«Buongiorno vorrei raccontare la mia esperienza con il Pronto Soccorso di Fermo». Inizia con queste parole la mail inviata all’Ast di Fermo dal padre di una bambina soccorsa, nei giorni scorsi, dal personale sanitario dell’ospedale Murri di Fermo. Parole toccanti di encomio ed elogio, che raccontano anche di un commovente abbraccio liberatorio, a cui si aggiungono quelle del direttore generale Ast Fermo, dottor Roberto Grinta che oltre a ringraziare il genitore, estende a sua volta l’elogio ai sanitari dell’Azienda «ancora una volta esempio di premura, umanità e spiccata professionalità. E vorremmo aggiungere, anche dalla grande umiltà e dedizione al lavoro».
«Nel tardo pomeriggio (di una giornata di metà maggio) la mia piccola (…) di tre anni, per cause ignote – si legge nella mail del genitore – si è infilata nel nasino la punta della penna arrivando nella parte più alta del naso. Preoccupazione alle stelle, chiamo il 118 e mi tranquillizzano» così la bimba è stata accompagnata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Fermo.
«Entriamo e – racconta il genitore – una signora già ci aspettava in accettazione, informata di tutto e con tutta la professionalità del suo lavoro, tranquillizza la bimba, la prepara per l’otorino che già era in attesa del nostro arrivo. Il dottore con la massima cura riesce fortunatamente a togliere l’oggetto senza far male alla bimba che mi abbraccia appena risolto tutto! Non mi vergogno a dire che anch’io ho abbracciato i sanitari piangendo e ringraziandoli perché avevano fatto qualcosa di indescrivibile per la mia bambina, ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la loro frase: ‘Abbiamo fatto solo il nostro lavoro’. Io vi ringrazio di cuore».
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