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“Voglio una Destra che torni
ad ascoltare i cittadini”
: Putzu traccia la linea, tra lavoro e immigrazione

mercoledì 1 marzo 2017 - Ore 11:35
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Giorgia Meloni e Andrea Putzu

di Andrea Braconi

È ancora vivo in Andrea Putzu il ricordo di quel giugno 2013, quando il suo sogno di diventare sindaco di Porto Sant’Elpidio si fermo al ballottaggio. Sfiorò l’impresa, l’esponente della destra locale, ma Nazareno Franchellucci lo superò sfiorando il 56% dei voti.

L’anno dopo, per un’indagine che riguardava un aspetto marginale del suo ruolo di consigliere provinciale, lasciò l’assise comunale. Nel frattempo è diventato padre, ha avuto qualche problema di salute fortunatamente risolto, ha continuato a gioire per la sua Juventus, ma quell’amore viscerale per la politica non è stato mai scalfito. Nonostante tutto e nonostante i profondi cambiamenti della scena locale e nazionale.

“Sono sempre un dirigente nazionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, grazie alla nomina dell’amica Giorgia Meloni, alla quale mi lega un’amicizia sin dal 1999 ovvero da quando mi iscrissi attivamente ad Azione Giovani, che era il Movimento Giovanile di Alleanza Nazionale. Oggi, oltre alla politica, ho un figlio che sta crescendo e ha già 3 anni, ovviamente spero di essere un buon padre e di saperlo educare bene. Oltre alla politica che da sempre mi appassiona, gestisco insieme a mio fratello 3 Comunità Alloggio per Anziani e due Centri Diurni per Anziani a Porto Sant’Elpidio ed è un lavoro fantastico, perché lavorare con gli anziani è veramente qualcosa di affascinante ed anche divertente: loro sanno trasmetterti anche umorismo e ti donano molta saggezza.”

Un momento della campagna elettorale del 2013 a Porto Sant’Elpidio

Che situazione vive la destra, sia a livello nazionale che locale?

“La destra a livello nazionale oggi più che mai ha bisogno di rinnovare e la Meloni, parlando di temi importanti, sta cercando di dare risposte serie ai cittadini che oggi si sentono abbandonati dalla politica. Giorgia Meloni sta facendo molto bene e la reputo la persona più seria e capace per rappresentare al meglio la destra e il centrodestra a livello nazionale. A livello locale a volte prevalgono i personalismi, ma è anche vero che nel centrodestra non sempre si riesce ad andare uniti. Sicuramente la politica di oggi non ha saputo creare una nuova classe dirigente, mi riferisco a tutti i partiti dove prevalgono giovani arrivisti che, senza fare un giorno di militanza, già hanno nomine ma senza avere un serio percorso all’interno del partito. Oggi manca la militanza e la formazione politica, che poi si ritroveranno anche un domani all’interno delle amministrazioni dove si governa, o all’interno dei Consigli comunali quando si fa anche opposizione.”

E cosa sta accadendo dentro Fratelli d’Italia?

“Abbiamo un coordinatore provinciale, Giorgio Marcotulli, che è un giovane preparato, serio e che ha fatto militanza all’interno del partito senza mai chiedere nulla. Si è messo sempre a disposizione anche degli altri partiti a Porto Sant’Elpidio, studiando con grande capacità atti amministrativi e dimostrando di non avere rivali sotto questo aspetto. Sono contento che anche la Lega si stia allargando in diversi Comuni del territorio della nostra provincia e sono certo che si possa fare un bel lavoro insieme, spiegando ai cittadini quali sono le nostre proposte per l’Italia del futuro.”

Alla luce della continua frammentazione a sinistra, lungo quale percorso potrebbero incanalarsi i vostri rapporti con Lega e Forza Italia?

“Quando si frammentano i partiti di certo non è una bella situazione, perché significa che qualcosa all’interno non ha funzionato. E’ stato così per il Popolo della Libertà prima ed ora lo è per il Partito Democratico. Sicuramente, quando all’interno dei partiti ci sono varie correnti di pensiero, non sempre si dibatte come prima, non sempre c’è una maggioranza e una minoranza che discutono su temi importanti e quando un pensiero prevale a maggioranza la minoranza si adegua. Quando è nata Fratelli d’Italia ricordo che andai a parlare con Giorgia Meloni, io ero appena uscito dal Popolo della Libertà dicendole che anche lei poteva farlo e doveva fare un partito perché il Popolo della Libertà non rappresentava più quel nostro mondo che proveniva da Alleanza Nazionale, che i vertici avevano paura di lei che preparandosi alle primarie del partito (che non vennero fatte) si sarebbe scontrata con Alfano (allora delfino di Berlusconi). Ma per paura di una possibile vittoria della Meloni hanno preferito non far scegliere il futuro leader dell’allora Popolo della Libertà. In quel partito è mancata la democrazia, non sceglievano i cittadini o gli iscritti ma sceglievano solo pochi. A distanza di pochi mesi dalle elezioni politiche Giorgia Meloni e Guido Crosetto fondarono un nuovo partito, che oggi riscuote consenso e che sta crescendo a vista d’occhio.”

Manca la Lega, che con Salvini è cresciuta molto in questi anni.

“Per quanto riguarda la Lega, abbiamo ottimi rapporti sia a livello nazionale che a livello locale, mentre per Forza Italia è un po’ diversa la situazione: nel Fermano non ci siamo mai confrontati con la coordinatrice provinciale che, tra l’altro, ho notato che ha creato spaccature nel suo partito. Spero però che risolva al più presto questi problemi interni.”

Su quali temi specifici deve orientarsi la destra in un mondo in continua trasformazione?

