Fabrizio Cesetti

«Non vorrei che anche il presidente Acquaroli, forse contagiato da qualche suo nuovo assessore, si sia fatto prendere dalla sindrome dell’influencer. Perché tanto la delibera anti-kebab, quanto, e ancor di più, la cosiddetta “Operazione Marche Sicure” varata ieri dalla giunta regionale, somigliano tanto alla pura propaganda, a fumo negli occhi degli elettori che, giustamente, rivendicano il diritto alla sicurezza e al vivere serenamente nelle loro città».

A dichiararlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, in merito agli ultimi provvedimenti della giunta regionale in materia di sicurezza urbana e controllo del territorio. Ieri, infatti, la giunta Aquaroli ha varato il nuovo provvedimento per la sicurezza nelle Marche. «La sicurezza di cittadini, famiglie e imprese si conferma una priorità strategica assoluta per la Regione Marche. La giunta regionale, su proposta del presidente Francesco Acquaroli – si legge in una nota proprio della Regione Marche – ha approvato l’atto di indirizzo dell’operazione “Marche Sicure”, un progetto integrato e plurisettoriale volto a difendere e promuovere la sicurezza integrata, l’identità e l’attrattività della comunità marchigiana».

«Parlo di propaganda – spiega Cesetti – innanzitutto, per il metodo davvero poco istituzionale. Il presidente ha preso il brutto vizio di far conoscere i suoi provvedimenti alla stampa prima ancora che al Consiglio regionale. Evidentemente, ha più bisogno di rafforzare la propria immagine anziché risolvere realmente i problemi. Ma è propaganda anche e soprattutto nei contenuti: dopo sei anni di governo, la destra non ha fatto praticamente nulla: la sicurezza è rimasta il fanalino di coda delle politiche della giunta, tanto che in alcune province, come quella di Fermo, la situazione è precipitata. Alcune zone, penso a Lido Tre Archi ma non solo, sono purtroppo diventate feudi della criminalità organizzata e della microcriminalità. Per dare delle risposte, sarebbe bastato che Acquaroli avesse dato corso alle proposte da me presentate in Assemblea legislativa, nate anche ascoltando con grande attenzione le molteplici e legittime richieste dei sindacati di polizia, e spesso approvate all’unanimità dallo stesso Consiglio regionale».

Cesetti pone l’accento su un nodo centrale, ovvero la carenza del personale in divisa: «Da anni mi batto in ogni sede, attraverso mozioni e interrogazioni, per chiedere il potenziamento reale degli organici delle forze dell’ordine e l’istituzione di presidi fissi nei punti caldi della costa. Ma senza nuove risorse umane, ogni provvedimento della giunta rischia di essere totalmente inefficace. Ricordo che nella scorsa legislatura persino l’allora vicepresidente Filippo Saltamartini fu costretto ad ammettere in aula l’interlocuzione difficilissima con il governo Meloni, rimasto sordo di fronte agli impegni che il Consiglio regionale delle Marche aveva approvato all’unanimità. Una paralisi che scolpisce nella pietra il totale fallimento della tanto sbandierata “filiera istituzionale” tra Roma e Ancona. Le misure che oggi provengono dalla giunta per l’Operazione Marche Sicure rappresentano, nei fatti, solo una brutta e parziale copia dei miei atti. Oggi la destra esalta la stretta sulla vendita di alcolici – conclude Cesetti – ma allora perché la maggioranza si ostina a boicottare la discussione sulla mia proposta di legge per la lotta alla droga e all’abuso dell’alcol? Ecco perché parlo di propaganda e non di interesse vero per i cittadini. Lo stesso identico ostruzionismo vale per altre mie iniziative come quella la proposta di legge sulla riforma della polizia locale e le misure per il contrasto al caporalato e al lavoro nero. Infine, c’è la beffa delle leggi già approvate e rimaste nei cassetti. Penso alla a quella da me presentata e approvata all’unanimità da tutta l’aula per l’istituzione degli sportelli antitruffa e la tutela degli anziani: un testo concreto, a forte impatto sociale, che la giunta regionale non ha mai attuato. La sicurezza è un diritto di ogni cittadino e le istituzioni hanno il dovere di soddisfarlo».

