Autotrasporto, Cna Fermo: «Servono ristori immediati e misure strutturali per evitare lo sciopero»

CNA - Stanziare subito risorse per compensare l’aumento record del carburante, velocizzare il credito d’imposta sulle accise, sospendere temporaneamente gli adempimenti contributivi e rafforzare i meccanismi automatici di adeguamento del costo del carburante sulle tariffe di trasporto. Queste le richieste delle associazioni di categoria al governo per evitare il fermo dei mezzi

Stanziare subito risorse per compensare l’aumento record del carburante, velocizzare il credito d’imposta sulle accise, sospendere temporaneamente gli adempimenti contributivi e rafforzare i meccanismi automatici di adeguamento del costo del carburante sulle tariffe di trasporto. Sono le richieste che il sistema dell’autotrasporto rivolge al Governo, alla vigilia dell’incontro convocato per domani, 22 maggio, decisivo per scongiurare il fermo nazionale dei servizi, previsto dal 25 al 29 maggio.

«Come Cna seguiamo con grande attenzione una vertenza che coinvolge tante imprese del territorio – dichiarano Emiliano Tomassini, Presidente Cna Fermo e Vice Presidente Nazionale di Cna Fita e Andrea Caranfa, Segretario Cna Fermo – e che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’intera economia locale, dalle attività produttive alla distribuzione delle merci. L’autotrasporto non può più sostenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici. Da mesi le aziende stanno lavorando con margini ridotti al minimo, in molti casi addirittura in perdita. Chiediamo che il Governo intervenga immediatamente, con misure straordinarie per dare liquidità alle imprese e garantire continuità ad un settore strategico per tutto il sistema economico. Senza trasporto merci si fermano produzione, commercio e approvvigionamenti».

Secondo Cna Fita, l’aumento del costo del gasolio ha determinato un aggravio di circa 1.100 euro al mese per ogni mezzo pesante: «Non siamo di fronte ad una protesta simbolica – sottolineano i vertici Cna Fermo – ma ad una condizione di reale emergenza economica. Le imprese chiedono risposte chiare e immediate: ristori adeguati, tempi rapidi per il recupero delle accise e strumenti strutturali che impediscano di scaricare interamente sulle aziende le oscillazioni del costo del carburante. È indispensabile tutelare un comparto fondamentale per la competitività del territorio».

Sabato 23 maggio la presidenza regionale Fita e le articolazioni territoriali si riuniranno per valutare l’esito del confronto con il Governo e decidere iniziative successive, compresa l’eventuale conferma del fermo nazionale del settore. Lunedì 25 maggio alle 10, a Fermo, assemblea della categoria, sia in caso di fermo che di revoca, per fare il punto della situazione.


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