“La destra deve parlare il linguaggio del popolo, con chiarezza e senza ambiguità. Giorgia Meloni lo sta facendo bene e sono certo che rappresenterà le esigenze di moltissimi italiani. Sul tema dell’immigrazione credo che siamo stati chiari nel dire che non vogliamo più essere il contenitore dei sedicenti rifugiati politici dell’Unione Europea. Poco o nulla si è fatto sul mercato del lavoro perché vediamo come il nostro territorio, prevalentemente calzaturiero, sta rischiando il collasso a causa delle sanzioni alla Russia ma anche a causa delle troppe tasse che pagano le aziende. Chi governa dovrebbe ridurre le tasse per dare la possibilità di creare più posti di lavoro. Per noi giovani che facciamo politica vedere nostri coetanei che sono costretti ad andare all’estero per trovare lavoro, rappresenta un fallimento della politica italiana. E chi può fare le leggi oggi se ne frega di questo problema serio.”

Andrea Putzu e Nazareno Franchellucci

Problematiche di ordine economico che si intrecciano ad altre di carattere sociale.

“Vediamo che sta aumentando la soglia di povertà e qualcosa significa che non ha funzionato. Molte famiglie italiane sono in fila alla Caritas per mangiare, altri italiani che si vergognano di chiedere aiuto magari si suicidano: quindi, è ora di dare delle risposte dando la priorità alle famiglie che da tanti anni sono in Italia. Vedo giovani che non riescono a comprare una casa e magari non possono avere una casa popolare della città dove sono nati e cresciuti, perché in base alla legge regionale la precedenza ce l’ha l’immigrato che ha più figli…Non voglio passare per razzista, perché non lo sono e conosco tantissimi extracomunitari che sono venuti diversi anni fa e che, integrandosi, oggi sono parte del nostro tessuto sociale. Ma non possiamo nascondere un dato di fatto: oggi c’è razzismo verso gli italiani che non si sentono tutelati. La destra, ovviamente, deve guardare all’interesse degli italiani, delle piccole e medie imprese che sono una percentuale importantissima della nostra Nazione, deve tutelare la sicurezza di chi vive o viene in Italia perché oggi, più che mai, ci vuole la certezza della pena.”

È innegabile – e i dati lo certificano – che la fiducia degli italiani nei confronti della politica e delle istituzioni sia crollata in maniera repentina. E che contestualmente sia cresciuta una forza come il Movimento Cinque Stelle.

“La gente è stufa e delusa dalla politica. È vero che al Referendum costituzionale moltissimi cittadini si sono recati alle urne per dare un segnale forte, per dire che anche loro vogliono votare perché farlo è un diritto. Non dimentichiamoci che i cittadini non votano i propri rappresentanti in Parlamento dal 2013, nonostante siano cambiati diversi Governi, grazie a parlamentari che sono stati eletti in una coalizione ed oggi fanno parte di un’altra coalizione. E questo non deve succedere. In più, le liste bloccate hanno fatto perdere il polso del territorio a molti parlamentari, perché anche se non rappresentano i cittadini tanto vengono eletti lo stesso perché gli stessi elettori non esprimevano una preferenza ma barravano il simbolo, senza sapere o conoscere il nome di chi li avrebbe rappresentati in Parlamento. Grazie a questo molti del Movimento Cinque Stelle sono diventati parlamentari senza farsi conoscere dai cittadini. E proprio grazie al malcontento che sono riusciti a raccogliere. Solo che poi, quando si tratta di trasformare il malcontento dei cittadini facendo opposizione in proposte di governo di diverse città vediamo che regna l’incompetenza e la non capacità di saper governare un Comune. Basta guardare Roma, dove la Raggi non è ancora riuscita a fare qualcosa di utile per i cittadini romani, dove nomina assessori e gli stessi assessori si dimettono in un batter d’occhio. La stessa Raggi che contestava Alemanno e il Pd quando va al Governo della città nomina Marra come suo braccio destro e come assessore un ex dirigente del Pd di Roma… Tutto questo fa capire che manca la formazione politica, che molti che militano nel M5S non conoscono le basi della politica e si candidano a governare le città dimostrando incompetenza. Purtroppo, anche nel Movimento 5 Stelle manca la partecipazione e il dibattito, quello che dice Grillo è legge e molti cittadini che sceglievano prima il M5S nel 2013 oggi non li votano più: mi riferisco ai molti elettori di destra che erano giustamente delusi dal Popolo della Libertà e che oggi noto con piacere vanno a votare per Fratelli d’Italia, perché si sentono rappresentati da una leader giovane, preparata e capace come la Meloni. Ecco, se tutto il centrodestra a Roma avesse appoggiato Giorgia oggi avrebbe governato il Comune e devo ammettere che lei ha subito lo stesso torto che ho subito io nel 2013, quando soli contro tutti abbiamo rischiato di vincere le elezioni e per la prima volta nella storia qualcuno del centrodestra avrebbe potuto governare una città che ancora continua ad essere la roccaforte del Pd. Un ultimo passaggio, sempre sui Cinque Stelle, quelli che chiedono le dimissioni quando sono indagati esponenti degli altri partiti ma che sono garantisti quando vengono indagati quelli del loro Movimento: un ottimo esempio di coerenza, non c’è che dire!”

Fatto questo lungo excursus sui cambiamenti del quadro politico nazionale, torneresti a quel tuo 2013?

“Non voglio negare che per me quella del 2013 è stata la campagna elettorale più bella fatta nella mia vita politica, dove ho visto una partecipazione straordinaria, dove ho avuto modo di rappresentare i cittadini e sono stato in grado di fare le mie scelte senza essere condizionato dal padrone politico o economico di turno. Spero che i giovani di oggi che si candidano a fare i consiglieri o i sindaci siano liberi da condizionamenti, ascoltando solo i cittadini.”


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