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Negozi nel mirino dei ladri,
quasi duemila furti in un anno,
l’elaborazione della Cgia sui dati 2017

RAPPORTO - Nel corso del 2017 sono stati denunciati nelle Marche 1934 furti compiuti nelle attività commerciali. I dati sono stati elaborati dalla Cgia di Mestre. Numeri in calo rispetto al 2014.
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di Sandro Renzi

Furti in calo nei negozi e nelle botteghe artigiane anche nelle Marche. I dati fanno riferimento al 2017 e sono stati elaborati dalla Cgia di Mestre su fonte del Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Sebbene da qualche anno questo reato sia in calo, la frequenza con la quale viene compiuto fa, comunque, rabbrividire: uno ogni 6 minuti, ovvero dieci ogni ora, 246 al giorno. “Stiamo parlando dei furti nei negozi e nelle botteghe artigiane che, stando alle denunce effettuate complessivamente in Italia dai titolari di queste attività, hanno sfiorato le 90 mila unità nel corso del 2017, ultimo anno in cui i dati sono disponibili” fanno sapere dall’Ufficio studi della Cgia. Un costo economico per gli operatori commerciali stimato attorno a 3,3 miliardi di euro all’anno. Il confronto con gli ultimi anni, tuttavia, è confortante. Rispetto al 2014, anno in cui si è toccato il picco di quasi 106.500 denunce, la contrazione a livello nazionale è stata del 15,6%, con punte di riduzione che oscillano tra il 23 e il 25% in Veneto, Piemonte e Calabria. Tra tutte le regioni d’Italia, nel quadriennio 2014-2017 solo la Campania ha visto aumentare le denunce (+2,7 per cento). Segnala il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo: “Questa decisa contrazione avvenuta a livello nazionale è riconducibile sia all’azione di prevenzione praticata dalla polizia e dai carabinieri, sia agli ingenti investimenti realizzati in questi ultimi anni dai negozianti e dagli artigiani nei sistemi di videosorveglianza e nei servizi forniti dagli istituti di vigilanza. Tuttavia, non è da escludere che questi dati siano in parte condizionati anche dal rifiuto di molti negozianti di denunciare i furti subiti. Non sono pochi, infatti, i titolari di piccoli negozi che, dopo aver subito l’ennesimo taccheggio o la solita scorribanda, sono stati presi dallo sconforto e hanno deciso di non rivolgersi più alle forze dell’ordine”.

I settori maggiormente a rischio taccheggio sono le profumerie, gli alimentari, l’abbigliamento, soprattutto quello sportivo, ed il comparto delle apparecchiature elettroniche. “Nel mirino dei furti con destrezza, invece, finiscono prevalentemente i gioiellieri e gli orologiai, mentre gli autoriparatori e gli esercizi pubblici, come i bar, i ristoranti e le sale giochi, sono quasi sempre vittime di furti con scasso”. Oltre al grab and run (prendi e scappa), i metodi più utilizzati dai malintenzionati per sottrarre la merce esposta negli scaffali sono la rottura di etichette/placche antitaccheggio e l’uso di borse schermate. Qual è invece la situazione nelle Marche. La Regione si attesta all’undicesimo posto con 1934 furti denunciati (-16,9% rispetto al 2014). Meglio hanno fatto regioni come la Lombardia, Sicilia, Abruzzo, Calabria solo per citarne alcune. Guardando anche al dato demografico, la nostra Regione mantiene l’undicesima posizione con 126,3 furti ogni 100mila abitanti. Classifica guidata dall’Emilia Romagna dove i furti denunciati messi a segno negli esercizi commerciali sono stati addirittura 233,8 ogni 100mila abitanti. Tornando nuovamente alle denunce effettuate alla forze dell’ordine, le Marche nel 2017 ne hanno registrate 1934. Per 1450, nel corso dell’anno, non sono stati individuati i responsabili, pari al 75%. La percentuale più bassa in Trentino Alto Adige dove in forza del 66,2% su 1436 furti denunciati, 950 sono rimasti senza “autore”.


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