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Capolavoro Fermana, Vicenza ko
e secondo posto in classifica

SERIE C - I gialloblù lasciano tutti di stucco e mettono sotto il più quotato avversario sin dall'inizio, poi due perle della coppia Misin-D'Angelo stendono i veneti, rimasti in dieci sin dal primo tempo e che hanno giocato una gara volenterosa ma inconcludente. Termina 2-0. I canarini salgono a quota 14, dietro al Pordenone che incontrerà proprio i fermani domenica prossima in Friuli
domenica 21 ottobre 2018 - Ore 16:27
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L’esultanza dopo il primo gol di D’Angelo

FERMO – Per la otttava giornata di serie C, Destro è costretto a continuare gli esperimenti. Torna alla difesa a quattro con l’arretramento di Clemente sull’out destro, forse per coprirsi meglio dopo i “buchi” di Gubbio e considerando che oggi arrivava a Fermo l’attacco più forte del girone; centrocampo a tre con Misin, Giandonato e Urbinati, le novità arrivano da D’Angelo, schierato di nuovo titolare dopo l’esordio a Salò, dietro alle due punte che sono Lupoli e Maurizi, per quest’ultimo Destro punta sulla velocità e sui dribbling in fase di attacco, ma anche sulla sua capacità di rientrare e fare densità, e a livello tattico sembra essere stata proprio la mossa vincente perché ha messo in difficoltà gli avversari in quella zona.

Non sappiamo se il tecnico ha azzeccato le scelte o è stato fortunato perché oggi, sin dai primi minuti, si è vista una Fermana trasformata, con l’atteggiamento giusto, anche agevolata dagli spazi eccessivi lasciati dai biancorossi, scesi a Fermo forse troppo sicuri della loro striscia di risultati positivi e del loro organico superlativo, ma come si sa le partite si giocano sul rettangolo verde.

Arma in tribuna dopo l’espulsione

Nel giro di un quarto d’ora la svolta della partita: lanciato perfettamente da Misin, sblocca D’Angelo, poi il Vicenza resta in dieci per la sciocca espulsione di Arma. Canarini ancora vicini al gol alla fine del primo tempo con Misin, e all’inizio di ripresa con D’Angelo che poco dopo, lanciato ancora magistralmente da Misin, chiude i conti e fa esplodere lo stadio.

Per Massimo D’Angelo è la prima doppietta tra i prof e da quando gioca con la Fermana, secondo e terzo centro tra i prof dopo quello contro il Teramo in Coppa un anno fa. Entrambi i sigilli di oggi con il sinistro, la stessa gamba dove si è operato due volte al ginocchio: “E’ stata una liberazione” ha detto in sala stampa, poi commuovendosi nel momento di ringraziare il dg Conti.

Rientrava Comotto dopo la contrattura muscolare e al centro della difesa è tornato a giganteggiare come al solito, mentre Cognigni è stato lasciato in panchina, ed è stato un bene che non sia servito rischiarlo su un campo così scivoloso, visto che ha appena recuperato dopo la frattura al radio.

Inspiegabile la trasformazione dei gialloblù, che hanno rischiato pochissimo dietro, coprendo bene, e si sono resi più volte pericolosi in attacco, colpendo anche un palo con Lupoli.  “Vi vogliamo così” cantano i tifosi gialloblù al termine. Applausi scroscianti dopo il triplice fischio e ad ogni sostituzione.

I canarini salgono a quota 14, al secondo posto in classifica, sorpassando in un colpo solo Monza (sconfitta in casa dal Teramo), Triestina (pari a domicilio con la Ternana), Ravenna e Sudtirol (pari), piazzandosi dietro al Pordenone e domenica prossima trasferta proprio a casa della capolista che si trova a +4 dai gialloblù.

Si è giocato sotto una pioggia fitta, ma il terreno di gioco, riseminato a settembre, ha tenuto sufficientemente bene.

IL TABELLINO

FERMANA 2 (4-3-1-2): Ginestra; Clemente, Comotto, Scrosta, Sarzi Puttini (38′ st Calzola); Misin (37′ st Fofana), Giandonato, Urbinati (24′ st Soprano); D’Angelo (24′ st Zerbo); Maurizi, Lupoli.
A disposizione: Marcantognini, Guerra, Iotti, Kacorri, Nasic, Malavolta, Marozzi, Cognigni. All. Flavio Destro

VICENZA 0 (4-3-1-2): Grandi; D. Bianchi (7′ st Andreoni), Pasini, Bonetto, Stevanin (7′ st Solerio); Laurenti (1′ st Maistrello), Salvi (29′ st Zarpelloni), Zonta (29′ st N. Bianchi); Curcio; Giacomelli, Arma.  A disposizione: Albertazzi, Bizzotti, Tronco, De Falco, Rover. All. Giovanni Colella

ARBITRO: Matteo Marchetti di Ostia Lido; assistenti Tiziano Notarangelo di Cassino e Giorgio Rinaldi di Roma 1.

