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La capolista Fermana va in fuga
e sembra irraggiungibile

martedì 21 marzo 2017 - Ore 01:11
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La spettacolare coreografia della curva Duomo. Poche piazze della D possono vantare un tifo simile

FERMO – I “Muri Fermani” hanno bloccato anche il Matelica, la 27° tappa della Serie D è stata vinta, con un bello strappo in salita, dalla squadra gialloblù che nella classifica generale ha compiuto un passo importante verso la vittoria finale. 11 e 12 punti di vantaggio sulle prime due inseguitrici sembrano un divario difficilmente colmabile. Per essere raggiunta la capolista dovrebbe non vincere quattro delle sette partite che restano, compreso l’ultimo scontro diretto che rimane da giocare (contro la Vis Pesaro, tra due domeniche a Fermo), e contemporaneamente almeno una tra Vis e Matelica dovrebbe vincere sempre.

Lo dice anche il buon senso, perché la Fermana anche domenica, in un match molto difficile, con l’iniziale vantaggio ospite, ha dimostrato personalità, unità d’intenti tra tutti i giocatori e i reparti, nonché ottima condizione fisica, riuscendo a rimontare (è la terza volta nelle ultime quattro gare), concedendo e rischiando pochissimo, anzi avvicinandosi diverse volte al 3-1. Visto il derby di domenica, è difficile immaginare proprio adesso un tracollo. L’unico neo: forse il troppo nervosismo, come contro l’Agnonese, ipoteticamente per la tensione agonistica e la concentrazione.

Il Matelica si è dimostrato squadra di forti individualità, giocatori con l’aria di marpioni che potrebbero stare anche in categoria superiore. Però, come ha detto l’allenatore ospite Mecomonaco al termine della sfida, ai biancorossi è mancata l’unità d’intenti nel corso del campionato e la partita di ieri ne è stata la proiezione: tanti solisti, ma il calcio è un gioco di squadra.

La coesione invece è stata l’arma in più dei gialloblù da quando è iniziata la serie initerrotta di 12 vittorie intervallate da due soli pareggi (a Fermo con la Sammaurese e a San Marino). L’ultima sconfitta è stata proprio con il Matelica, per 3-0, il 23 novembre (rinvio post sisma) al termine della quale la Fermana era al 5° posto e i biancorossi al 1°. Poi la rimonta con un duello simile a quello del 2012 che portò le due squadre a contendersi la coppa regionale, vinta dalla Fermana.

Festeggiamenti davanti ai vari settori dello stadio a fine gara

I gialloblù oggi sono una realtà compatta, ogni giocatore in possesso di palla trova subito un compagno che si avvicina e pronto ad aiutarlo, tutti seguono il gioco. Non si ricorda da tempo una Fermana giocare così bene. Merito di chi scende in campo, ma anche del mister, che azzecca anche le sostituzioni: domenica Cremona e Valdes sono stati determinanti. Per il bomber nativo della Lombardia è l’8° centro in stagione (di cui 2 rigori, più uno sbagliato contro il S.Nicolò). Molinari invece sale al posto di vicecannoniere del girone con 13 reti (di cui 3 su rigore, più un penalty sbagliato a Civitanova) dietro soltanto a Pera e Costantino. Per Valdes il primo gol arriverà presto.

Una parola anche per i giovani: il terzino rumeno ’98 Ispas è cresciuto e maturato assai da inizio stagione, ieri ha saputo tenere a bada ospiti scomodi sulla sua fascia ed è riuscito anche a trovare il modo di proporsi. Il suo sinistro fa già parlare di sè da corner e punizioni. L’altro terzino, di due anni più grande, è una conferma in quanto a sicurezza forza fisica, come lo è il centrocampista senegalese Mane che già la scorsa estate, nelle prime apparizioni, fu subito soprannominato “il Pogba della Fermana”, non era un fuoco di paglia e nel frattempo ha fatto anche un gol.

Da sinistra bomber Cremona e capitan Comotto, per loro festa doppia: per la vittoria contro il Matelica e per quella del papà

Curiosità: Mecomonaco fin’ora aveva vinto a Fermo tre volte su tre (allenava Sulmona, Civitanovese e lo scorso anno Recanatese), quindi un piccolo tabù è stato sconfitto. Valentini per la seconda volta, dopo quella di Pesaro, ha parato un rigore concesso contro la Fermana dall’arbitro Gianpiero Miele di Nola, anche se questa volta c’è stata la ribattuta in rete.

Ora mancano due difficili tappe nella corsa verso il traguardo: la trasferta a Campobasso, una delusa che punta a raggiungere quanto prima la quota salvezza, poi l’ultimo scontro diretto contro la Vis. Dopo di che la corsa potrebbe andare in discesa. L’allenatore Flavio Destro attende la matematica per festeggiare e fa bene, però mantenendo l’attuale vantaggio di classifica la promozione aritmetica potrebbe arrivare addirittura a casa di mister Stefano Protti (Sammaurese, terzultima gara in calendario) e sarebbe un suggello perfetto visto il suo legame con i tifosi fermani e lo strisicione di ieri in curva che citava una sua frase: “Sono trascinati dal cuore di un popolo”. Altrimenti ci sarà da attendere l’ultima partita in casa contro Alfonsine, poco male.

Paolo Bartolomei


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