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Le “Metodologie didattiche innovative”
alla scuola dell’infanzia Molini Tenna

SCUOLA - Dall'istituto: "La nostra realtà è una scuola che prova ad imparare a progettare partendo dal presupposto che ogni bambino ha sempre una serie di competenze da sviluppare e dobbiamo iniziare percorso dalla scuola dell’Infanzia"
lunedì 27 marzo 2017 - Ore 13:36
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“La scuola dell’Infanzia Molini Tenna appartenente all’Ic da Vinci Ungaretti – fanno sapere dalla scuola – è una scuola che crede nelle Metodologie didattiche innovative. Per promuovere un’attività educativo-didattica realmente efficace, si necessita della continua sperimentazione di ‘nuovi modi di fare scuola’. Questo richiede alle insegnanti una forte flessibilità e anche il ‘rimettersi in gioco’, adattando continuamente il proprio modo di insegnare per stare al passo con i tempi, considerando le più diversificate esigenze dei bambini di oggi. Per questo è necessario applicare metodologie educativo-didattiche valide ed efficaci nel promuovere da una parte l’apprendimento degli alunni e, dall’altra, il loro benessere emotivo-motivazionale nello stare insieme a scuola. Alcune delle iniziative formative del plesso sono orientate:
– alle pratiche teatrali utili a favorire il superamento dei problemi che accompagnano la crescita del bambino. L’attività teatrale è un valido strumento educativo perché mette al centro del processo formativo il bambino considerandolo come persona, dotato di sfera emotiva e di capacità creative che spesso vengono represse. Le insegnanti organizzano in orario extrascolastico “lezioni aperte” dove i genitori sono invitati a partecipare e ad osservare i propri figli che drammatizzano fiabe, serenamente, prendendo coscienza del proprio mondo interiore e del rapporto con il proprio corpo, imparando ad esercitare un controllo delle proprie emozioni superando difficoltà ed insicurezze.

– La classe virtuale: attivata nel plesso viene promossa una attività di consolidamento / potenziamento. L’obiettivo è il rafforzamento delle abilità linguistiche, logicomatematiche, oculo manuali e soprattutto coinvolgere le famiglia in un percorso di accompagnamento del bambino in alcune attività didattiche. Tutte le attività sono presentate precedentemente a scuola e i bambini possono nel pomeriggio ritornare sull’esercizio “aprendo” con mamma o papà la loro classe virtuale. E come sempre sosteniamo….giocando si impara.
– Autovalutazione: abbiamo iniziato ad affrontare questo problema insieme ai bambini di 5 anni. Ogni bambino compie un breve percorso auto valutativo rispetto a diverse attività scolastiche. Sono state realizzate delle palette con disegnate delle smiles (giallo : mi piace – rosso: non mi piace ) Lo strumento autovalutativo da parte degli allievi nella Scuola dell’Infanzia è portatore di ricchezza conoscitiva sia per gli alunni stessi (aumentano il proprio livello di autostima perché si rendono conto che sanno fare delle cose) sia per le insegnanti (è uno strumento di valutazione formativa che permette di rivedere la propria didattica e di migliorarla).
– “Piccoli sbandieratori”: nella scuola d’infanzia tutte le attività motorie rappresentano un elemento importantissimo per la progettazione degli interventi educativi e didattici. Qualsiasi attività motoria (in campo educativo) si struttura come un insieme di azioni che, basandosi sul dialogo corporeo e sulla comunicazione tonica, mira a favorire l’organizzazione motoria, stimolando nei bambini l’interiorizzazione e la programmazione delle tappe dello sviluppo
psicomotorio.

Settimanalmente un esperto sbandieratore viene a scuola e attraverso l’uso della bandiera i bambini apprendono schemi motori e posturali, la lateralità, la coordinazione, l’equilibrio le regole, collocazione in diverse posizioni in rapporto ad altri. In quest’ottica, la scuola dell’infanzia si può considerare contesto educativo ricco e sollecitante. La nostra realtà è una scuola che prova ad imparare a progettare, attivare, monitorare e ri-progettare pratiche significative sfidanti, sul piano dei contenuti, delle strategie educativo-didattiche, delle modalità di partecipazione, dell’organizzazione degli spazi e della strutturazione dei tempi, e via discorrendo, partendo dal presupposto che ogni bambino, anche quello più giovane, ha sempre una serie di competenze da sviluppare e dobbiamo iniziare percorso dalla scuola dell’Infanzia”.


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