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Coltellata al brigadiere Mario Iadonato:
condannato a sette anni
di reclusione in primo grado

FERMO/MONTEGRANARO - L'avvocato del brigadiere, Simone Mancini: "Siamo soddisfatti. Il grosso delle accuse è stato confermato dal Gup, e questo è quello che ci interessava. Ora, ovviamente, aspetteremo di leggere le motivazioni e l'appello"
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Il brigadiere capo Mario Iadonato

di Giorgio Fedeli

E’ stato condannato, in primo grado, a sette anni di reclusione, il 46enne di origini marocchine che nella nottata del 29 giugno scorso ha ferito Mario Iadonato, brigadiere della stazione dei carabinieri di Montegranaro, guidata dal comandante Giancarlo Di Risio. Un episodio che, oltre a sconvolgere la comunità cittadina e non solo, è balzato alle ribalta delle cronache nazionali. Oggi l’udienza di primo grado, dinanzi al Gup Leopardi. Alla fine il verdetto: l’uomo che ha inferto la coltellata al brigadiere Iadonato è stato condannato a sette anni di reclusione, in primo grado, questa mattina. “Siamo soddisfatti – il commento a caldo dell’avvocato Simone Mancini, che si è occupato di assistere Iadonato – il grosso delle accuse è stato confermato dal Gup, e questo è quello che ci interessava. Confermate anche le aggravanti. Insomma è emerso il tentato omicidio premeditato e non è passata la linea della provocazione. Ora, ovviamente, aspetteremo di leggere le motivazioni e, soprattutto, l’appello che molto probabilmente ci sarà. ma per ora possiamo reputarci molto soddisfatti dell’esito giudiziario. Il mio assistito era presente, con me, all’udienza, e anche lui ha accolto con favore l’esito giudiziario”. Per l’uomo, all’epoca dei fatti 46enne, il Pm aveva chiesto 8 anni. Derubricata la resistenza, si è arrivati ai sette anni della condanna.

Stando alla prima ricostruzione dell’accaduto di quella nottata di sangue a Montegranaro, Iadonato era di servizio quando, intorno alle 22,30, la pattuglia è stata chiamata a intervenire in un bar della città per un uomo che aveva assunto un atteggiamento molesto. Un volto noto alle forze dell’ordine, quel 46enne di origini marocchine. Noto anche a Iadonato che, avvicinatosi con il collega, lo ha riportato alla calma invitandolo ad andarsene a casa. E alla fine i militari dell’Arma sono riusciti a convincerlo. Ma per sincerarsi dell’effettivo rientro a casa del 46enne, la pattuglia si è fatta un giro dalle parti della residenza di quell’uomo trovandolo appoggiato, a pochi metri di distanza dall’ingresso di casa, al cofano di un’auto. E così Iadonato si è avvicinato. Un breve scambio di battute con il brigadiere che, una volta riportato nuovamente alla calma il marocchino, si è girato per andarsene. A quel punto l’escalation di violenza, con un’aggressione inaudita. Il 46enne, infatti, ha estratto un coltello da cucina, con una lama di circa 15 centimetri, accoltellando il brigadiere alla scapola sinistra. Una ferita profonda almeno 5 centimetri con la punta del coltello a perforare, seppur lievemente, un polmone. Attimi di terrore con il brigadiere soccorso dal collega, con lui in pattuglia, e il 46enne a darsi alla fuga. Immediata la richiesta di soccorso al 118 e di intervento ai colleghi dell’Arma. E così, mentre Iadonato veniva medicato sul posto per poi essere trasportato d’urgenza al pronto soccorso, i carabinieri intervenuti in forze a Montegranaro, si sono lanciati in una caccia all’uomo conclusasi poco dopo con l’arresto del 46enne. Per Iadonato invece, oltre allo spavento, il lungo calvario tra letti di ospedale. ma fortunatamente le sue condizioni di salute sono andate via via migliorando. Ed oggi anche lui era lì, nell’aula di tribunale, ad ascoltare il pronunciamento del giudice nei confronti del suo aggressore.

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