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Elezioni 2018, Baldelli si presenta: “Le mie battaglie in Parlamento sono il mio biglietto da visita”
(IL VIDEO)

VOTO - Il vicepresidente della Camera dei Deputati, candidato capolista per Forza Italia nel collegio plurinominale Marche 1: "Mi rivolgo ai tanti elettori tentati dal voto ai 5 Stelle. Candidati ritirati? Un bluff. Mi valutino per quello che ho fatto. Ho vinto battaglie col voto di tutti, anche dei M5S"
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Simone Baldelli

Simone Baldelli, vicepresidente della Camera dei Deputati, è candidato Capolista per Forza Italia alla Camera dei Deputati, nel collegio plurinominale Marche 1. Baldelli, laurea in Scienze politiche, giornalista e docente di Diritto parlamentare a contratto, cittadino onorario di Porto San Giorgio, dopo essere stato coordinatore nazionale del movimento giovanile di Forza Italia, è stato Deputato dal 2006 (circoscrizione Marche). E oggi risponde alle domande di Cronache Fermane

Quali obiettivi ha Forza Italia nelle Marche?

Portare il centrodestra al governo dell’Italia, le Marche nel governo del centrodestra e, presto, il centrodestra al governo delle Marche.

Lei è un parlamentare uscente ed è candidato solo nelle Marche?

Io sono l’unico deputato uscente di Forza Italia e del centrodestra nelle Marche e mi ripresento solo qui, a differenza, ad esempio, di Laura Boldrini che si è ricandidata in Lombardia.

A proposito di Marche, di recente il governo ha prorogato lo stato di emergenza per le zone colpite dal terremoto. Lei ha seguito da vicino la vicenda.

La proroga dello stato di emergenza permette finalmente di spendere i 127 milioni di tagli e risparmi della Camera dei Deputati restituiti negli ultimi due anni, che su mia proposta e col voto favorevole di tutti i gruppi, sono stati destinati alle popolazioni colpite dal terremoto. Scrivere pagine di buona politica parlamentare è possibile. Peccato che non tutti abbiano l’onestà di riconoscerlo.

Come verranno spesi?

Assistenza alla popolazione, interventi su infrastrutture e opere pubbliche. Non piste ciclabili.

Simone Baldelli

La sua proposta è stata votata anche dal Movimento 5 Stelle?

Ovviamente sì. E’ stata una ‘restituzione’ vera e propria, fatta secondo i canali istituzionali, secondo le norme di legge e senza la possibilità di imbrogli.

Lei teme il Movimento 5 Stelle?

Io temo il fanatismo di chi si sente migliore degli altri. E poi si mette nelle condizioni di far finta di ritirare i propri candidati dalle liste.

Far finta?

Certo. Cecconi e gli altri saranno eletti. Poi dovranno dimettersi e le dimissioni dovranno essere votate. A scrutinio segreto. E di solito le dimissioni in prima battuta vengono respinte. Quindi come vede non si ritira nessuno.

Come proverebbe a convincere un elettore tentato di sostenere i 5 Stelle a votare per lei?

Gli direi che il voto deve essere dato senza pregiudizi ideologici, e quello che ho fatto in parlamento in questi anni è il mio biglietto da visita. Se l’elettore tentato dal voto grillino avrà l’onestà di visitare il mio sito o la mia pagina FB, scoprirà che alcune delle mie principali battaglie fatte alla Camera in questi anni sono state vinte anche con il voto favorevole dei 5 Stelle.

Ad esempio quali?

Quella sui 127 milioni per il terremoto di cui abbiamo parlato prima, quella in difesa dei consumatori e contro i maxiconguagli di luce gas e acqua che entra in vigore il 1 marzo, quella contro le multe usate per far cassa da parte di molti amministratori locali, su cui c’è ancora molto da fare.

Quello della sicurezza è un tema all’ordine del giorno. Lei non è andato a Macerata ultimamente.

Per rispetto verso la città di Macerata in questi giorni mi sono tenuto lontano da passerelle, cortei e polemiche. In tema di sicurezza e di immigrazione credo che le proposte di Forza Italia e del centrodestra siano l’unica risposta credibile. La sicurezza è un diritto. E senza sicurezza non si è liberi.

Come va la convivenza con i candidati della coalizione nell’uninominale?

Benissimo. Molti elettori vogliono votare convintamente il centrodestra. Con questa legge elettorale con una sola croce voti due volte. Chi barra il simbolo di Forza Italia, infatti, sostiene non solo la lista di Forza Italia, ma direttamente anche il candidato del centrodestra all’uninominale, sia che provenga da Forza Italia, come nel Caso di Graziella Ciriaci per il Senato, sia che provenga dalla Lega o da Fratelli d’Italia.

 

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