Consegnata all’Ipsia di Fermo la talea dell’Albero di Falcone

FERMO - Un simbolo di legalità e memoria nel percorso educativo promosso dalla Prefettura di Fermo

Si è svolta questa mattina, presso l’Istituto Scolastico Ipsia “Ostilio Ricci” di Fermo, la cerimonia di consegna della talea dell’Albero di Falcone da parte del Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara agli studenti dell’istituto.

L’iniziativa, organizzata dalla prefettura di Fermo, si inserisce, spiegano proprio dall’ufficio territoriale di governo, nell’ambito di una serie di incontri dedicati alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni. Il prefetto di Fermo, parlando agli studenti, ha evidenziato l’importanza di coltivare “il coraggio della legalità”.

«La talea – ricordano dalla prefettura di Fermo – deriva dal celebre ficus che cresce davanti alla casa del giudice Giovanni Falcone, a Palermo, divenuto negli anni simbolo della memoria collettiva e dell’impegno contro tutte le mafie. La sua consegna agli studenti rappresenta un gesto altamente simbolico, volto a trasmettere i valori della giustizia, del rispetto delle istituzioni e dell’impegno civile. L’incontro assume un significato ancora più profondo in vista del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta».

All’iniziativa hanno preso parte, oltre al prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio, il tenente colonnello del Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara, Cristina Di Tommaso, il presidente del Tribunale di Fermo, Pierfilippo Mazzagreco, il procuratore della Repubblica, Raffaele Iannella, i Vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, ed i dirigenti di tutti gli uffici pubblici della provincia.

«Attraverso momenti di confronto e di riflessione come questo, la prefettura di Fermo – aggiungono dalla prefettura stessa – rinnova il proprio impegno nel promuovere percorsi educativi capaci di mantenere viva la memoria delle vittime della mafia e di rafforzare nei giovani la consapevolezza dell’importanza della legalità quale fondamento della convivenza civile».

(foto diffuse dalla prefettura di Fermo)


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