Francesco Acquaroli

Tornano a Marche Sicure, il governatore Francesco Acquaroli ha spiegato: «Abbiamo approvato in giunta un provvedimento strutturale che dà seguito a una strategia intrapresa per rafforzare la sicurezza sul territorio, anche a supporto di quanto sta facendo il Governo nazionale. La sicurezza è un tema di natura collettiva che va affrontato in maniera strategica e su più livelli sostenendo i Comuni che da soli spesso non riescono a far fronte alle difficoltà dovute alla pressione burocratica e alla scarsità di risorse. Le Marche sono strutturalmente una delle regioni più sicure, ma in una società che cambia, la percezione della sicurezza diventa un tema fondamentale e, di fronte a nuovi fenomeni che cominciano ad interessare anche il nostro territorio, dobbiamo farci trovare pronti. Per questo abbiamo pensato una strategia complessiva che sarà sviluppata in collaborazione con Prefetture, Questure, Forze dell’Ordine, Anci e enti locali, categorie economiche, imprese e forze sindacali, cittadini, per garantire sempre più sicurezza e a far crescere la cultura della legalità. Accanto ai controlli, è importante rafforzare il dialogo con i giovani per far comprendere le conseguenze dell’utilizzo delle sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcol, perché il divertimento deve essere sano e non deve mai sfociare in una deriva pericolosa per sé stessi e per gli altri. I nostri nonni, i nostri genitori, le mamme e i papà, i nostri ragazzi, quando escono devono sentirsi al sicuro, non devono sentirsi in pericolo. Lavoriamo affinché le Marche siano una regione più sicura, più competitiva, più attrattiva, che può vincere la sfida del futuro consapevole che nonostante i cambiamenti profondi della società, riusciamo a mantenere saldi i valori fondanti della nostra civiltà».

«La Regione interviene nel pieno rispetto di tutte le istituzioni interessate. Il provvedimento – aggiungono dalla Regione – nasce dalla consapevolezza che la sicurezza è una priorità, un presupposto fondamentale per garantire la qualità della vita, la coesione sociale e la competitività del sistema economico locale. In un territorio caratterizzato da una forte presenza di piccoli comuni, vaste aree interne e attività economiche diffuse, distretti produttivi specializzati e importanti infrastrutture di collegamento, investire nella sicurezza significa anche valorizzare e tutelare le produzioni tipiche e di qualità, sostenere la legalità e la permanenza di cittadini e imprese, garantire condizioni favorevoli agli investimenti, al turismo e allo sviluppo sostenibile, oltre che prevenire il degrado e contrastare la criminalità. Nel pieno rispetto delle competenze esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico, la Regione Marche promuove così un modello moderno orientato alla prevenzione, all’innovazione tecnologica e alla massima sinergia istituzionale tra Prefetture, Forze dell’ordine, enti locali e parti sociali e cittadini».

L’atto di indirizzo approvato oggi definisce la strategia operativa dell’operazione, articolata in 6 assi strategici e nelle relative aree di intervento:

I SEI ASSI STRATEGICI E LE AREE DI INTERVENTO

ASSE 1 – Filiera e coordinamento istituzionale per la governance integrata della sicurezza: attivazione del tavolo di sicurezza regionale e dei patti di sicurezza comunali
– Area di intervento: Istituzione del Tavolo Regionale per la Sicurezza Integrata e sviluppo dei Patti di sicurezza urbani, al fine di creare una sede stabile di confronto e monitoraggio con tutti i soggetti istituzionali coinvolti.
ASSE 2 – Tecnologie avanzate per la sicurezza integrata del territorio: videosorveglianza intelligente e contro room comunali
– Area di intervento: Videosorveglianza avanzata, monitoraggio intelligente del territorio e attivazione di control rooms interoperabili a livello comunale e intercomunale
ASSE 3 – Controlli per la salute, la sicurezza e la qualità alimentare, anche per contrastare la concorrenza sleale
– Area di intervento: Tutela della salute dei cittadini e valorizzazione delle produzioni regionali identitarie e di qualità, nel rispetto del quadro normativo vigente. Include azioni di contrasto alla concorrenza sleale e alle contraffazioni, nonché misure specifiche per prevenire e contrastare l’abuso di alcolici (soprattutto tra i minori e nei luoghi di aggregazione) e l’uso di sostanze stupefacenti.
ASSE 4 – Controlli per la legalità economica e abitativa, per contrastare l’abusivismo e il lavoro nero
– Area di intervento 4.1: Legalità economico-commerciale e potenziamento dei controlli amministrativi contro l’abusivismo e il lavoro nero.
– Area di intervento 4.2: Monitoraggio del patrimonio immobiliare e contrasto degli utilizzi irregolari, con particolare attenzione al fenomeno dei subaffitti irregolari.
ASSE 5 – Collaborazione pubblico-privato per la sicurezza: potenziamento della Polizia Locale e utilizzo della vigilanza privata
– Area di intervento 5.1: Potenziamento della Polizia Locale, attraverso il rafforzamento degli organici, l’acquisizione di dotazioni tecnologiche, la formazione e il supporto a presidi mobili nelle aree critiche.
– Area di intervento 5.2: Collaborazione con gli istituti di vigilanza privata, nel rispetto delle competenze previste dalla normativa vigente, per la tutela di immobili, infrastrutture e patrimoni pubblici, escludendo ogni sovrapposizione con le funzioni delle Forze di Polizia.
ASSE 6 – Educazione alla legalità e prevenzione delle frodi
– Area di intervento: Promozione della cittadinanza responsabile nelle scuole e attivazione di campagne informative e di orientamento per prevenire truffe e frodi ai danni di anziani e soggetti vulnerabili.
Trattandosi di un atto programmatorio e di indirizzo a cui seguirà l’attuazione delle singole linee di azione attraverso successivi provvedimenti della Giunta regionale, accordi istituzionali, protocolli operativi e bandi pubblici.

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