RETI: 11′ pt e 14′ st D’Angelo

NOTE: Espulso al 24′ pt Arma; ammoniti Giacomelli, D’Angelo, Fofana; angoli 3-8; recupero 3’+ 4′; spettatori paganti 449 di cui 196 ospiti, incasso paganti € 5400. Abbonati 473, incasso abbonati € 2203.

LA CRONACA

Primo tempo. L’inizio della Fermana è più pimpante del solito, dopo soli due minuti i gialloblù conquistano un corner, al 7′ proteste di Lupoli per un contrasto a centro area, ma è questione solo di pochi minuti perché all’11′ D’Angelo, lanciato perfettamente dalle retrovie da Misin a scavalcare la linea dei difensori, ha un perfetto controllo di palla a seguire col destro, sfugge ai due centrali e sull’uscita di Grandi fa partire un tiro angolato di sinistro che colpisce il palo interno e va in gol: 1-0, un gran gol ed è l’inizio che nessuno si aspettava.

Il Vicenza si innervosisce, aveva già iniziato il match con atteggiamento un po’ supponente, ne paga le conseguenze Arma, uno dei giocatori più pericolosi, che nonostante la sua esperienza (ha 33 anni) si fa cogliere in un gesto di frustrazione (gomitata in faccia a Comotto) e viene espulso. In ogni caso fino a quel momento l’attaccante di origini marocchine non aveva combinato nulla.

I tifosi biancorossi in curva ospiti

Il Vicenza, in dieci, si rifà vivo intorno alla mezz’ora con una punizione di Giacomelli, il conseguente colpo di testa in area è deviato in corner da Ginestra. La maggiore occasione da gol del primo tempo però è ancora della Fermana, con una ripartenza che trova di nuovo i biancorossi sbilanciati, poco dopo arriva una conclusione di Misin respinta da Grandi.

La gioia dopo il 2-0

Secondo tempo. Mister Colella presenta subito una modifica: al posto di Laurenti c’è Maestrelli che si piazza al centro dell’area per sostituire la mancanza di un attaccante insidioso come Arma. Ma è ancora la Fermana a rendersi pericolosa, al 5′ ottima incursione dalla sinistra di Maurizi, il suo rasoterra è deviato, palla a D’Angelo che da pochi metri mette sul fondo sfiorando il palo.

I tentativi dei veneti sono velleitari, e al quarto d’ora arriva il raddoppio: ancora un perfetto lancio in profondità di Misin, nuovamente a giri contati per D’Angelo che scatta alla perfezione lasciandosi i difensori alle spalle, arrivato a tu per tu con Grandi questa volta non sbaglia e piazza ancora con il sinistro, incrociando sul secondo palo, un altro gol capolavoro: 2-0.

Dopo varie sostituzioni, arriva il palo colpito da Lupoli, dopo la deviazione di Grandi, e due minuti più tardi una bella girata al volo di Zerbo su cross di Maurizi. Le ripartenze dei veneti sono velleitarie, conquistano solo tanti corner, Maistrello, nonostante la sua stazza fisica, non si è mai reso pericoloso, Destro inserisce Fofana, bravo a tenere palla, in modo da allontanare i pericoli dalla propria area, e ci riesce.

Gli abbracci festanti dei canarini a fine gara

Negli ultimi minuti assedio dei biancorossi che conquistano molti corner, ma tutti i gialloblù si sacrificano, compresi Lupoli e Giandonato, e vanno a chiudere ogni spazio vitale agli avversari. Insieme alla pioggia, scrosciano anche gli applausi, prima alle sostituzioni di D’Angelo e Misin, e poi a fine gara.

Loro un monte ingaggi da nove milioni di Euro, noi meno di mezzo milione!” è l’urlo rabbioso e liberatorio che si sente davanti agli spogliatoi pochi minuti dopo il triplice fischio, e questa probabilmente è la più calzante spiegazione degli alti e bassi di questa squadra, quest’anno come lo scorso, ma in parte anche nel campionato vinto in serie D.

Certo che una vittoria di prestigio di questo genere e la posizione in classifica dovrebbero far venire l’acquolina in bocca a sponsor ed imprenditori (e nel Fermano non mancano) per investire un po’ di più nella principale rappresentativa calcistica della provincia per togliersi altre soddisfazioni.

Domenica prossima trasferta in casa del Pordenone, capolista solitaria a +4 dai canarini.

Paolo Bartolomei

 

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