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Allarme bracconaggio
Trovato il covo con esche, cavi e gabbie:
colti in flagranza i responsabili

FERMANO - Tutto è partito dal ritrovamento, da parte di una pattuglia della polizia provinciale, di un insolito boccone di carne a terra,  nei pressi di un anfratto boschivo
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La scorsa settimana, in un Comune dell’entroterra della provincia di Fermo, si è svolta un’importante operazione di Polizia Giudiziaria finalizzata a contrastare il dilagante fenomeno del bracconaggio, che interessa anche il territorio provinciale. Durante un servizio di vigilanza, una pattuglia della polizia provinciale composta dagli ispettori Daniele Armini e Simone Egidi, ha notato un insolito boccone di carne a terra,  nei pressi di un anfratto boschivo.

Gli agenti, insospettiti e attratti dall’insolito rinvenimento, hanno iniziato una più attenta perlustrazione del luogo, scovando un vero e proprio sito utilizzato per l’attività di cattura illecita della fauna selvatica.

“Nel luogo – spiegano dalla Provincia – sono stati rinvenuti diversi ‘lacci’ (cavi in acciaio posti nei luoghi di passaggio della fauna selvatica, posizionati in modo da intrappolare la fauna stessa), numerose esche di carne (di probabile contenuto tossico/velenoso), ed una gabbia predisposta per catturare animali di grande taglia, più comunemente conosciuta come ‘gabbia trappola‘.

Gli operatori di polizia hanno proceduto immediatamente a rimuovere le esche, a conferirle all’istituto Zooprofilattico al fine di effettuare gli esami tossicologici e, di seguito, a disattivare tutti gli inneschi rinvenuti.

L’attività investigativa, posta in essere nei giorni successivi al ritrovamento, ha consentito l’individuazione dei responsabili che, colti in flagranza di reato, sono stati deferiti alla competente autorità giudiziaria.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Fermo.

Inoltre, al fine di tutelare la pubblica incolumità, è stato allertato il Nucleo Cinofilo Antiveleno Carabinieri Forestali del Parco Nazionale Monti Sibillini col brigadiere capo qualifica speciale Giovanni Bucciarelli, il carabiniere scelto Manuele Cacciatori, conduttori dei cani Vida e Malta, di razza pastore belga Malinois e Labrador, che in sinergia con la polizia provinciale, ha provveduto alla bonifica del sito escludendo la presenza di eventuali altre esche”.


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