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Adotta una Stalla e la ricostruzione:
gli errori della Regione e le possibilità
di far tornare a vivere i Sibillini

domenica 5 marzo 2017 - Ore 17:34
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Per il box di Aschio (leggi qui) manca veramente poco e poi l’opera sarà completa. Nonostante il maltempo e alcune piccole complicazioni di carattere tecnico, il montaggio della struttura da parte dei circa 20 promotori del progetto Adotta una Stalla prosegue senza sosta.

Ma la concentrazione è tutta per la fase 2, quella della ricostruzione, come ci spiega Rossano Orsili, intercettato a Tipicità.

“Stiamo proponendo il nostro progetto ad enti, istituzioni e fondazioni, oltre che associazioni. Ribadisco ancora una volta che non chiediamo soldi, ma presentiamo problematiche di allevatori che non hanno ancora ricevuto nulla e soprattutto non hanno trovato una soluzione al problema delle stalle. Istanze che presenteremo a soggetti che potranno direttamente finanziare le opere, in una sorta di rapporto diretto. Noi ci limitiamo a fare da tramite per intervenire, oltre che seguire tutto l’iter: le strutture, infatti, devono essere autorizzate e fatte bene in quanto definitive”.

Cresce la protesta degli allevatori dei Sibillini, che ai tunnel preferisco strutture in legno.

“La Regione ha sbagliato a puntare sui tunnel e purtroppo continua a farlo. Abbiamo avuto la certezza che non sono adatti per il territorio, le abbiamo viste crollare sotto la neve, le abbiamo viste rovinate dal vento. E soprattuto costano come quelle definitive in legno, oltre ad avere un pessimo impatto da un punto di vista estetico ed ambientale. Non capisco come si continui a sbagliare, ma credo ci sia la possibilità di rimediare: purtroppo e per fortuna ne sono state realizzate poche rispetto a quelle necessarie. E so da fonti certe che anche all’interno della stessa Regione il dibattito è aperto.”

Avete accennato anche ad una fase 3 di Adotta una Stalla.

“La stiamo già programmando ed è quella di riportare le persone sui Sibillini. I cittadini devono rivivere quei luoghi, nonostante le difficoltà legate alla presenza di zone rosse e di strade ancora inagibili. L’attenzione va mantenuta alta, in modo tale da evitare che queste persone vengano abbandonate. La nostra sensazione è questa, ma faremo di tutto per evitarlo.”


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