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Laurea al pc ai tempi del Coronavirus,
110 e lode per la fermana Giulia Perticari:
“Si riscopra il valore della scienza”

FERMO - La neolaureata fermana: "L'esperienza che io e molti altri laureandi abbiamo vissuto accende in me una speranza, che questo tempo presente possa fare luce sul valore della scienza e sull'importanza di investire nella ricerca"
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Coronavirus, dunque tutti a casa, anche chi deve laurearsi. Problemi? Nessuno, se non quello di non potersi confrontare con professori e accademici in uno dei giorni che potrebbero cambiare la vita nel passaggio da studente a ‘dottore’. Per il resto non cambia nulla, nemmeno il voto. E che voto. La fermana Giulia Perticari, infatti, lo scorso 18 marzo ha conseguito con 110 e lode la laurea magistrale in inglese “biotecnologie cellulari e molecolari” all’Università di Trento.

“Il mio tirocinio condotto al Cancer Research Uk Institute a Cambridge (Uk) ha prodotto una tesi dal titolo “Single Nuclei Sequencing: optimisation of genomic and transciptomic protocols” ovvero “sequenziamento di singoli nuclei: ottimizzazione di protocolli di genomica e trascrittomica”.
In breve – spiega la stessa neo-dottoressa fermana – si tratta della messa a punto di metodologie per esaminare come il comportamento di singole cellule tumorali vari all’interno dello stesso tumore, un meccanismo alla base della resistenza alle terapie oncologiche.
Sebbene inizialmente delusa alla notizia di dover discutere in via telematica, ho vissuto la giornata in modo pieno ed intenso, grazie innanzitutto al caloroso supporto della mia famiglia che ha riprodotto per l’occasione un ambiente professionale pur restando tra le mura di casa e non ha fatto mancare coriandoli, una corona d’alloro e ovviamente del buon cibo. Un grazie speciale va anche ai miei amici, che hanno virtualmente condiviso con me questo giorno di festa arricchendolo con divertenti sorprese.
L’esperienza che io e molti altri laureandi abbiamo vissuto accende in me una speranza, che questo tempo presente possa fare luce sul valore della scienza e sull’importanza di investire nella ricerca”.


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