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Open Day alla Politecnica,
il rettore: “Perché studiare fuori?
Siamo un’eccellenza”

ANCONA – L'Università apre le sue porte per dare informazioni alle potenziali matricole delle facoltà di Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Scienze con l’iniziativa "Progetta il tuo Futuro"
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Il rettore della Politecnica Gian Luca Gregori parla agli studenti

 

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

«Perché andare a studiare fuori se abbiamo un centro di eccellenza come questo?». E come dare torto al rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori, che anche questa mattina ha parlato alle tante potenziali matricole raccolte nell’Aula magna della facoltà di Ingegneria, illustrando tutte le potenzialità dell’Ateneo. È tempo di Open Day alla Politecnica, pronta ad aprire le sue porte agli studenti del IV e del V superiore per dare informazioni sulle facoltà di Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Scienze. L’iniziativa, ribattezzata ‘Progetta il tuo Futuro’, prevede una serie di appuntamenti distribuiti in sei giornate (11, 12, 13, 14, 17 e 18 febbraio) e sono attesi circa 4mila ragazzi provenienti da diverse regioni d’Italia. «Dico sempre: venite a conoscerci e verificate cosa offriamo, e poi sceglieteci, perché siamo consapevoli ed orgogliosi di ciò che offriamo – rilancia Gregori –. Abbiamo otto dipartimenti di eccellenza su 12 e questo ci fa guadagnare le prime posizioni a livello nazionale. Dal prossimo anno, inoltre, avremo ben quattro nuovi corsi, che rispondono alle esigenze del territorio e non solo: uno sul data science, uno sul management della sostenibilità, uno su tecniche di radiologia, ed un corso professionalizzante, a Pesaro, sull’industry 4.0. Una scelta che consente di investire bene le proprie risorse ed il proprio tempo».

Durante le sei giornate informative, gli studenti potranno confrontarsi con docenti e tutor, visitare sedi e laboratori, e toccare con mano le potenzialità dell’offerta formativa negli stand dedicati ai vari corsi di laurea, distribuiti sui diversi piani del polo di Monte Dago. Droni, robot capaci di riprodurre i comportamenti della persona che si trova davanti, una termocamera ed un erbario sono solo alcune delle ‘attrazioni’ messe in campo dall’Univpm per stimolare l’interesse dei ragazzi. «La nostra è una didattica strettamente connessa alla ricerca, c’è integrazione tra università e società., ed i nostri dati sull’occupazione sono particolarmente positivi- elenca i punti di forza Gregori, che però guarda oltre e punta alla perfezione –. Il 72% degli studenti sono regionali ed un 28% viene da fuori regione: per attirarne di più dobbiamo incrementare l’offerta formativa, cosa che stiamo già facendo, e dobbiamo migliorare i servizi, in collaborazione con le ‘città universitarie’. Inoltre, dobbiamo attrarre studenti stranieri, perché ne abbiamo ancora troppo pochi. Per questo, serve una strategia specifica e corsi in inglese».

 


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