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Rissa sulla spiaggia libera,
arrivano carabinieri e polizia
I balneari: «Di notte l’arenile
diventa terra di conquista»

PORTO SAN GIORGIO - La segnalazione al 112 è scattata intorno alle 3. Sul posto diverse pattuglie dell'Arma e, in ausilio, la Polizia della Questura di Fermo. Beato: "Non si dorme più. Il divieto di accedere in spiaggia non lo rispettano. E l'arenile diventa sistematicamente una terra di conquista"
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di Giorgio Fedeli

Rissa sulla spiaggia libera del lungomare centro di Porto San Giorgio. Questa notte, intorno alle 3, i carabinieri hanno raccolto una segnalazione che li informava di una rissa in corso sulla spiaggia libera, in centro, a Porto San Giorgio. E così i militari dell’Arma si sono precipitati, con diverse pattuglie, sul luogo indicato nella segnalazione che parlava di una trentina di persone coinvolte. Con loro anche una pattuglia della Polizia di Stato della Questura di Fermo. Ma l’arrivo delle forze dell’ordine i ragazzi che si erano pochi istanti prima resi protagonisti della colluttazione, si sono dileguati. Anzi, molto probabilmente, proprio l’arrivo delle divise li ha spinti, costretti alla fuga per evitare di essere identificati. E quello di questa notte è solo l’ultimo episodio, in ordine di tempo, che macchia le nottate sul lungomare sangiorgese per una movida che troppe volte degenera.

E i balneari sono ormai esausti. Tra i più indispettiti, Ulderico Beato dello chalet ristorante Baia Principe che anche nel corso della nottata di ieri è stato costretto a veder sfilare tra i suoi ombrelloni nugoli di ragazzi: “Assembramento in spiaggia? Chiamiamolo per quello che è veramente: un caos. Ogni fine settimana è sempre la solita storia. Questi ragazzini si riversano in spiaggia e troppe volte, ubriachi o peggio, combinano di tutto, a partire dalla scia di danni che lasciano. E noi sempre a dover mettere una pezza dopo una giornata di lavoro e a poche ore dal ripartire. Non si dorme più. Ma poi io mi chiedo, non c’è il divieto di stare sulla spiaggia dalle 23? Ma qui questi ragazzini fanno come vogliono. Un divieto è un divieto e va rispettato, altrimenti che divieto è? E invece la spiaggia diventa sistematicamente una terra di conquista”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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