facebook twitter rss

“Governo e terremoto? Grande occasione persa” Cesetti a ruota libera anche su
nuovo ospedale, area di crisi e scogliere

POLITICA – L'assessore al bilancio della Regione è intervenuto alla Festa de L'Unità del Partito Democratico, ripercorrendo il lavoro fatto in 4 anni dalla Giunta Ceriscioli
Print Friendly, PDF & Email

di Andrea Braconi

Non sono mai scontate le affermazioni di Fabrizio Cesetti. E difficilmente, una volta interpretate, lasciano dubbi. Soprattutto quando l’occasione è un confronto “all’interno” di quel Partito Democratico che lo stesso Cesetti ha scelto come propria casa nel luglio 2014. E puntualmente, da palco di quella Festa de L’Unità di Fermo che per diverse ragioni quest’anno ha gioco forza cambiato luogo (da Lido a Piazzale Azzolino) e periodo (da agosto a metà settembre), l’assessore regionale non si è risparmiato, scivolando da un argomento all’altro e sciorinando il lavoro svolto al fianco del presidente della Regione Luca Ceriscioli nel corso degli ultimi 4 anni: dal nuovo ospedale all’impegno per la terza corsia, dall’Area di Crisi Complessa alla problematica dell’erosione costiera.

Ma a colpire, in quell’ora di riflessioni tra fatti e cantieri, è il finale. Perché poche ore dopo la visita del presidente del Consiglio nelle zone terremotate, Cesetti ha colto l’occasione per mandare un messaggio chiaro, all’esecutivo nazionale e al suo partito: “È evidente che all’atto della formazione di questo nuovo Governo è stata persa un’ottima occasione per passare dalle parole ai fatti”.

Cosa non è realmente piaciuto all’assessore è presto detto. “In questo Paese la questione del terremoto è un’emergenza di carattere nazionale che doveva avere l’attenzione che merita. E visto che facciamo il Ministero per il Sud, per la Famiglia, per la Digitalizzazione, e penso sia giusto farlo, credo che sarebbe stato un segnale veramente importante a questa Regione, all’Italia e anche all’Europa, che ci ha dato tante risorse, fare un Ministero per la Ricostruzione. Non c’è stato? Peccato. Credo che però quanto meno doveva essere nominato un vice ministro o un sottosegretario con la delega specifica e doveva essere del sud delle Marche. Macerata, Fermo e Ascoli sono le province più colpite. E questa non è una rivendicazione di campanile, ma una personalità espressione di questi territori sarebbe stata costretta a fare bene: pensiamo a Verducci, Agostini o Sciapichetti. Questa cosa mi ha indispettito, è un governo che ho definito un male necessario per il Paese e una di queste necessità è proprio la ricostruzione post sisma. Per questi motivi per me è stata una grande delusione”.

Cesetti, restando sul tema sisma, ha ripercorso anche il piano delle opere pubbliche del 2017, affermando come, nonostante la lentezza della burocrazia, gli interventi previsti (tra questi l’adeguamento sismico di diverse strutture pubbliche) stiano andando avanti. “Il Governo precedente non ha fatto nulla, è stato completamente assente – ha aggiunto -. Pensiamo al personale da assumere e al mancato snellimento delle procedure. Come Regione avevamo preparato degli emendamenti specifici, sono andato io personalmente alla conferenza Stato Regioni: la prima volta Toninelli non è neanche venuto, la volta successiva al ministro Stefani abbiamo dato la documentazione ma tutto è rimasto lettera morta. Finora sono state fatte solo chiacchiere, spero che adesso ci sia un’attenzione maggiore”.

Dalla ricostruzione che ancora non c’è al nuovo ospedale di Campiglione, un’opera sulla quale lo stesso Cesetti aveva puntato già nel ruolo di presidente della Provincia nel periodo 2009-2014 e che oggi difende, soprattutto di fronte alle accuse di immobilismo o di promesse sui tempi di realizzazione non mantenute. “Siamo stati noi, la Giunta Ceriscioli, a portare i posti letto da 294 a 362. E proprio giovedì l’ingegner Paccapelo del Comune di Fermo mi ha comunicato il rilascio del permesso a costruire per la variante alla base dell’accordo del programma. Inoltre, stiamo procedendo per l’assegnazione dei lavori per la realizzazione della viabilità di supporto e metteremo ulteriori risorse per l’ospedale prima della fine del mandato. Il tempo trascorso, durante il quale abbiamo fatto anche una bonifica bellica e ci sono stati ritrovamenti archeologici importanti (per i quali abbiamo dovuto spostare il parcheggio e fare una variante), è stato speso bene perché non si poteva fare diversamente. Per quanto mi riguarda, non ho mai dichiarato che i lavori sarebbero stati ultimati nel 2018. E soprattutto non c’è stato un giorno d’interruzione: tutto quello che era necessario fare lo abbiamo fatto”.

