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Lettere al direttore, ospedale di Amandola: l’adeguamento antisismico è la scelta giusta

martedì 14 marzo 2017 - Ore 17:19
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di Claudio Mecozzi, architetto

Claudio Mecozzi

Il recupero dell’ospedale di Amandola attraverso un progetto di adeguamento antisismico è la scelta corretta rispetto all’ipotesi di un nuovo presidio sanitario a Pian di Contro. A fronte della disgrazia del terremoto ristrutturare l’ospedale esistente può e deve costituirsi un opportunità per un rilancio dell’intero centro storico della città. Fare invece la scelta del nuovo in tutt’altra zona significa andare incontro al declino e al degrado, quale esito di un problema irrisolto che peserà negativamente e pesantemente sul futuro della città. Mi chiedo infatti quale sia il criterio che suggerisce di lasciare l’ospedale di Amandola all’abbandono? Perchè di questo si tratta;che ne faremo di questo importante patrimonio immobiliare lasciato all’incuria? Cosa diventerà?

La ristrutturazione del nosocomio esistente potrà esser distribuita nello spazio e nel tempo attraverso due o più lotti funzionali consentendo il recupero dei servizi sanitari principali nel tempo più breve e con i minori costi per unità di superficie. Dell’intero complesso ospedaliero ad essere maggiormente danneggiato è l’ampliamanto realizzato negli anni ottanta dove a fronte del buon comportamento della struttura portante in cemento armato i muri di tamponamento hanno in molte parti ceduto. Minori sono i problemi del corpo di fabbrica a sud-est anch’esso con ossatura in cemento armato costituente l’ampliamento più recente.

Il nucleo centrale dell’ospedale risale invece ai primi del novecento; realizzato con una buona qualità muraria ha ben resistito al sisma e non presenta problemi di ribaltamento delle facciate. Da considerare parte integrante del complesso ospedaliero è l’adiacente chiesa medievale che non ha subito danni gravi; potrà esser facilmente restaurata e collegata opportunamente con un percorso pedonale al complesso ospedaliero. L’ospedale di Amandola è posto all’estremità nord della collina dove sorge la città storica e stabilisce con essa un rapporto vitale, simbiotico.Le norme di igiene edilizia hanno da sempre consigliato luoghi di altura per gli ospedali per un più favorevole ricambio dell’aria;il nosocomio di Amandola rispetta questa indicazione che resta valida anche oggi.

Recuperare l’ospedale di Amandola nell’ambito di una riqualificazione complessiva di quell’area urbana significa fare di necessità virtù. L’intervento dovrà essere occasione per l’ammodernamento della viabilita a cominciare dal collegamento tangenziale con Rustici. Far ripartire i servizi e rilanciare l’economia per un territorio colpito dal sisma come quello dell’area dei Sibillini significa individuare volta per volta lo specifico complesso di risposte necessarie da integrare e mettere in sinergia tra loro. Nel governo del territorio e delle città far fronte solo al contingente procedendo per compartimenti stagni costituisce quasi sempre uno spreco di risorse ed un danno irreversibile. Intervenire in modo lungimirante e virtuoso non costa di più ma costa meno perchè significa anzitutto non depauperare il patrimonio esistente.

Per questo la “cifra” degli interventi sulla città e sul territorio si chiama oggi anzitutto recupero e trasformazione dell’esistente.Va evitato il consumo indiscriminato di suolo così come le commistioni tra servizi collettivi ed attività produttive quando insistono ossessivamente sulla medesima area a motivo del miglior collegamento. I giusti collegamenti viari dove non ci sono e sono necessari bisogna farli;non esistono alternative. Gli edifici collettivi richiedono collegamenti e servizi adeguati alla mobilità carrabile e pedonale. Non si tratta tanto di fare nuove strade ma di ammodernare quelle esistenti portandole agli standard attuali. La strada di collegamento tra la Fermana-Faleriense e Rustici lambisce la zona sottostante l’ospedale ed il centro storico di Amandola; una volta ammodernata consente in quelle aree la realizzazione di un parcheggio al servizio del nosocomio e della città vecchia.Due acensori e sicuri percorsi pedonali potranno collegare il parcheggio con l’ospedale e il centro storico.

Risiedere nell’antico centro di Amandola potrà così risultare non più penalizzante; si potrà parcheggiare sotto l’abitato e raggiungere a piedi in sicurezza la propria abitazione. Il centro storico che stenta a rilanciarsi una volta dotato degli opportuni servizi alla mobilità potrà riprender vita ed il recupero del patrimonio edilizio esistente sarà incentivato. Gli edifici antichi realizzati in muratura possono resistere ai terremoti fornendo le sufficienti garanzie di sicurezza a patto di restaurarli con giusto criterio. L’intervento di restauro dovrà di volta in volta essere il più opportuno per la specifica costruzione muraria privilegiando la continuità dei materiali e delle tecniche in modo da consentire un comportamento omogeneo dell’edificio in caso di sisma. L’ospedale di Amandola con struttura in cemento armato si presta meglio della muratura ad essere consolidato con i moderni materiali strutturali quali ad esempio le fibre di carbonio. I criteri di intervento possono esser diversi;può esser ad esempio pensato un cappotto strutturale posto all’esterno dell’edificio;una versione definitiva del sistema provvisorio di messa in sicurezza in uso dai Vigili del Fuoco. con le fasce tirantate in poliestere .

Se dopo la scossa del 24 Agosto qualche autorevole voce non ha esitato ad affermare che sarebbero bastati sei mesi di lavoro per riparare i danni dell’ospedale di Amandola possiamo presumere ragionevolmente che dopo la scossa del 30 Ottobre i danni alle tamponature potranno esser raddoppiati e stimare il recupero degli stessi in dodici mesi
di lavoro effettivi .Il complesso ospedaliero di Amandola è dotato di una superficie più che doppia rispetto a quella ipotizzata per il nuovo presidio di Pian di Contro, questo consente nel tempo la possibilità di incrementare i servizi sanitari nella misura in cui se ne presenterà la necessità e l’opportunità. Il complesso ospedaliero di Amandola si costituisce quale presidio ospedaliero di base ben allocato da ogni punto di vista e dotato degli ambienti necessari per ospitare correttamente tutti i servizi sanitari di carattere primario nonchè quelli di carattere complementare ma sempre più necessari come la Residenza Sanitaria Assistita.


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