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Fine del Mancini bis,
gli umori di Lucentini e Ubaldi

MONTEGRANARO - La parte civica dell'ormai ex compagine di maggioranza e l'intera opposizione stamane compatte, all'ufficio protocollo calzaturiero, per rassegnare le dimissioni dalla carica di consiglieri. L'analisi del vice sindaco e del capogruppo di minoranza
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A poche ore dall’ufficialità delle dimissioni presentate compatte da parte di ben dieci consiglieri comunali riconducibili al gruppo civico dell’ormai ex maggioranza di governo cittadino, al protocollo unitamente al blocco di minoranza in assise come Montegranaro tra la Gente, arrivano gli umori dei diretti protagonisti.

Da una parte Endrio Ubaldi, vice sindaco a rassegnare le dimissioni da membro di giunta nella mattinata di sabato, dall’altra il leader dell’opposizione cittadina, Mauro Lucentini, ad esternare il proprio punto di vista direttamente con un video rintracciabile sui canali social dello stesso. Con dieci dimissionari, dunque oltre la metà più uno dell’intera composizione assembleare pari a sedici unità, si è irrimediabilmente dato il via alla pratica di scioglimento dell’assise comunale e, di conseguenza, alla contestuale fine del mandato sindacale e di giunta.

 

L’ex vicesindaco Endrio Ubaldi

“Siamo dispiaciuti per l’imminente commissariamento, fase che durerà comunque non più di qualche mese – il commento dell’ex vice sindaco Endrio Ubaldi -, ma l’azione amministrativa non sarà compromessa in virtù degli ottimi professionisti che siedono dietro la scrivania del segretario generale e dei dirigenti di settore, per una macchina burocratica funzionale che traghetterà la città realizzando tutto ciò che è stato deliberato fino ai giorni scorsi. Le dimissioni? Un atto dovuto considerando il fatto che già dall’ultima volta ci è stato vietato di svolgere un Consiglio comunale in presenza, come decretato del presidente comunale. Era quindi in dubbio la pubblica discussione per un’eventuale mozione di sfiducia in presenza. Non posso inoltre non ricordare, ricostruendo brevemente la vicenda chiusa stamane, che il revocato Beverati si sia speso per primo, anni fa, caldeggiando l’idea di Ediana Mancini sindaco. Togliergli le deleghe è stata una mossa a nostro avviso avventata, reinserirlo in squadra, così come chiesto anche da parte della società civile, era l’unica soluzione da fare. Oggi non sfiduciamo la Mancini che abbiamo votato e fatto votare per ben due volte ma, riallacciandomi al discorso della stessa nel suo ultimo video, quella che non ha incoraggiato la ripresa del dialogo, bensì la definitiva rottura degli argini, con la parola ‘dimissioni’ e ‘sfiducia’ a rincorrersi più volte. E’ la fine di un percorso in cui, pur facendo bene in amministrazione, si era creata una convivenza a doppia velocità tra gli esponenti del Partito Democratico e noi civici, orgogliosamente tali. Negli ultimi mesi non era più possibile, avallando le parole di Beverati, sentirsi dire, in caso di divergenze di vedute davanti ad un’opzione di scelta <se non ti va bene, ti dimetti. Se vengo sfiduciata, mi proporrò per un terzo mandato>. La prova dunque che si puntava ai pieni poteri del sindaco con l’appoggio del Pd”.

 

Mauro Lucentini, ex capogruppo dei Montegranaro tra la Gente

“Abbiamo atteso le spiegazioni del sindaco sulla cacciata di Beverati, ma ci siamo solo sentiti dire che il motivo era praticamente personale, basato sulle offese – il commento del capogruppo di minoranza riconducibile a Montegranaro tra la Gente, Mauro Lucentini -. Un motivo che, a nostro avviso, non basta per ingessare la città innescando lo stucchevole teatrino durato fino a stamattina. Naturalmente l’ormai ex sindaco ha avuto la passiva complicità del Pd, al suo fianco inerme senza fare nulla per rimediare a quello che a quanto pare è stato uno sfogo personale. Ci dispiace se la Mancini si sia sentita offesa da Beverati in passato, nessuno lo merita, ma da che mondo e mondo c’è sempre stato fermento in ogni qualsivoglia amministrazione, consiglio e giunta che sia, fa parte della quotidianità. Tornando però alla politica, viviamo una crisi economica e profonda, enfatizzata dalla pandemia. Noi dell’opposizione avevamo smesso di fare il mero gioco delle parti mesi fa, attivandoci per una sana e virtuosa collaborazione, ma anziché trovare terra fertile per lavorare abbiamo trovato, come comprovato, altro. Non vedendo dunque chiarezza da parte del sindaco sul cosa fare per uscire da questo stallo, la parte civica della maggioranza si è resa disponibile a porre subito fine a questa crisi. Ipotesi future? Il sindaco può ripresentarsi e concorrere nuovamente a ricoprire tale carica, è libera di farlo. Noi non sappiamo in che formula ci proporremo alla guida della città, se lo faremo allestiremo una selezione vicina ai valori del centro-destra, ma basata prioritariamente sulle persone, non sulle poltrone. Ci dispiace solo un fatto: di questa vicenda pagano come sempre i cittadini, ma è l’inevitabile e naturale evoluzione di un ‘fuggi fuggi’ generalizzato a cui abbiamo assistito nel corso degli anni, a partire da Sel, già all’indomani della vittoria nel 2014, sino ad arrivare alle ultime dimissioni contestuali, dalla giunta, di Ubaldi e Puggioni. Ero in consiglio comunale dal 1999, mai mi sarei immaginato di rassegnare le dimissioni, ma ciò si è reso necessario per mettere un punto fermo, tracciare una riga, e da qui ripartire saldamente insieme a chi ha competenze e soluzioni valide da applicare per il bene di tutti, non cioè smanie di sedere su chissà quali poltrone”.

 




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