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Marche, in una generazione scomparsi 160.000 ettari di terreno agricolo

CONSUMO DI SUOLO - Nel 1990 la superficie agricola ammontava a 749.000 ettari, un quarto di secolo dopo si è scesi a 589.000 ettari, il 21% in meno
sabato 22 aprile 2017 - Ore 13:09
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Nello spazio di una generazione sono scomparsi nelle Marche 160mila ettari di superficie agricola, per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato. E’ l’analisi della Coldiretti regionale divulgata in occasione della Giornata della Terra, l’Earth day che si celebra il 22 aprile in tutto il pianeta. Se nel 1990 la superficie agricola ammontava a 749.000 ettari, un quarto di secolo dopo si è scesi a 589.000 ettari, il 21% in meno.

La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, occorre difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola. Una esigenza che si estende a livello comunitario dove la task force formata da ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, LIPU, Slow Food e WWF e altre 500 associazioni promotori di “People4Soil” che hanno aderito al network europeo (www.salvailsuolo.it) hanno lanciato l’appello a Claude Juncker e alla Commissione Europea affinché faccia la sua parte, con la consapevolezza che le politiche europee hanno un’impronta molto profonda sui suoli e i territori del resto del mondo.


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