Messaggi di gratitudine e stima, quelli arrivati all’Urp dell’Ast di Fermo, nei confronti del direttore della Chirurgia del Murri, dr. Silvio Guerriero, esteso a tutto il suo reparto, e al dr. Emanuele Caprioli.
Partiamo dal primo: l’encomio stato recapitato, tramite l’Urp, al reparto di Chirurgia, in particolar modo al suo primario, il dr. Silvio Guerriero: «Gentile Ufficio Relazioni con il Pubblico, desidero sottoporre alla Vostra attenzione un sincero elogio nei confronti del Reparto di Chirurgia dell’Ospedale A. Murri di Fermo, presso il quale sono stata recentemente ricoverata e sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza. Pur essendo residente nella provincia di Ancona e avendo la possibilità di rivolgermi a strutture ospedaliere più vicine, ho scelto di affidarmi al Vostro ospedale, una decisione che, alla luce dell’esperienza vissuta, si è rivelata la migliore che potessi prendere. In un momento particolarmente delicato della mia vita, ho avuto la fortuna di incontrare professionisti di straordinaria competenza, ma soprattutto di grande umanità. Desidero esprimere un ringraziamento speciale al Dott. Guerriero, che mi ha operata. Fin dal primo momento mi ha trasmesso serenità e fiducia grazie alla Sua disponibilità, alla gentilezza e alla capacità di spiegare ogni cosa con chiarezza, senza mai farmi sentire solo o semplicemente una paziente tra tante. Anche dopo le dimissioni, la Sua vicinanza e la certezza di poter contare su di Lui per qualsiasi necessità mi hanno fatto sentire costantemente seguita e protetta. Vorrei però che questo riconoscimento fosse esteso a tutto il reparto. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutto il personale che ho incontrato hanno dimostrato una professionalità impeccabile, un’organizzazione efficiente e, soprattutto, una rara attenzione alla persona. Ognuno, con il proprio ruolo, ha contribuito a rendere il mio percorso di cura il più sereno possibile, facendomi sentire accolta, ascoltata e rispettata. Purtroppo oggi si sente spesso parlare della sanità solo quando qualcosa non funziona. Per questo motivo ritengo sia doveroso segnalare anche le esperienze positive e riconoscere il valore di chi, ogni giorno, svolge il proprio lavoro con dedizione, competenza e autentico spirito di servizio. Sono convinta che un reparto così ben organizzato e umano sia anche il riflesso della qualità delle persone che lo guidano e che vi lavorano quotidianamente. Vi sarei grata se voleste trasmettere questo mio ringraziamento al Dott. Guerriero e a tutto il personale del Reparto di Chirurgia, affinché sappiano quanto il loro impegno sia stato importante e abbia lasciato in me un ricordo profondamente positivo. Con sincera riconoscenza».
A fine febbraio un professionista è stato preso in cura dal dr. Caproli presso la Chirurgia dell’Ospedale di Fermo: «Per episodi di rettorragia manifestatasi per alcuni giorni addietro non avendo trovato – si legge nella lettera del paziente – soluzioni e diagnosi pertinenti in strutture private. Debbo dare atto che il dr. Emanuele Caproli ha effettuato una diagnosi precisa ed immediata a cui è seguito un tempestivo trattamento risolutivo della patologia. La prontezza, la capacità e l’umiltà del dottor Caproli il quale mi ha contattato il giorno successivo per conoscere le mie condizioni di salute, mi hanno regalato stupore ed ammirazione per l’eccellenza della sua prestazione e per questo lo ringrazio per avermi risolto un problema che mi angosciava. Con profonda gratitudine la saluto con viva cordialità».

«Questa è la riprova che la professionalità dei nostri sanitari va ben oltre la cura – le parole del direttore Grinta – con due livelli, quello umano e quello professionale, che si uniscono. Un vanto e un motivo di grande orgoglio per la nostra Azienda e per tutto il Fermano. L’umanizzazione delle cure va oltre la diagnosi, l’intervento e la terapia, e porta in superficie le qualità anche umane di sanitari che prima di essere tali sono donne e uomini che vivono con empatia e passione il loro lavoro, oltre che con scrupolosità e preparazione. Di questo non smetteremo mai di ringraziarli perché sono un bene inestimabile per la sanità pubblica e per il territorio».

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