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Il Procuratore generale Sottani
e lo stato di salute delle Marche:
“Anticorpi forti, attenzione alla mafia silente”

FERMO - Ospite negli studi di Radio Fermo Uno e Cronache Fermane il Procuratore generale della Corte di Appello di Ancona, Sergio Sottani che intervistato dal direttore Paolo Paoletti ha parlato delle Marche analizzando aspetti sulla legalità e sulle criticità del territorio
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Sergio Sottani

 

di Maria Elena Grasso

foto Simone Corazza

Questa mattina ospite negli studi di Radio FM1 il Procuratore Generale della Corte di Appello di Ancona, Sergio Sottani. Intervistato dal direttore di Cronache Fermane e Radio Fermo Uno Paolo Paoletti, è stata l’occasione per fare il punto sullo ‘stato di salute’ delle Marche in materia di legalità, contrasto dei reati ed educazione ad una responsabilità civica che vede al centro una stretta collaborazione tra cittadini, forze dell’ordine, magistratura e istituzioni.

Come già spiegato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il Procuratore ha descritto le Marche come un territorio che può vantare un tessuto sociale sano, un dipartimento che lavora e che si caratterizza per un rapporto di grande fiducia nelle forze dell’ordine. Allo stesso tempo però va superato il concetto dell’isola felice: “Parlarne in questi termini – ha specificato – sarebbe anacronistico. Dal punto di vista economico le Marche stanno bene. E’ sicuramente una regione con anticorpi forti. Uno dei fattori da considerare con attenzione sul territorio è sicuramente quello connesso alle infiltrazioni mafiose, legate anche al distretto calzaturiero. Qui la mafia assume connotazioni diverse, adeguandosi alle peculiarità della realtà locale; non ci sono infatti le classiche dinamiche legate all’omertà o al pizzo ma ha assunto forme diverse. Si tratta piuttosto una ‘mafia silente’, di azioni che prosperano nell’illegalità. Pensiamo al riciclaggio di denaro, prima tappa degli illeciti caratteristici delle organizzazioni criminali”.

Non poteva mancare il riferimento al distretto calzaturiero fermano maceratese dove le numerose aziende che si trovano ad affrontare la crisi, rappresentano un aspetto vulnerabile nel tessuto sociale marchigiano e dunque possibile preda di eventuali situazioni malavitose. “Nel settore dell’imprenditoria a volte è difficile ottenere il credito, soprattutto in un momento di crisi  come quello che si sta attraversando, con le banche che diventano più selettive nell’accesso al credito – ha spiegato il procuratore generale –  e questa problematicità potrebbe portare l’imprenditore a reperire il denaro presso fonti alternative, tipo gli usurai”.

“Il sistema ideale è un sistema che sia rispettoso delle regole, – ha sottolineato il Procuratore – lì, la mafia troverebbe un sistema impermeabile. La criminalità riesce a penetrare solo se incontra un settore in situazione di malattia, e così opera con effetti devastanti”.

A proposito del post-sisma, il bivio davanti a cui si trovano province come quella di Fermo, Ascoli e Macerata, vede da una parte le richieste delle popolazioni di una ricostruzione rapida, dall’altra la necessità di rispetto della piena legalità per scongiurare il rischio concreto di infiltrazioni mafiose nel settore edile. Sottani ha precisato: “Anche in questo contesto  la mafia riesce ad insinuarsi. Negli anni del mio mandato ho cercato di unire due elementi indispensabili: la legalità e la necessità di ricostruire in tempi rapidi. La burocratizzazione in qualche caso ha accelerato le pratiche di ricostruzione ma il compito delle istituzioni è quello di vigilare costantemente sugli illeciti delle imprese interessate. A tal proposito la mia riflessione non può che cadere sui contributi pubblici a livello europeo che saranno destinati alle opere di ricostruzione, sono certo che la mafia non rimarrà indifferente di fronte ad una circostanza così allettante”.

Sul tema degli illeciti più comuni, legati alla quotidianità, Sottani ha delineato uno scenario preoccupante in riferimento soprattutto ai reati che riguardano la violenza sulle donne e la diffusione di sostante stupefacenti tra i giovani. “La nuova normativa ‘Codice Rosso’,  è sicuramente molto valida ma, a mio avviso, l’aspetto da migliorare ed integrare è la mancanza di un collegamento con i centri anti-violenza e con i servizi sociali. Resta il fatto che un aumento delle denunce può rappresentare un segnale positivo in quanto si sta superando quel muro di silenzio e paura che purtroppo caratterizza queste situazioni quanto mai delicatate.  Un’altra piaga è il traffico di stupefacenti, soprattutto in età giovane, e in particolar modo nel maceratese che porta la provincia ai vertici delle classifiche nazionali sul tema dello spaccio. Per quanto concerne le associazioni criminali straniere, principalmente composte da nigeriani e albanesi, credo sia necessario monitorare i movimenti del porto di Ancona”.

Dando uno sguardo al territorio del Fermano, il Procuratore ha osservato: “Un quartiere come Lido Tre Archi, che presenta casistiche analoghe a quelle dell’Hotel House, dimostra quanto sia importante la partecipazione di tutti, partendo dalle forze dell’ordine, per intervenire ostacolando l’occupazione abusiva delle case che, spesso, sono utilizzate come laboratori di produzione e spaccio di sostanze illegali. Se c’è progettualità e voglia di intervenire, anche le situazioni di degrado possono diventare occasioni di rinascita di un tessuto sociale”.

Una sinergia con le amministrazioni comunali che stanno mettendo in atto, come nel caso di Lido Tre Archi, opere di risanamento, a partire dalle piccole realtà che contribuiscono ad un cambiamento e ad una maggiore integrazione del tessuto sociale del quartiere.  A tal proposito, i nuovi comandi provinciali fermani, nella fattispecie Carabinieri, Questura e Guardia di Finanza, con la supervisione della Prefettura, hanno portato grandi interventi di repressione della criminalità e forti impronte di risposta sul tutto il territorio.

Il Procuratore Sottani, senza entrare nel merito del processo penale, ha concluso il suo intervento in radio riservando un passaggio in merito ai tanto discussi sequestri preventivi di alcuni viadotti dell’autostrada A14 da parte della Procura di Avellino: “Spero che questo sacrificio sia compensato da una maggiore sicurezza e controllo”.

 


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