primaria. L’obiettivo sarà quello di accompagnare i docenti in un confronto continuo tra pratiche didattiche, osservazione, documentazione e progettazione educativa, affinché la valutazione possa diventare sempre più uno strumento autentico di crescita, inclusione e valorizzazione delle competenze di ogni alunno.
La giornata si è conclusa con un forte coinvolgimento dei partecipanti e con la consapevolezza condivisa che la valutazione non possa essere considerata un semplice adempimento burocratico, ma uno degli strumenti più delicati e decisivi per costruire una scuola realmente inclusiva, equa e orientata alla crescita di ogni studente.
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