facebook twitter rss

“Perchè dare continuità a una città che muore?”: per Agostini Porto San Giorgio deve cambiare guida

POLITICA - Da Piazza Matteotti il candidato sindaco torna su commercio, t-red, videosorveglianza, porto e comparto turistico
lunedì 22 maggio 2017 - Ore 15:38
Print Friendly, PDF & Email

“Siamo in tanti ad aver costruito in armonia un percorso per chiedere fiducia alla città, un progetto plurale per un rilancio che non può aspettare”. Così ieri Andrea Agostini, candidato sindaco per il Comune di Porto San Giorgio, nel suo comizio in Piazza Matteotti.

Un tema centrale per Agostini rimane quello della crisi del commercio. “Quando tante attività commerciali chiudono, quando tante luci si spengono, il problema è di tutta la comunità, perchè una città deserta è anche una città meno sicura – ha sottolineato Agostini – E’ triste dirlo perche amiamo Porto San Giorgio, ma oggi siamo conosciuti solo per attività che chiudono e multe”. Un impegno preciso riguarda la riduzione della pressione fiscale e delle sanzioni da T-Red, “diventate a tutti gli effetti una tassa aggiunta. E’ inconcepibile incassare quasi 2 milioni di euro di multe l’anno quando Fermo ne prevede poco più di 300.000. Via da subito l’odiosa sanzione per chi al semaforo supera di pochi centimetri la striscia bianca. Andremo anche a rivedere la Tari, perchè la raccolta rifiuti oggi costa ai sangiorgesi un milione di euro in più rispetto al 2011, ma abbiamo forse una città più pulita e un servizio migliore?”

Agostini ha poi parlato di “falsi miti” sul suo modo di fare politica. “Sono io ad aver ricevuto critiche alla persona ed alla mia professione. Ho sempre criticato le scelte amministrative, mai gli uomini. Mi sono rivolto ala Procura in due soli casi, quando nessuno rispondeva alle mie richieste di chiarimenti. Non avevo dubbi che non vi fossero stati reati, ma si sono spesi 350.000 euro per degli spogliatoi e si sono dati 50 incarichi e 53.000 euro allo stesso studio grafico in soli due anni. Poi si è cambiata abitudine. E’ servito puntare il dito per avere più trasparenza”.

No, quindi, alla continuità amministrativa, che per il candidato sindaco “non è un valore assoluto. In questi anni si sono tagliati nastri grazie a progetti e finanziamenti dell’Amministrazione precedente, ma ora la nostra eredità è finita e in cantiere non c’è nulla. Perchè dare continuità a una città che muore? Ad un cadavere preferiamo la resurrezione”.

Altra questione nodale: porto e turismo. “Lo sviluppo dell’area portuale è l’ultima occasione che ci resta, dopo aver perso troppi treni, su tutti la terza corsia autostradale. Verifichiamo se i concessionari hanno ancora interesse ad investire, altrimenti procediamo con la revoca della concessione, dato che siamo a quasi 4 anni di canoni demaniali non versati. Vogliamo un collegamento marittimo con la Croazia, quando lo dico c’è chi mi ride in faccia, ma alcune località costiere lo hanno riattivato ed altre stanno lavorando per farlo. Noi sappiamo solo dire di no. Attueremo subito il trasferimento della Capitaneria all’area portuale per una maggiore sicurezza del sito. Insieme alla riqualificazione del porto, promozione forte in Umbria, perchè con la nuova superstrada Civitanova-Foligno si aprono grande opportunità. Collegamenti costanti d’estate con i campeggi a nord e a sud, più collaborazione e sgravi fiscali ai nostri operatori”

Il candidato sindaco interviene anche in materia di videosorveglianza. “Altro che sistema potenziato: le uniche nuove telecamere sono le 8 installate in piazza Bambinopoli, mentre 10 già esistenti sono state oggetto di manutenzione e collegate solo un mese fa con la centrale della Polizia municipale. Ce ne sono 10 che non funzionano affatto. Non basta”.

Ultimi richiami agli esercenti sangiorgesi: “Eventi come lo street food possono trovare spazio solo se coinvolgeranno i nostri operatori. I ricavi delle iniziative restino nella nostra città. Insieme ai locali possiamo promuovere un appuntamento fisso a settimana in cui organizzare attrazioni e far tornare Porto San Giorgio un punto di riferimento per l’aggregazione. Infine, investiamo sullo sport, perchè con attrezzature adeguate possiamo ospitare eventi di caratura nazionale. Ma facciamolo davvero, non come il bluff di chi prometteva la pista di atletica”.

In chiusura, l’invito a lavorare “tutti insieme, perchè è ora di riprendere il timone della città e invertire la rotta”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page
Caricamento..


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


Caricamento..
X