facebook twitter rss

Verde Mare, Cna: “Una soluzione per salvare il lavoro e l’economia di un intero quartiere”

lunedì 27 marzo 2017 - Ore 12:38
Print Friendly, PDF & Email

di Paolo Paoletti

Preoccupa il futuro di una stagione turistica senza il campeggio Verde Mare. Dopo la presa di posizione di molte associazioni di categoria del territorio, questa mattina anche CNA ha detto la sua in merito al sequestro del campeggio che vanta 170 mila presenze annuali. Un’analisi che parte dal rispetto per il lavoro della magistratura ma che allo stesso tempo non può non tener conto degli innumerevoli risvolti negativi sul mondo del lavoro e sul quartiere di Marina Palmense.  La conferenza stampa si è tenuta in una delle strutture ricettive simbolo del quartiere, il residente Crirò, a conferma della vocazione turistica.

” L’auspicio – ha esordito il direttore Cna Alessandro Migliore – è quello di trovare una soluzione per tutti. Abbiamo bisogno di poter contare su una delle eccellenze territoriali turistiche come il Verde Mare. Insieme alle altre associazioni di categoria abbiamo portato questo problema al centro del tavolo per lo sviluppo e la competitività e a breve incontreremo i vertici della Regione. Si spera almeno di trovare una soluzione temporanea e poter intervenire poi per sanare una situazione normativa che non rende paritaria la situazione rispetto agli altri campeggi che lavorano in modalità simili. All’incontro avuto ieri a Porto San Giorgio (leggi l’articolo) è stato chiesto di rivedere la normativa”.

A tracciare la fotografia di quello che è oggi il quartiere fermano di Marina Palmense è stato Giuliano Rocco, responsabile sindacale Cna. “A Marina Palmense abbiamo circa 60 imprese tra commercio, artigianato, produzione e servizi. Questi ultimi rappresentano il 57% per circa 200 occupati. Il fatturato complessivo  supera i 2 milioni e mezzo di euro. Abbiamo poi 21 imprese, 14 imprese femminili e 5 realtà giovanili. Un quartiere che conta 802 abitanti di cui 379 maschi e 423 femmine. C’è anche una piccola realtà di 16 stranieri residenti (14 femmine e 2 maschi). 325 è il numero delle famiglie e 309 le persone di Marina Palmense che risultano occupate”.

“In questo scenario  – spiega Rocco – la chiusura del Verde Mare è un grosso danno per l’intera economia. A Torre di Palme abbiamo 176 abitanti di cui 74 occupati e  27 imprese commerciali soprattutto turistiche per 80 occupati. Le ripercussioni di questa chiusura saranno drammatiche. E’ giusto che la magistratura faccia il suo corso, ma è quanto mai importante tenere conto di questa situazione”. In rappresentanza della Cna anche Luciana Testatonda.

A confermare le preoccupazione di Rocco anche Tiziano Achei dell’associazione commercianti e attività produttive di Marina Palmense: “Chiudere una struttura da 170 mila presenze significa far collassare il sistema turistico. Ne risentirà tutto il sistema di Fermo:  turismo, lavoro.  Già molti investimenti in vista dell’estate si sono fermati. Un anche ambientale e sociale. Basti pensare che il campeggio abbandonato diventerà una terra di conquista di vandali, sciacallaggio, per non parlare del deterioramento dei materiali. Bisogna ragionare e trovare una soluzione adatta. In un prossimo futuro tutto il territorio fermano sarà colpito da un calo turistico importante e non solo Marina Palmense. Un disagio esteso anche a Torre di Palme.  Chiudendo il Verde Mare chiuderanno altre attività commerciali della zona, purtroppo questa è quasi una certezza”.

Fabrizio Andrenacci è uno degli operai che al Verde Mare lavorava: “Siamo di fronte ad un indotto di enorme importanza. 170 mila ospiti annuali, 60 dipendenti. Se si aggiungono anche quelli delle attività commerciali interne si arriva a cento persone. Una struttura che paga 750 mila euro di stipendi. Come si fa a rinunciare ad una capacità retributiva così importante per questo territorio? Ci sono circa 30 giovani animatori che vengono a lavorare da noi per pagarsi gli studi. E ancora operai, commercianti, artigiani che collaborano con il campeggio (vetrai, mezzi di scavo, elettricisti, idraulici) tutte figure del territorio che perderanno reddito. Ci sono i campeggiatori che hanno investito i loro soldi e si trovano vincolati da un sequestro preventivo. Non parliamo di elite, ma di piccoli pensionati, famiglie che hanno fatto sacrifici per le loro vacanza.  Abbiamo chiesto una mano, un commissario, speriamo che questa richiesta venga accolta. Non possiamo fare altro che attendere e pregare”.

Andrenacci che aggiunge: “A Marina Palmense non abbiamo niente, giusto un farmacista un dottore e il parroco. In questo modo rischiamo di far tornare il quartiere al Medio Evo. Non vogliamo che nel cuore di Marina Palmense sorga una selva terra di nessuno. Chiediamo alle autorità di non abbandonarci”.

Al grido dei lavoratori si aggiunge anche quello dei sindacati. Eugenio Zallocco della Uil, assente per altri impegni, ha pero inviato una lettera di vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici spiegando come: “Di fronte alla conferma del sequestro dell’area e l’assenza di spiragli per il futuro l’esito finale appare scontato, ovvero il licenziamento di tutto il personale con indennità di disoccupazione per un certo periodo mentre per gli stagionali non rimane niente. Si metta al primo posto la questione sociale: la salvaguardia dei posti di lavoro”

Giuliano Paradisi infine è un artigiano del posto ma anche presidente della squadra di calcio Asd Gs Palmense: “Verde Mare è  il nostro sponsor, da sempre vicino alle realtà locali. Da cittadino di Marina Palmense non riesco a immaginare un’estate senza questa struttura. Un quartiere che con il periodo estivo si tira un po’ su ma così avrà un’enorme difficoltà”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page
Caricamento..


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


Caricamento..
X