Sollecitato sulla terza corsia autostradale (anche in questo caso “che non c’è”, almeno da Porto Sant’Elpidio verso sud), Cesetti ha parlato sì di occasione persa, ma “non da noi”. “Sono altri – ha proseguito – che di quel piano infrastrutturale con allargamento fino a Pedaso hanno fatto perdere le opere compensative. E proprio a riprova del nostro impegno nel riprendere quel dialogo interrotto, degli 11 milioni destinati alla viabilità per il nuovo ospedale ben 5 riguardano la Lungotenna. Indicheremo la Terza Corsia come intervento strategico anche all’interno delle progettualità per l’Area di Crisi Complessa, anche se so bene che è un percorso difficile”.

E proprio l’Area di Crisi Complessa, la cui call per le aziende scadrà il 30 settembre, è stata al centro di un diatriba legata alla realizzazione delle scogliere emerse a Porto Sant’Elpidio, con divergenze tra Cesetti, Ceriscioli e il vice sindaco Stacchietti. “La verità è quella dell’assessore regionale al Bilancio – ha tuonato Cesetti, facendo riferimento a se stesso – e la posizione di Ceriscioli è coerente con quello che dice l’assessore e viceversa. Forse ha equivocato il vice sindaco di Porto Sant’Elpidio. Io ho verificato se il finanziamento fosse possibile e secondo me ci sono le condizioni per finanziare questa infrastruttura: l’Area di Crisi è un’idea di futuro non solo per il rilancio del settore pelli e calzature, ma anche di un distretto che passa attraverso altre vie di sviluppo e da un potenziamento infrastrutturale. Sono tutte cose già indicate e scritte al Ministero: c’è scritto della Mare Monti e di tutta la rete viaria. E visto che è previsto che si possano presentare progetti per il settore turistico, continuiamo a verificare se sia possibile e meno finanziare interventi infrastrutturali come sulle scogliere. Perché la 181 è solo una parte dell’Area di Crisi, poi ci sono le risorse regionali, interventi infrastrutturali con finanziamenti dei Ministeri competenti. E per questo finanziamento noi dobbiamo coinvolgere anche il Ministero dell’Ambiente”.

L’assessore, restando sul pezzo, ha anche rimarcato come siano già state assegnate dalla Regione risorse per interventi a protezione degli stabilimenti balneari, annunciando che nel prossimo bilancio verranno messi tra i 4 e i 5 milioni di euro per un primo progetto sulle scogliere emerse.

“Non abbiamo perso neanche un’ora in questi anni – ha proseguito, tornando sul macro tema dell’Area di Crisi -. La richiesta della Giunta Ceriscioli è datata maggio 2018, il riconoscimento dicembre 2018. Ma in questi ultimi 15 mesi il Governo è stato occupato in tutt’altre cose e i territori sono stati lasciati a loro stessi, come è avvenuto per il terremoto. E poi basta con la storia di quante risorse ci sono, ma parliamo piuttosto di quanti e quali progetti. Noi contiamo di stipulare l’accordo di programma entro l’anno corrente per far partire i bandi nella prossima primavera. Sono sicuro che vinceremo le elezioni e potremo continuare anche dopo il nostro impegno”.

Titolare proprio della delega sulle Aree di Crisi, Cesetti ha voluto evidenziare però un aspetto di profilo istituzionale, sul quale in questi anni è tornato più volte. “Non faccio solo l’assessore di Fermo ma di tutta la regione. Sono consapevole delle opportunità che ci sono, questo è un progetto che va guardato all’interno del contesto regionale ed è anche di respiro nazionale. Per questo dobbiamo coinvolgere tutti e spero che tutti siano all’altezza di una grande sfida. E, aggiungo, tutte le Aree di Crisi vanno viste in un insieme, non in maniera separata”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti