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Terremoto e sopralluoghi di agibilità,
prorogato al 13 marzo il termine
per le istanze dei Comuni

lunedì 27 febbraio 2017 - Ore 17:48
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Prosegue l’attività delle squadre di tecnici ed esperti abilitati per le verifiche di agibilità, sia con procedura AeDes (Agibilità e Danno in emergenza sismica), avviata fin dai primi giorni successivi alla scossa del 24 agosto, e sia con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto), attivata dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre. A ieri, sono complessivamente 117.482 i sopralluoghi di agibilità effettuati nelle regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo in 6 mesi, grazie all’impegno di oltre 6.000 tecnici: si tratta di professionisti appartenenti ai Consigli nazionali degli Ingegneri, Architetti, Geometri e Geologi impiegati a titolo volontario, nonché di tecnici dei centri di competenza del Dipartimento, delle Regioni, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Nella giornata di oggi sono operative sui territori 152 squadre per i sopralluoghi, a cui si aggiungono 13 tecnici impegnati nel supporto ai centri di coordinamento.

Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, sono state acquisite e digitalizzate 48.904 schede AeDes, tra edifici pubblici e privati: di queste, 2.203 hanno riguardato edifici scolastici (66% agibili, 6% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilità); quasi 1.800 hanno riguardato altri edifici pubblici (45% agibili, 22% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilità). Su quasi 45mila edifici privati, il 45% è risultato agibile, a cui si aggiunge un 6% di edifici che non risultano danneggiati ma sono inagibili per rischio esterno, mentre il 29% è stato dichiarato inagibile e i restanti hanno avuto esiti di parziale o temporanea inagibilità.

Le squadre attivate con procedura FAST a partire dai primi di novembre, in seguito alle forti scosse di fine ottobre, hanno condotto ad oggi 68.578 sopralluoghi sui soli edifici privati. Di queste ultime, 54.177 hanno consentito l’attribuzione dell’esito: di agibilità per il 57% degli esiti attribuiti, a cui si aggiunge un 3% di edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano non utilizzabili per solo rischio esterno, mentre il 40% ha dato esito di non utilizzabilità per temporanea, parziale o totale inagibilità. Sono invece 14.401 gli edifici per i quali le squadre non hanno avuto la possibilità di accedere agli immobili o sono comunque necessari ulteriori sopralluoghi. Il numero di edifici interessati e le percentuali degli esiti di valutazione del danno, però, variano significativamente nelle quattro regioni interessate.

In particolare, nelle Marche, su 31.396 verifiche FAST su edifici privati, sono 25.963 le verifiche per le quali è stato attribuito l’esito: risultano 11.780 edifici agibili (45,4% degli esiti), 892 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 13.291 “non utilizzabili” perché danneggiati.

Il protrarsi della sequenza sismica – che dal 24 agosto ha fatto registrare oltre 57mila scosse, di cui nove di magnitudo pari o superiore a 5 -, ha più volte incrementato il numero delle richieste di sopralluogo: per questa ragione, la stima dei sopralluoghi ancora da effettuare, che alla data del 18 gennaio era di circa 91mila, è in aggiornamento. Per venire incontro alle richieste delle amministrazioni comunali, una nuova circolare ha prorogato alla data del 13 marzo il termine per la presentazione delle istanze di sopralluogo di agibilità accompagnate da perizia asseverata.


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