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Il polo Betti Fracassetti apre le porte
Il commissario Legnini:
“Modello di ricostruzione, sicurezza
e sguardo al futuro” (Foto e Video)

FERMO - Tante autorità al taglio del nastro, i ragazzi da oggi nella nuova sede, il sindaco Calcinaro ringrazia "perchè la scuola è stata fatta da persone", il commissario straordinario:"Lentezza della ricostruzione non più sostenibile, serve un nuovo processo"
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di Pierpaolo Pierleoni (foto e video Simone Corazza)

Dalle finestre si affacciano i ragazzi, al primo giorno nella loro nuova scuola, mentre sotto sfilano le autorità per il taglio del nastro. E’ un giorno atteso, quello dell’inaugurazione per il nuovo polo scolastico di via D’Acquisto, che racchiude le scuole Betti e Fracassetti. Un momento importante, per il quale arriva anche il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini.

 

A presenziare sono in tanti, in testa il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, il prefetto Vincenza Filippi, l’arcivescovo di Fermo, monsignor Rocco Pennacchio, il vicario del Questore, Ignazio Messina, il comandante provinciale dell’Arma, Antonio Marinucci, il comandante della compagnia dell’Arma di Fermo, Nicola Gismondi, il tenente colonnello Emanuele Pietroni della Guardia di Finanza, in rappresentanza del comandante provinciale Antonio Regina, il direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini, la presidente della Provincia Moira Canigola, il consigliere regionale Andrea Putzu. Con loro anche i presidenti dei Consigli comunali di Fermo e Porto San Giorgio, Francesco Trasatti e Giuseppe Catalini. All’arcivescovo di Fermo, mons. Rocco Pennacchio, la solenne benedizione. Dopo il rituale taglio, tutti nell’ariosa aula magna, per i saluti di rito, accompagnati da immagini e video, a documentare l’evoluzione del cantiere.

Un’opera, la nuova struttura, finanziata con i fondi ricostruzione post sisma, un percorso avviato con l’ordinanza 14. Il sindaco Calcinaro parte dai ringraziamenti, perchè “la scuola è stata fatta da persone, a partire dal commissario Legnini, che mi ha colpito. Ricordo tutte le fasi che hanno portato a questo momento. Dopo il sisma, di fronte all’esclusione di Fermo dal cratere, il primo segnale forte si ebbe sull’edilizia scolastica. I vari commissari che si sono avvicendati, Errani, De Micheli, Farabollini, ognuno ha messo la sua spinta. Non posso dimenticare il nostro assessore Ingrid Luciani e tutte le persone degli uffici che hanno lavorato alla realizzazione, la ditta appaltatrice con cui ci sono state frizioni iniziali, poi pienamente superate. Grazie soprattutto al mondo ella scuola che in questi anni ha sofferto, a partire dalle dirigenti. Agli studenti, quelli che non frequentano più questi istituti e quelli attuali, in particolare alla Betti, dove si sono succedute in poco tempo ben 4 sedi. Oggi si conclude un percorso, anche la Provincia ci è stata vicina. La scuola in questi tempi difficili è stata come un galeone dentro ad un fortunale”.

Il prefetto Vincenza Filippi evidenzia “l’emotività forte di questo momento che testimonia la vicinanza alla comunità. Credo che l’elemento ecclesiastico e quello laico si congiungono nel dare oggi una buona novella, ritrova centralità la scuola tanto penalizzata quest’anno. Quando la scuola si ferma si accentuano le disuguaglianze. Quella di oggi è un’iniezione di speranza. Tocca al commissario Legnini, che parla di “complesso scolastico come pietra miliare nel percorso che accomuna la collettività. Colgo in particolare tre aspetti da cogliere. Il primo è la bellezza, efficienza, modernità della struttura, una ragione di stimolo, perchè la ricostruzione delle scuole deve essere la priorità insieme a quella delle case. Quella stessa ispirazione che animò il primo commissario alla ricostruzione deve trovare nuova espressione nel prossimo futuro. Abbiamo 200 scuole finanziate da ricostruire, servono poteri derogatori al commissario straordinario. Non possiamo aspettare 3, 5 o 8 anni per ricostruire le scuole”.

Sulla lentezza dei processi di ricostruzione post sisma, Legnini evidenzia che “le cause sono molteplici. Ma possiamo certamente coltivare l’aspirazione che processo ricostruttivo, che ha avuto una lentezza non più sostenibile, possa diventare qualcosa di importante nel prossimo futuro. Questo di Fermo è un modello positivo, come approccio culturale e di metodo. Ricostruire non è solo un dovere di restituire ciò che c’era. Dobbiamo fare in modo che le tecniche siano migliori delle precedenti, più sicure, sostenibili, connesse e in grado di parlare di futuro”. E’ un giorno speciale anche per le dirigenti, le professoresse Anna Maria Isidori, alla guida della Betti, e Alessandra Goffi, preside della Fracassetti. A loro il compito di far vivere questi nuovi spazi, condividerli e avviare un percorso di collaborazione.


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